L’influenza colpisce i bambini: cosa fare per proteggere la salute dei più piccoli
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L’inverno sta arrivando e porta con sé la stagione dell’influenza: a preoccupare quest’anno in particolare è la convivenza del virus con quello del covid 19, i cui sintomi possono talvolta essere identici. È il primo inverno senza mascherine obbligatorie, che negli scorsi due anni hanno limitato la diffusione dell’influenza stagionale: cosa dobbiamo aspettarci dall’influenza per il 2022/2023, soprattutto nel caso in cui vengano contagiati i bambini? Scopriamo quali sono i sintomi e come prevenire il contagio. Per qualsiasi dubbio o sospetto, ricordiamo che è sempre bene rivolgersi a dottori, medici e specialisti.
[[ge:kolumbus:alfemminile:211342]]Influenza: è boom per i bambini
L’ultimo bollettino della rete di medici sentinella InfluNet riporta che dal 14 al 20 novembre in Italia si è verificato un “sensibile aumento” del “numero di casi di sindromi simil-influenzali” per ogni fascia d’età, ma in particolare sui bambini al di sotto dei 5 anni. Il presidente della Sipps (Società italiana di pediatria preventiva e sociale) Giuseppe Di Mauro è intervenuto sulla situazione influenzale in età pediatrica, invitando all’attenzione, come riportato da Rai News: “L’influenza non è una banalità per i bambini e per i lattanti. In questo momento la circolazione è altissima e, allo stesso modo, è altissima l'affluenza di piccoli pazienti nei nostri ambulatori”. Di Mauro rivolge anche un appello alle famiglie, invitando a prevenire nei bambini il rischio di contrarre l’influenza: “Abbiamo gli studi pieni, fra raffreddore, febbre, influenza. Ogni settimana vediamo crescere i numeri. Davanti a questo quadro io ho solo un messaggio per i genitori: vacciniamo i bambini”.
I sintomi dell’influenza nei neonati
Ma come possiamo riconoscere il prima possibile l’influenza nei bambini? Per quanto riguarda i neonati, spesso è possibile riscontrare tosse e raffreddore come sintomi principali: è sempre bene avvisare il pediatra, ma in questo caso solitamente si consiglia di aiutare il bimbo a respirare meglio effettuando dei lavaggi nasali o tramite l’uso di un aspiratore nasale. Se il respiro del bambino sembra difficoltoso o se sviluppa febbre sopra ai 38 gradi è consigliato contattare immediatamente il pediatra, che dovrà visitare il piccolo per definire una diagnosi e indicare una cura.
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I sintomi dell’influenza nei bambini
Come abbiamo visto, i dati riportano un’incidenza di influenza più alta sui bambini con età inferiore ai 5 anni: solitamente i sintomi più diffusi sono febbre alta e difficoltà respiratorie, mentre altri sintomi comuni sono tosse, mal di gola, perdita di appetito e generale affaticamento. Nei casi un po’ più seri possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea. Solitamente l’influenza passa da sola senza particolari interventi nel giro di 7/10 giorni, ma nel caso in cui i sintomi nei bambini diventino più seri è sempre consigliabile rivolgersi al medico o al pediatra.
Influenza o covid?
Per i bambini in età scolare sarà più facile ammalarsi e contrarre l’influenza, che girerà soprattutto tra i banchi, forte anche del fatto che ormai è stato rimosso l’obbligo di indossare la mascherina nelle aule. È utile, perciò, capire come comportarsi quando i bambini manifestano dei sintomi riconducibili all’influenza, cercando di distinguerli da quelli del covid 19: nelle fasi iniziali possono essere molto simili, ma la presenza di mal di gola molto intenso, tosse insistente, difficoltà respiratoria (come affanno e apnea) e sintomi gastrointestinali, possono indirizzare la diagnosi verso l’infezione da SARS-CoV-2. Per escludere l’una o l’altra ipotesi, è consigliabile eseguire al bambino un tampone antigenico o molecolare.
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Come prevenire l’influenza
L’OMS e il Ministero della Salute consigliano a tutti, non solo ai bambini, di seguire dei semplici accorgimenti che riducono il rischio di contagio e di conseguenza di ammalarsi a causa dell’influenza:
- fare il vaccino antinfluenzale;
- evitare di stare vicino a persone malate;
- evitare di toccarsi spesso occhi, naso o bocca;
- disinfettare le superfici di casa;
- lavarsi spesso le mani;
- aprire le finestre spesso per cambiare aria.
- seguire un’alimentazione sana, con frutta e verdura di stagione;
- consumare cibi ricchi di vitamina C, importante per la prevenzione delle infezioni;
- valutare con il pediatra l’assunzione di probiotici, immunostimolanti o integratori;
- valutare con un esperto di fitoterapia la prescrizione di prodotti alle erbe.
Il vaccino antinfluenzale per i più piccoli
Giuseppe Di Mauro ha ribadito l’importanza del vaccino antinfluenzale a cui dovrebbero sottoporsi tutti, ma in particolare i bambini, seguendo il mantra “vaccinare e prevenire”, perché “sarebbe veramente un peccato non vaccinare, anche perché abbiamo tutte le armi, anche molto praticabili”. Per i bambini la vaccinazione antinfluenzale è “fortemente raccomandata dai 6 mesi ai 6 anni, anche per quei piccoli che non hanno patologie e ancor di più per quelli che hanno una malattia cronica come asma, cardiopatie, diabete, o che hanno infezioni respiratorie ricorrenti, oppure frequentano asili nido e scuole”.
Il pediatra ha voluto ricordare che esistono anche alternative ancora meno invasive del vaccino per i bambini più piccoli: “Da qualche anno, per i bimbi dai 2 anni in su stiamo utilizzando un vaccino antinfluenzale spray nasale altamente efficace che permette di creare con un semplice atto medico non fastidioso per i piccoli uno scudo per un virus che può dare dei problemi importanti”. La prevenzione è fondamentale in quanto non solo i bambini possono ammalarsi e sviluppare dei sintomi fastidiosi, invalidanti o addirittura pericolosi, ma possono contagiare a loro volta altri bambini o le persone anziane e fragili con cui entrano in contatto, soprattutto in famiglia: “In molte regioni in questo momento c'è una concentrazione intensa di virus che si trasmettono ‘aria-aria’ e, se in un’aula ci sono 20 bambini - chi con tosse, chi con raffreddore, chi con vari virus - restando a contatto tutta la giornata si contagiano fra loro con molta facilità. E portano i virus a casa, dove ci sono i nonni, magari fragili per patologie concomitanti, che prendono l’influenza dal nipotino”.
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