Parliamo dell’ennesimo smacco sessista nei confronti di Ursula Von der Leyden
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Agli incontri diplomatici tra Ue e esponenti politici africani, Ursula Von der Leyen è stata vittima di una mancanza di rispetto che non ha ragioni politiche, bensì di genere. E gli uomini accanto a lei non muovono (quasi) un dito, a riprova di come gli allies possano aiutare a combattere gli stereotipi e i trattamenti sessisti.
[[ge:kolumbus:alfemminile:211342]]Cosa è successo a Bruxelles
Giovedì 17 febbraio, in occasione del vertice Ue-Africa che prevede degli incontri tra i leader africani e quelli europei a Bruxelles, il ministero degli esteri Odongo Jeje si è trovato a scattare delle foto insieme al presidente del consiglio Ue Charles Michel, al presidente francese Emmanuel Macron e alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Nulla di strano, fin qui: eccezion fatta per la stretta di mano mancata con la Von der Leyden. Jeje, infatti, si è introdotto nello scatto ignorando completamente la presidente, salutando con calore e forti strette di mano gli altri due. E anche quando richiamato da Macron, si è limitato ad accennare un saluto col capo, evitando contatti fisici diretti.
Il sofagate
Un gesto, o l’assenza di un gesto, che non trova radici in motivazioni politiche e che si presuppone possa essere mosso da una presa di posizione che intende sminuire l’autorità politica della Von der Leyden in quanto donna. Non è la prima volta che una cosa simile accade: ad Aprile 2021 la presidente si era incontrata, sempre insieme a Charles Michel, con il leader Edogan, ad Ankara. L’obiettivo era quello di far avanzare un processo politico tra la Turchia e l’Ue con meno tensioni possibili, ma non è di certo passata inosservata l’accoglienza riservata specificatamente alla Von der Leyden. Contro ogni protocollo abituale, accanto alla poltrona di Edogan ve n’era solo un’altra, più un divano. Anche a causa della disattenzione e del disinteresse di Michel, la Von der Leyden è stata costretta a sedersi lontana dagli attori della discussione, con notevole e manifestata perplessità.
Ecco chi sono (alcune) delle donne più potenti del 2021
Ogni anno la rivista statunitense Forbes decreta le 100 donne più potenti dell'anno. Scorrendo la gallery troverete alcune delle donne che hanno fatto la differenza nel 2021, risultando essere le più influenti al mondo.
Secondo la rivista di economia, nulla esprime le dinamiche della lista meglio del cambiamento avvenuto in cima. Difatti, solo per la terza volta in 18 anni dall'istituzione di questa classifica, la cancelliera tedesca Angela Merkel non è la prima in classifica. Questo probabilmente dipende dalla recente interruzione della carriera politica da parte della cancelliera.
A succederle troviamo la filantropa MacKenzie Scott, ex moglie di Jeffrey Bezos il magnate di Amazon, da cui si è separata nel 2019 e da cui ha ricevuto il 25% della quota del colosso di e-commerce.È la terza donna più ricca al mondo, ma è non è la sua ricchezza illimitata a renderla la donna più potente del 2021, bensì la sua determinazione a donare ciò che possiede in un modo significativo e rivoluzionario che la pone al di sopra della concorrenza.
Tutte queste donne rappresentano la tesi trainante alla base della compilazione della lista: non basta avere soldi, o una posizione di potere. Una persona deve fare qualcosa con la propria fortuna, far sentire la propria voce e cambiare, in meglio, le sorti del mondo.
Nella lista compilata da Forbes, quest'anno compaiono personaggi influenti dal punto di vista scientifico, per la creazione o produzione di vaccini, o donne che si sono battute per la parità, combattendo discriminazioni di genere e razziali.
MacKenzie, nel 2020, ha effettuato 5,8 miliardi di donazioni a circa 500 organizzazioni non profit e durante quest'anno sono stati 2,74 miliardi di dollari ad essere stati donati a 286 gruppi.
Scorri la gallery per scoprire alcune delle altre donne che secondo Forbes sono degne di rientrare nella lista delle 100 donne più potenti del 2021.
Il sessismo in politica
In quel caso, successivamente rinominato “sofagate” come oggi, Charles Michel è stato preso di mira dall’opinione pubblica poiché completamente privo di interesse nel rendere gli incontri paritari e corretti dal punto di vista del protocollo per quando riguarda i trattamenti riservati alla collega donna. In questa occasione Macron ha provato a salvare la faccia della situazione ed evitare ulteriori imbarazzi, ma viene naturale chiedersi quanto tempo ancora ci vorrà prima che le figure d’autorità, che siano politiche o d’altri ambiti, siano trattati in maniera egualitaria tra loro, piuttosto che con un paternalistico e maschilista occhio di distanza.
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