La risposta eccezionale di Giorgia Soleri a chi si indigna per i suoi peli
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Giorgia Soleri ma anche Giulia Zollino e Paola Maugeri: tre donne che sfidano i canoni di bellezza standard imposti dalla società patriarcale sul corpo femminile e che, intervistate dalla iena Alessandro Onnis, ci spiegano perché la depilazione è una scelta politica e come può diventare una vera e propria arma femminista. La peluria è mia e decido io, si potrebbe dire, ed ecco come rispondere a chi ancora non accetta che le donne abbiano potere decisionale sui propri corpi.
[[ge:kolumbus:alfemminile:211342]]Giorgia Soleri e il servizio alle Iene sulla depilazione
Durante l’ultima puntata del famoso programma televisivo di Mediaset Le Iene, un dibattito web avvenuto sulla piattaforma TikTok intorno al rapporto tra donne, peluria e femminilità ha scatenato la curiosità dell’inviato Alessandro Onnis, che ha voluto intervistare alcune paladine femministe della scena italiana in merito all’argomento ancora tristemente controverso. Tra queste la sex columnist Giulia Zollino, la dj Paola Maugeri e l’influencer e attivista Giorgia Soleri, fidanzata di Damiano David (frontman dei Måneskin) e sempre in prima linea per la battaglia a favore del riconoscimento delle patologie femminili quali vulvodinia ed endometriosi.
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Giorgia Soleri difende la libera scelta di non depilarsi
I peli sulle donne fanno ancora ridere; lo dimostrano il successo delle recenti gag di Virginia Raffaele al comedy show di Prime Video LoL sulla “Belen pelosa” e quella di Katia Follesa che mostra il suo corpo fintamente ricoperto di peli con orgoglio. La risata scatta per la contraddizione (orgogliosa di cosa?) e per la risposta di Chiambretti che le suggerisce di andare da un veterinario.
La reazione positiva e divertita del pubblico è indice di quanto, esattamente come spiega la Soleri, la scelta di non ricorrere alla depilazione sia tutt’oggi “una scelta politica”. La stessa influencer Giulia Zollino si esprime rammaricata: “Mi dispiace che i nostri corpi vengano presi come uno spunto per far ridere”.
Benvenuto Januhairy: le celebrities che non si vergognano di mostrare i propri peli
Avete sempre pensato che, arrivato il grande freddo dal Nord, non valesse la pena depilarvi? Che i vostri peli potessero diventare una comoda coperta naturale da portare sempre con voi? Adesso avete la motivazione giusta per farlo. Ci troviamo, infatti, nel mese del Januhairy. No, non gennaio. Nemmeno January. J-a-n-u-h-a-i-r-y. Non avete la minima idea di cosa io stia parlando? Non vi preoccupate, sono qui per spiegarvi tutto passo passo.
Iniziamo dal nome. Januhairy è un gioco di parole nato dalla crasi tra la parola January (gennaio in inglese) e l’aggettivo “hairy” (peloso). In sostanza, gennaio è diventato il mese in cui potete dire momentaneamente addio a cerette, laser, rasoi e chi più ne più ne metta per lasciare che la vostra peluria cresca in modo naturale e incontrollato.
L’idea è nata nel 2018 grazie a Laura Jackson, una studentessa inglese che, durante un corso di teatro, si è dovuta far crescere i peli per immedesimarsi a pieno nel ruolo a lei assegnato. Nonostante gli sguardi interrogativi e, a volte, persino disgustati delle persone intorno a lei, la ragazza si è sentita, per la prima volta nella sua vita, veramente libera e sicura di sè. Da qui la trovata geniale: istituisce il mese del Januhairy, aiuta le donne ad accettarsi così come sono, e, con i soldi risparmiati dall’acquisto di rasoi e trattamenti beauty, avvia una raccolta fondi.
Il Januhairy nasce sulla scia del Movember, un evento che si svolge dal 2004 nel mese di novembre, durante il quale gli uomini di tutto il mondo sono invitati a farsi crescere i baffi per beneficenza. In questo caso, il ricavato verrà devoluto alla ricerca contro il tumore alla prostata. La differenza sostanziale tra le due campagne consiste nel fatto che, per un uomo, farsi crescere i baffi consiste in un cambio look originale e, perchè no, divertente, mentre che le donne abbiano i peli sul proprio corpo viene percepito come uno stigma imbarazzante. Ecco l’ennesima forma di disuguaglianza di genere.
Diverse sono le celebrities che, negli anni, si sono ribellate agli standard estetici imposti dalla società e hanno sfoggiato liberamente i propri peli, anche sui red carpet. Sfoglia la gallery per scoprire chi sono!
La risposta di Giorgia Soleri a chi si indigna per i suoi peli
La compagna di Damiano racconta del suo rapporto con i peli e la ceretta e di come, nonostante nessuno le avesse esplicitamente richiesto di ricorrere alla depilazione (anzi, ci racconta di come le venne inizialmente vietato dalla madre per la giovane età), la pressione sociale l’abbia oppressa e indirizzata verso la rimozione dei peli già in quinta elementare. Poi, la visione e la conoscenza delle battaglie femministe del passato e del presente le fecero scattare un pensiero tanto semplice quanto apparentemente ardito: depilarsi è una libera scelta, e io non la voglio prendere. E se qualcuno le fa notare i peli sulle gambe, è probabile che risponda esattamente come ha fatto con la iena Onnis: “pensa, tu li hai anche in faccia!”.
Inoltre, dopo l'intervista Giorgia Soleri ha voluto sottolineare la contraddizione che riguarda l'interesse nei confronti del corpo femminile, troppo spesso concentrato sull'estetica più che sulla salute. Scrive l'attivista: "se la gente si indignasse del mancato riconoscimento della vulvodinia e dell'endometriosi come si indigna per due peli sul corpo altrui, a quest'ora probabilmente avremmo già leggi e tutele per chi ne soffre". Sono infatti rinomate le sue battaglie a favore del riconoscimento di queste malattie, di cui lei stessa è portatrice.
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Perché i peli delle donne fanno ancora così paura?
“In Svezia è normale vedere donne in spiaggia con peli molto visibili”, spiega la dj Paola Maugeri: e, in effetti, se gettiamo lo sguardo un po’ più in là vediamo che le ribellioni di Soleri e Zollino non sono degli unicum: molte star hanno deciso di agire politicamente in questo senso, e di mostrare la propria peluria come segno di completa libertà decisionale e autonomia sui propri corpi. È il caso della it girl Lourde Maria Ciccone, della modella Emily Ratajkowski e di tante altre ancora.
Ma perché un’ascella o addirittura un inguine (orrore") di donna pelosi, ovvero naturali, creano tanto scalpore? La Zollino spiega che "il valore costitutivo della tua essenza in quanto donna è la bellezza e per essere bella devi essere depilata”: le lavoratrici del mondo del porno attuale sono la prova schiacciante, con la loro pelle completamente liscia, di come l’immaginario erotico non preveda corpi di donne diversi da quelli intonsi.
Uno scenario che fa drizzare le orecchie e spaventa, se intuiamo il rapporto tra depilazione di donne mature e infantilizzazione dei corpi. Il pelo scandalizza ancora perché combatte contro queste imposizioni dell’occhio maschile sui nostri corpi, perché è reazionario.
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