Paolo e Carlotta: la coppia affetta da sindrome di Down che non trova affitto a Milano
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Secondo i dati raccolti dal Censis in merito alle disabilità intellettive, oggi in Italia sono circa 48mila le persone affette da sindrome di Down: tra queste, il 66% ha un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Ciò significa che la maggior parte di loro è in un periodo della propria vita in cui i principi di autonomia, indipendenza e autodeterminazione non sono solamente ampiamente ricercati, ma anche necessari alla crescita dell’individuo. Nonostante alcune innegabili aggiunte difficoltà che le persone affette da questa sindrome possono affrontare nel quotidiano, è vero che con l’aiuto degli educatori è assolutamente possibile, per loro, raggiungere questa ambita autonomia. Ne sono la prova Paolo e Carlotta, una coppia affetta da sindrome di Down; pur essendo entrambi indipendenti, però, sembra per loro impossibile trovare un appartamento in affitto dove convivere.
[[ge:kolumbus:alfemminile:211342]]Le difficoltà della coppia
Nonostante Paolo Sesana e Carlotta Sganga, rispettivamente 35 e 39 anni, siano fidanzati da più di 4, desiderino mettere su famiglia e posseggano entrambi dei contratti di lavoro sicuri a tempo indeterminato, i due non riescono a trovare neanche una persona disposta ad affittare loro un appartamento a Milano. Il motivo non sta nella disponibilità economica della coppia, che è assolutamente sufficiente (nonostante gli esorbitanti prezzi degli affitti milanesi), ma nel fatto che entrambi, sia Paolo che Carlotta, siano affetti da sindrome di Down. Secondo loro e secondo il Circolo Culturale di Porta Romana che li sta affiancando nella ricerca della casa, è questa la vera, unica, insuperabile barriera alla firma di un contratto. Le difficoltà di quest’amore che sembra eternamente ostacolato da agenti esterni la racconta direttamente Sesana al Corriere della Sera: “Non ho mai avuto un amore vero, così profondo, come Carlotta. La sera al telefono mi commuovo, perché siamo sempre lontani”.
A testimoniare l’assurdità di certi incontri con vari affittuari anche la mamma di Carlotta, Renata Agosti: “Una volta le trattative stavano andando bene. Al momento di consegnare la caparra di 3.600 euro, ci hanno detto che non si poteva più procedere. Siamo tornati a casa con in borsa l’assegno e il morale a terra”.
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Le storie di Paolo e Carlotta
Paolo vive a Cinisello Balsamo insieme alla madre e vicino a dove lavora; Carlotta, invece, convive con altri ragazzi con cui condivide simili difficoltà in un cosiddetto “appartamento – palestra”, un luogo in cui, con l’aiuto di educatori e operatori sanitari, la ragazza ha imparato a essere completamente autonoma. Lì, dove vive, ora Sganga insegna ai nuovi ospiti come essere indipendenti. L’autonomia e l’indipendenza, quindi, non manca a nessuno dei due; eppure, a entrambi è toccato sentirsi dire frasi come “Non posso rischiare che si buttino dalla finestra”, da parte della proprietaria di una casa al quarto piano. I due, al momento, stanno cercando con tutte le loro forze di trovare un posto in zona Loreto, Wagner o corso Vercelli di Milano, dove conservare la propria autonomia e indipendenza e imparare a condividerle con la persona che amano, pur rimanendo vicini il più possibile ai propri affetti. "I nostri ragazzi vogliono e meritano di andare a vivere insieme, di sperimentare il quotidiano”, dice sempre Renata: “Cerchiamo qualcuno che voglia accettare questa sfida insieme a noi”.
Vi presentiamo Madeline Stuart, la prima supermodella con la sindrome di Down
Nell'immaginario collettivo, il mondo della moda appare distante dalla gente comune: le numerose regole da seguire, le accurate selezioni a cui le modelle devono sottoporsi e i preziosi abiti che vengono normalmente presentati fanno apparire il regno del Fashion praticamente inaccessibile.
Fortunatamente, però, qualcuno ha voluto cambiare, in parte, le regole e il suo nome è Madeline Stuart. La 21enne australiana, nata e cresciuta a Brisbane, è la prima supermodella al mondo con la sindrome di Down. La giovane non solo promuove quel concetto moderno che è l'inclusività nell'industria della moda, ma la crea. Ha sfilato su oltre 60 passerelle in città come New York, Londra, Dubai e molte altre, provando che, con impegno e dedizione, ci si possa far spazio nel competitivo mondo del fashion e ci possano riuscire anche le persone colpite da disabilità.
La storia di Madeline sembra essere uscita da un romanzo o da un film, ma non lo è: è pura realtà, che inizia nel 2014 e mostra che i sogni di chiunque possono realizzarsi, con passione, talento e supporto da parte dei propri cari.
Sfoglia la Gallery e scopri l'incredibile avventura di Madeline Stuart, la prima modella con sindrome di Down che sta rivoluzionando il mondo della moda!
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L'obiettivo del Circolo culturale giovanile di Porta Romana
A sostenerli nella ricerca, oltre ad amici e genitori, anche il Circolo Culturale Giovanile di Porta Romana che da diversi anni li segue e che ha proposto le sopracitate zone di Milano anche per la vicinanza con altri centri, così che i due possano continuare a vedere i propri amici a casa, con il supporto degli educatori. Il Circolo si è reso disponibile, inoltre, ad accogliere proposte e annunci per la giovane coppia: se hai la possibilità di aiutare Paolo e Carlotta o conosci qualcuno disposto a farlo, puoi scrivere direttamente a questo indirizzo mail: portaromana.circolo@gmail.com.
Il Circolo Porta Romana è una onlus attiva dal 2000 sul territorio milanese: il progetto si impone come educativo non assistenziale. Ciò significa che la priorità del gruppo di volontari è di aiutare i ragazzi a sviluppare autonomie, conoscenze culturali, competenze e maggior consapevolezza della propria identità, utili anche ad accrescere l’autostima. Il programma più incisivo, nato nel 2009 ma tutt’ora attivo, è ‘Progetto casa’: l’obiettivo è di sviluppare un percorso il cui traguardo sia, per i ragazzi e le ragazze seguiti, di guadagnarsi l'agognata autonomia abitativa.
L'indipendenza abitativa per le persone affette da sindrome di Down
Già nel lontano 2015, il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down (Coordown) si era occupato di creare e diffondere una campagna di sensibilizzazione sull’importanza dell’autonomia e indipendenza abitativa delle persone affette da sindrome di Down, tramite un video, “The special proposal”. Coincidenza vuole che i protagonisti di quella campagna fossero propria un’ipotetica coppia di ragazzi con sindrome di Down, Salvatore e Caterina: il racconto culminava con una proposta di matrimonio e un intervento musicale dei Neri per caso che, a sorpresa, consegnavano loro il mazzo di chiavi della casa in cui sarebbero potuti andare a vivere insieme. Una storia di emancipazione culminata dal traguardo dell’autonomia abitativa, fondamentale per dare indipendenza, dignità e pari strumenti alle persone affette da sindrome di Down e che speriamo possano raggiungere anche Paolo e Carlotta.
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