I discorsi più belli della storia degli Oscar
Sono uno degli eventi più attesi dell'anno: gli Oscar ci fanno sognare, dal red carpet, dove possiamo ammirare i look splendidi degli attori e non, al momento delle assegnazioni dei premi, quando i vincitori ci stupiscono, emozionano e affascinano con i loro discorsi.
Sono tanti gli attori che sono saliti sul palco del Dolby - prima Kodak - Theatre e tante parole sono state dette. Ma quali sono stati i discorsi più belli e significativi? Di certo, quello di Joaquin Phoenix di quest'anno ha commosso i presenti in sala e non solo.
L'attore di Joker aveva concorso in passato per ben altre tre volte per ottenere l'ambita statuetta. La prima era stata nel 2001 per il suo ruolo di Commodo ne Il gladiatore, come attore Non Protagonista; poi, nel 2006 per Quando l'amore brucia l'anima - Walk the Line e nel 2013 per The Master, in entrambi i casi come attore Protagonista. Quella del 2020 è stata - fortunatamente - la volta buona. Joaquin, evidentemente emozionato, ha tenuto un discorso sui diritti umani e sugli animali, chiudendo con un ricordo straziante:
"Penso che a volte ci sentiamo o siamo fatti sentire come sostenitori di cause diverse. Ma per me, vedo comunanza. Penso che, sia che stiamo parlando di disuguaglianza di genere o di razzismo o di diritti degli indigeni o degli animali, stiamo parlando della lotta contro l’ingiustizia. [...] Molti di noi sono colpevoli di una visione del mondo egocentrica e crediamo di essere il centro dell’universo. [...] Sono stato un mascalzone per tutta la vita, sono stato egoista. A volte sono stato crudele, una persona con cui era difficile lavorare e sono grato che così tanti di voi in questa stanza mi abbiano dato una seconda possibilità."
E poi ha voluto ricordare il fratello River, scomparso nel 1993:
"Quando mio fratello aveva 17 anni ha scritto queste parole: “Corri in soccorso con amore e troverai la pace”".
Sfoglia la Gallery e scopri i migliori discorsi dei vincitori degli Oscar, in ordine cronologico, da Julie Andrew-Mary Poppins nel 1965 a Lady Gaga nel 2019, passando per Tom Hanks, Roberto Benigni, Julia Roberts e tanti altri.
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Il suo è stato un discorso semplice e conciso: "Grazie agli Academy e grazie a tutte le donne candidate quest'anno. Siete così magnifiche e siete una fonte di ispirazione per me, non solo quelle nominate nella mia categoria. Ed è stato fantastico conoscervi, siete state così gentili e avete reso questa esperienza indimenticabile."
La splendida Cate vinse l'Oscar come migliore attrice per Blue Jasmine e nel suo discorso parlò del ruolo delle donne nel mondo del cinema: "Forse quelli dell'industria cinematografica ancora pensano stupidamente che i film al femminile, quelli con donne al centro, non sono appetibili. Non è vero: il pubblico li vuole vedere. E fanno guadagnare soldi!"
Julie ha ricevuto l'Oscar come Miglior Attrice protagonista per la sua interpretazione di Mary Poppins. Nel suo discorso, si è concentrata su come gli Americani, in primis Walt Disney, l'avessero fatta sentire a casa: "Sapevo dell'ospitalità americana, ma questo è davvero troppo. Ho davvero tanti 'grazie' da dire, ma so da dove cominciare, ed è con Walt Disney. Vorrei provare a condividere con voi la mia gratitudine... per avermi fatta sentire così benvenuta in questo Paese."
Jared Leto era bellissimo (beh, come sempre del resto) quella sera, quando salì sul palco per aver vinto la statuetta nella categoria Miglior Attore non protagonista nel film Dallas Buyers Club. "Nel 1971, in una cittadina del Lousiana, una ragazza sola aspettava il secondo figlio. [..] Quella ragazza era mia madre e se sono qui è grazie a lei. Grazie mamma, per avermi insegnato a sognare." Proseguì il suo discorso concentrandosi su "tutti i sognatori di tutto il mondo che ci stanno guardando da luoghi come Ucraina e Venezuela a cui voglio dire 'noi siamo qui e stasera stiamo pensando a voi mentre lottate per far diventare i vostri sogni realtà' [...] Dedico il premio ai 36 milioni di persone che hanno perso la battaglia per l'AIDS e per quelli di voi là fuori che hanno mai subito ingiustizie a causa di chi sono o di chi amano. Stasera sono qui in piedi di fronte al mondo per voi, e con voi".
Sempre per Dallas Buyers Club, questa volta per la categoria Miglior Attore protagonista, Matthew ha detto: "Il mio eroe ero io, ma un me stesso due settimane più avanti, un anno più avanti, 10 anni più avanti. Da quando da ragazzino volevo essere il me stesso di 25 anni, poi di 35 anni. Quindi non sono mai stato davvero io il mio eroe, non quello presente, ma quello futuro, per continuare a inseguirlo. Quindi a chiunque guardiate, chiunque stiate cercando di raggiungere, vi dico: All right! All right! All right!"
Lupita Nyong'o ha reso omaggio alla donna che ha interpretato nel film 12 anni schiavo, per cui ha accettato il premio come Miglior attrice non protagonista: "Mi è chiaro che un momento così pieno di gioia per me è dovuto a così tanto dolore per qualcun altro... Quando guardo questa statuetta, me lo ricorda e così voglio anche dire a ogni bambino, non importa da dove tu provenga, i tuoi sogni sono validi!"
Un emozionato Eddie Redmayne salì sul palco per aver vinto l'Oscar come Miglior attore per La teoria del tutto, film basato sulla vita del celebre fisico e astrofisico Stephen Hawking, allora ancora in vita, colpito sin da giovane dalla sclerosi multipla: "Questo Oscar appartiene a tutte quelle persone che nel mondo combattono la SLA, appartiene a una famiglia eccezionale: Stephen, Jane, Jonathan e i ragazzi Hawking."
Uno dei discorsi femministi più forti nella storia degli Oscar è quello di Patricia Arquette, miglior attrice per l'interpretazione di Olivia Evans, determinata madre single nel film Boyhood: "Tutte le donne che hanno partorito, tutte le cittadine e le contribuenti di questa nazione: abbiamo combattuto per i diritti di tutti gli altri, adesso è ora di ottenere la parità di retribuzione una volta per tutte, e la parità di diritti per tutte le donne negli Stati Uniti".
I due cantanti hanno vinto l'Oscar come Miglior canzone originale per il film Selma, intitolata Glory. "Noi sappiamo che ora come ora la sofferenza per la libertà e la giustizia è reale. Viviamo in uno dei paesi con più carcerati al mondo. Ci sono più uomini neri in carcere ora che nella schiavitù del 1850. [...] Noi vogliamo dirvi che siamo con voi, che vi amiamo e continueremo a combattere."
Nel 2016, vinse l'Oscar con Revenant. Nel suo discorso si concentrò sulla delicata e complicata questione climatica:
"Il 2015 è stato l'anno più caldo mai registrato nella storia. Il cambiamento climatico è reale e sta avvenendo adesso. Dobbiamo lavorare insieme per prendere delle decisioni. Dobbiamo sostenere i leader di tutto il mondo e non le aziende che non parlano la lingua di miliardi di persone che si ritrovano in condizione di grande difficoltà. Non date per scontato questo pianeta, io non darò per scontata questa sera."
Sincero, semplice e genuino come solo lui sa essere: così si potrebbe descrivere il discorso di Benigni dopo e una bellissima Sophia Loren disse "And the Oscar goes to... Roberto!" per la categoria di miglior film straniero. "Grazie Sophia! Lascio qui l’Oscar, ma voglio te! Questo è un momento di gioia e io vorrei baciarvi tutti", così esordì appena salito sul palco. Poi ringraziò i suoi genitori, coloro che gli hanno dato la povertà, il regalo più importante della sua vita. E in seguito, la citazione dell'amato Dante con l'amore che muove il Sole e le altre stelle: "È sempre una questione d’amore. Io sono qui perché tanta gente ha amato il mio film: l’amore è come una divinità e, a volte, se avete fede, come ogni divinità può apparire. Ecco perché voglio dedicare questo premio a mia moglie".
Viola ha vinto l'Oscar come miglior attrice non protagonista per il film Fences e nel suo discorso ha sottolineato l'importanza che ha per lei la recitazione: "Le persone mi chiedono sempre 'Che tipo di storie ti piace raccontare, Viola?' e lo rispondo, 'Riesumare quei corpi', riesumare quelle storie, storie di persone che hanno sognato in grande e che non hanno mai visto quei sogni realizzarsi, persone che si sono innamorate e hanno perso."
Il discorso di Frances è stato deciso e conciso: dopo aver invitato tutte le donne candidate a un premio Oscar ad alzarsi in piedi, si è concentrata sul ruolo femminile dell'industria cinematografica, facendo un velato accenno anche al caso Wenstein. "Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa alle feste di stasera. Invitateci nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto."
James ha ricevuto l'Oscar a 89 anni per la sceneggiatura non originale scritta di Chiamami col tuo nome: "Tutti noi abbiamo vissuto una storia d'amore importante, o almeno spero, che è finita male e alla quale comunque siamo sopravvissuti. È una situazione universale - e, in riferimento al film - È la storia del primo amore e di come ti fa sentire e di come ti lascia. Tutti possiamo identificarci in essa."
Nel 1972, l’attore, regista e compositore britannico rientra negli Stati Uniti dopo quasi 20 anni di esilio in Europa e conquista il premio alla carriera per “l’incalcolabile contributo dato nel rendere il cinema la forma d’arte per eccellenza del ventesimo secolo”. Una meritatissima standing ovation di 12 minuti per una delle figure più importanti del mondo cinematografico, visibilmente commosso davanti a una platea entusiasta. "Le parole mi sembrano così futili in questo momento. Posso solo dire grazie per questo onore e per avermi invitato qui, voi splendide e dolci persone. Grazie".
Dopo l'emozionante duetto occhi negli occhi con Bradley Cooper, Lady Gaga ha vinto l'Oscar per Shallow, come miglior canzone originale di A star is born. Nel ritirarlo ha spronato a credere nei propri sogni, nonostante tutto: "Sappiate che è stato il frutto di un grande lavoro", ha detto con l'Oscar in mano e le lacrime agli occhi. "Ho lavorato tanto e per così tanto tempo, non è questione di vincere: se avete un sogno combattete per realizzarlo, non importa quante volte verrete rifiutati. Dipende tutto da quanto saprete resistere e rialzarvi dopo le cadute".
Guardandolo, si vedeva che non ci credeva nemmeno lui, nonostante i premi già ottenuti ai Golden Globes e ai BAFTA. Rami ha ringraziato sua mamma presente in sala e a dedicato un pensiero al padre scomparso. "È un momento epico e vorrei esprimere la mia gratitudine a chi ha contributo a portarmi qui, grazie ai Queen per avermi permesso di essere una piccolissima parte del patrimonio grandissimo che ci lasciate. [...] Penso a come sarebbe stato dire a quel piccolo 'sai, un giorno questo succederà'. Quel bambino aveva difficoltà a capire chi era, penso che chiunque le abbia. Noi abbiamo fatto un film su un uomo gay, immigrato, che ha vissuto la sua vita in modo impenitente. Io sono figlio di immigrati che vengono dall'Egitto, americano di prima generazione, non ero la scelta più ovvia (come protagonista del film, ndr) ma a quanto pare ha funzionato".
Nel 1973, Marlon Brando fu premiato come miglior attore protagonista per l’interpretazione de Il Padrino di Francis Ford Coppola. Ma quella sera, Marlon non si presentò alla cerimonia. Al suo posto, andò Sacheen Littlefeather, una giovanissima ragazza indiana, che disse: "Marlon Brando mi ha chiesto di dirvi [...] che molto a malincuore non intende accettare questo premio molto generoso, e la ragione di questo è il maltrattamento degli indiani d’America nell’industria cinematografica… scusatemi… in televisione e anche nel caso dei recenti avvenimenti a Wounded Knee. A questo punto vi prego di perdonare la mia intrusione e che i nostri cuori e la nostra comprensione possano incontrarsi in futuro con amore e generosità."
Dopo 4 nomination e nessun premio, Shirley riesce a ricevere la statuetta per il film Voglia di tenerezza: "Sto per piangere, perché questo show è durato quasi quanto la mia carriera. Mi sono chiesta per ventisei anni come mi sarei sentita se avessi mai vinto un Oscar. Grazie infinite per aver fatto finire l’attesa. [...]. Dio benedice quel potenziale che ognuno di noi ha nel rendere possibile qualsiasi cosa, se pensiamo di meritarcela. Io merito questo premio. Grazie."
Uno dei discorsi più belli di sempre, quello di Tom del 1994, quando vinse come Miglior attore per il film Philadelphia, concentrando la sua attenzione sulle migliaia di vittime che l'AIDS aveva fatto in quell'ultimo decennio. "So che il mio lavoro in questo caso è stato valorizzato dal fatto che le strade del paradiso siano troppo affollate di angeli. Noi sappiamo i loro nomi. Sono un migliaio per ogni fiocco rosso che indossiamo stasera. Finalmente riposano nel caldo abbraccio del Creatore di tutti noi. [...] Dio benedica tutti voi. Dio abbia pietà di noi. E Dio benedica l'America."
Un anno dopo aver ricevuto la statuetta per Philadelphia, Tom vince nuovamente la categoria miglior attore per Forrest Gump. Questa volta non tocca tematiche sociali, ma si lascia andare a un discorso intriso di sincerità e amore: "Sono incoraggiato a stare qui grazie a tutti quegli attori, uomini e donne che condividono la scena con me, che, anche se non capiranno mai come, mi rendono un attore migliore. E io sto qui grazie alla donna con cui condivido la mia vita che mi ha insegnato e mi dimostra ogni giorno che cosa sia l'amore."
Hilary ha vinto l'ambita statuetta per il film The Boys don't Cry, che tratta la triste storia di Brandon Teena, un giovane transessuale che venne violentato e ucciso nel 1993. Nel suo discorso, l'attrice non ha potuto dimenticarlo: "Voglio ringraziare Brandon Teena per essere una ispirazione così grande per tutti noi. Il suo ricordo vive nel nostro film e ci ricorda di essere sempre noi stessi, di seguire i nostri cuori e di non conformarci. Prego ogni giorno affinché noi non solo accettiamo le nostre differenze, ma anche celebriamo la nostra diversità."
Probabilmente il più celebre, spontaneo e travolgente discorso di ringraziamento di sempre ed è per questo che dobbiamo ricordarlo. Nessuna tematica sociale affrontata, nessun discorso strappalacrime: dopo una carriera altalenante, Cuba Gooding Jr. ha vinto l'Oscar come Miglior attore non protagonista per Jerry Maguire. Inizia il suo discorso in maniera abbastanza standard, ma appena la musica si alza, l'attore inizia a ringraziare a ruota libera tutti coloro che avevano preso parte al film. La sua genuina felicità gli è valsa una meritata standing ovation.
Robin ricevette l'Oscar per il film Will Hunting - Genio ribelle. Emozionato senza rinunciare alla consueta dose di ironia, Williams dedica un pensiero affettuoso al padre scomparso "l’uomo che quando gli dissi che avrei voluto fare l’attore rispose 'Splendido, basta che tu abbia un piano B… tipo fare il saldatore'."
Quello di Julia, vincitrice come Miglior Attrice per il suo ruolo in Erin Brockovich, è stato il discorso più lungo nella storia degli Oscar. Ma forse anche per questo vale la pena inserirlo in questa Gallery. Guardando il direttore d'orchestra agitato per il prolungarsi dell'attrice, ha detto: "Signore sta facendo un ottimo lavoro, è veramente veloce con quella bacchetta, perché non si siede per un po' ? Perché potrei non salire mai più su questo palco." Incredula e piena di gioia, la Roberts ringrazia chiunque abbia mai incontrato in vita sua, le quattro attrici con cui condivideva la nomination, la vera Erin Brockovich, lasciandosi poi andare a una risata liberatoria che da sempre la contraddistingue: "Amo stare su questo palco! Amo il mondo! Sono così felice! Grazie!"
Adrien ha vinto l'Oscar per il suo ruolo da protagonista nell'emozionante film Il Pianista. Dopo essere salito sul palco - e aver baciato Halle Berry, che lo premiava - ha detto: "Questo mi riempie di tanta gioia, ma sono pieno anche di tanta tristezza questa sera perché sto accettando un premio in un periodo così strano. Le mie esperienze da attore mi hanno reso cosciente della tristezza e degli eventi disumani che caratterizzano i periodi di guerra e le ripercussioni che essa ha. In chiunque voi crediate, che sia Dio o Allah, che Egli possa proteggervi. Preghiamo per una pacifica e veloce soluzione. Ho un amico del Queens che è un soldato in Kuwait in questo momento, Tommy Zarabinski. Spero che tutti voi ragazzi torniate presto. Dio vi benedica. Grazie."
Commovente come pochi fino al quel momento è stato il discorso di Halle Berry, prima donna di colore a ricevere una statuetta, per il film Monster's Ball: "Questo lo dedico alle donne che mi sono state vicine e alle donne di colore senza nome e senza volto che ora hanno una possibilità, perché da stasera le porte sono aperte".
Nel 2002, Sydney Poitier ha ricevuto l'Oscar alla carriera. Nel suo discorso, ha ripercorso le difficoltà che ha sempre contraddistinto la sua vita professionale, complicata da ostacoli e pregiudizi che, nel tempo, ha saputo affrontare e superare: "Sono arrivato ad Hollywood all'età di 22 anni, in un'epoca molto diversa da oggi. Un tempo in cui le probabilità che io potessi essere qui, stasera, cinquantatré anni dopo, non sarebbero state a mio favore. Allora non era stata tracciata alcuna via per dove io sperassi di andare. Nessun percorso visibile che potessi seguire. Nessuna consuetudine a cui accordarmi. Eppure sono qui stasera al termine di un viaggio che, nel 1949, sarebbe stato considerato praticamente impossibile".
La semplicità ha contraddistinto il discorso di Kate: "Penso che avessi circa 8 anni e fissando lo specchio del mio bagno, tenevo la bottiglietta dello shampoo come se fosse questa statuetta. Beh, ora non è più uno shampoo! Mi sento davvero fortunata ad aver percorsa questa via, da là a qua, e vorrei ringraziare delle persone che lungo il cammino hanno avuto fiducia in me. I miei amici, la mia famiglia, soprattutto mia mamma e mio papà, che so che sono qui da qualche parte. Papà, fischia o fai qualcosa di simile, così saprò dove siete. [Il papà ha fischiato] Oh sì, vi amo!"
Bellissimo e sincero il discorso di Meryl Streep per il film The Iron Lady: "Quando è stato pronunciato il mio nome, mi è sembrato di sentire mezza America dire 'Oh no! Oh, perché lei? Di nuovo?!?': beh, chi se ne frega". Le sue parole quella sera sono entrate nella storia del mondo del cinema, soprattutto per il bilancio di carriera e i sentiti ringraziamenti tanto verso il pubblico quanto verso i colleghi: "Capisco perfettamente che non salirò mai più su questo palco, quindi voglio ringraziare tutti i colleghi con cui ho lavorato in questi anni. Guardo questa platea e vedo tutta la mia vita davanti ai miei occhi. Grazie a tutti voi, miei vecchi amici e nuovi amici. Grazie per aver reso così incredibile la mia carriera."