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Oltre le apparenze: l’approccio preventivo della medicina estetica che migliora la qualità di vita

Si è tanto più autentiche quanto più si somiglia all'idea che si ha di sé stesse: citiamo un personaggio iconico di Pedro Almodovar per raccontare l'impatto sociale della medicina estetica preventiva.

Decenni di politiche di genere hanno finalmente messo d'accordo tutte (e tutti): l'aspetto esteriore deve rispecchiare il più possibile l'idea che ciascuno ha di sé. Per questa ragione parlare di bellezza non significa più elencare i canoni standardizzati e stereotipati a cui tutte dobbiamo sforzarci di somigliare ma, piuttosto, parlare di quanto ciascuna adotti un proprio stile, un proprio codice, per sentirsi più in linea con l'immagine di sé nella quale si riconosce. In tal senso, sono stati anche fatti degli studi che approfondiremo a seguire ma che, volendo anticipare il senso, hanno trovato delle corrispondenze tra la soddisfazione circa il proprio aspetto esteriore e una migliore qualità della vita (sì: parliamo anche di salute in senso clinico).

la medicina estetica può migliorare la qualità della vita

Che cosa si intende per "medicina estetica"? Si fa riferimento a questo ramo della medicina quando si parla di procedure non chirurgiche, minimamente invasive o del tutto non invasive che mirano ad aumentare la soddisfazione dei e delle pazienti rispetto al loro aspetto esteriore. È infatti un termine generico che comprende tutti i trattamenti cosmetici guidati dalla medicina e le procedure utilizzate per applicarli. Ogni trattamento svolge un ruolo specifico nell'aiutare il paziente o la paziente a valorizzare il viso o il corpo. 

Tutti e tutte infatti hanno il diritto di sentirsi bene nella pelle in cui si trovano. Non si tratta, come anticipato, di trasformare il proprio volto affinché aderisca allo stereotipo del momento, ma di riconoscersi quando ci si specchia. Abbiamo parafrasato il personaggio di Agrado, iconica protagonista di Tutto su mia madre di Pedro Almodovar per parlare dell'importanza di interventi (come detto, invasivi o no) nell'economia dello stare bene con sé stesse, quindi della qualità della vita (benessere fisico ed emotivo, autostima, fiducia). 

Ed è questo il focus che deve evere la medicina estetica: il miglioramento della qualità della vita "che rappresenta un obiettivo di prevenzione primaria. I risultati più soddisfacenti si ottengono condividendo con il paziente anche gli aspetti emotivi per affrontare gli interventi con coscienza e consapevolezza", spiega la dottoressa Roberta Tedesco, medico chirurgo specializzata in medicina estetica.

alcuni studi interessanti (se pensi di sottoporti alla medicina estetica)

Non siamo le prime a parlare del collegamento tra la medicina estetica e il miglioramento della qualità della vita: uno studio su 105 pazienti sottoposti a chirurgia estetica ha riscontrato miglioramenti significativi nella qualità della vita entro sei mesi dall'intervento. In particolare, hanno sperimentato cambiamenti positivi nella loro vita sociale, nelle attività ricreative e nelle amicizie. Hanno anche notato miglioramenti nella propria salute mentale. Un altro studio ha scoperto che l’ansia sociale è migliorata dopo la chirurgia estetica del viso e altri studi hanno scoperto che i pazienti sperimentano un miglioramento generale della salute e del benessere e un maggiore senso di indipendenza (studi clinici dal titolo “Qualità della vita prima e dopo le procedure cosmetiche sul viso: uno studio trasversale” che possono essere consultati qui).

la parola a una medico chirurgo

Chi la pratica? Occorre essere medici per praticare la medicina estetica. E come si pone la medicina tradizionale verso queste nuove pratiche? Lo abbiamo domandato alla dottoressa Roberta Tedesco, laureata in Medicina e Chirurgia che pratica la medicina estetica (anche perché è specializzata in Igiene e Medicina Preventiva). "La mia Medicina Estetica è una Medicina Preventiva, non ha nulla a che fare con l’effimera accezione del termine bellezza, definirei piuttosto la bellezza come consapevolezza di sé e stare bene con se stessi, nel miglior modo possibile -  sottolinea la dottoressa Tedesco - Omologare la bellezza è quello che alcuni standard della società ci richiedono, ma dobbiamo convincerci che molto spesso sono i difetti a renderci interessanti. Basti pensare ad alcuni noti personaggi che nonostante non siano rappresentanti di una bellezza stereotipata, risultano estremamente affascinanti".

Questione di divulgazione: "Il lavoro di informazione svolto da noi medici, negli ultimi anni, ha dato, per fortuna, i suoi frutti, donando la consapevolezza che ogni tipologia di intervento deve essere misurato e cucito sulla persona, senza alcuno stravolgimento - continua - nella nostra veloce società per esempio, per molte persone, è difficile accettare il passare del tempo e i segni che il processo lascia sulla nostra pelle. L’impegno, come medici, è quello di aiutare a comprendere che tutto ciò rappresenta il naturale decorso della vita".

Non si tratta di omologarsi, quindi, ma di scegliere per sé nella piena autodeterminazione e nella consapevolezza di voler stare bene nella propria pelle. Alcuni interventi di medicina estetica (praticati anche da Tedesco) coinvolgono, per esempio, l'irsutismo, il botox per l'iperidtrosi, gli ultrasuoni focalizzati che lavorano sugli strati più profondi della pelle per il ripristino naturale dei volumi e il riposizionamento dei tessuti (ed evitare il lifting!) o ancora il Soft Filler per la correzione a medio termine degli inestetismi della pelle e ridefinire i contorni.