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"congratulazioni" Aggiornato il: 4 minuti di lettura

Gli uomini si sentono minacciati se la partner guadagna di più? (Sì).

Sempre più film e serie raccontano di come, nelle coppie etero, si rompa qualcosa quando lei inizia a guadagnare di più o ad avere più successo. 
Accade perché - e ci sono studi che lo confermano - sono molti, ancora, gli uomini che si sentono minacciati da una partner in potere.
 
di Eugenia Nicolosi
Phoebe Dynevor  e Alden Ehrenreich nel film Fair Play, di Chloe Domont
Phoebe Dynevor  e Alden Ehrenreich nel film "Fair Play", di Chloe Domont  (netflix)

La "questione" della donna che guadagna di più, all'interno di una relazione etero, non è nuovissima. Inizialmente furono Miranda e Steve (personaggi di Sex and the city), poi ci furono Joanna Eberhart e Walter Kresby (rispettivamente Nicole Kidman e Matthew Broderick) in La moglie perfetta. E parliamo solo di prodotti pop, in cui la questione è stata risolta con poco e l'intera vicenda viene attraversata con ironia, sarcasmo, distopia.

Ma nel 2023 esce Fair Play: Luke ed Emily sono colleghi e segretamente conviventi. Lavorano insieme in una banca di investimenti a New York e tutto va alla grande finché questa giovane e bella coppia si schianta contro la promozione di lei. L'avanzamento di carriera di Emily mette in moto la macchina della distruzione: lei si sente in colpa perché entrambi pensavano che sarebbe stato promosso lui e lui brucia di umiliazione malcelatissima mentre il suo rancore verso di lei si fa sempre più evidente. Non finisce bene, fine dello spoiler. Ed è un thriller super realistico che parla di ruoli di genere, in un momento storico come il nostro.

Un momento in cui la questione delle relazioni che scoppiano quando i tradizionali ruoli di genere vengono ribaltati è oggetto di attenzione e analisi in ogni area di studio.

Emiliana Alessandrucci parla di gender pay gap, lavoro di cura e politiche di conciliazione

Ma prima una puntualizzazione. Al 2023, le donne americane guadagnano 84 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini. Le donne italiane guadagnano in media 18mila euro, contro i 26mila euro degli uomini (dati dell'Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato dell'Inps). E parliamo di quelle che lavorano: il tasso di occupazione tra le donne è del 52,6 per cento. La metà delle donne in italia nemmeno lavora. Eppure, secondo le ricerche, gli uomini che si sentono "minacciati" dall'avanzata delle donne sono moltissimi. E danno realmente il peggio di loro, alcuni, quando si trovano accanto una donna che guadagna di più o più potente

lei guadagna di più e quindi divorzia

Negli ultimi anni sono state prodotte alcune ricerche interessanti su come cambiano le relazioni etero quando i tradizionali ruoli di genere vengono ribaltati. Le relazioni etero in cui ad avere il potere economico e sociale è la donna sembrano avere tassi di divorzi più alti, per esempio, e uno studio registra che le coppie etero fanno meno sesso quando il marito svolge le faccende domestiche (forse per questo divorziano) laddove vengono considerate come faccende tipicamente "femminili". Un altro studio, un paio di anni dopo, ha registrato invece che a ruoli di genere invertiti le coppie fanno più sesso. 

Ci sono poi i dati provenienti dalla Svezia, (al primo posto nell’indice dell’uguaglianza di genere dell’Unione Europea). Le studiose Olle Folke, dell’Università di Uppsala, e  Johanna Rickne, dell’Università di Stoccolma, hanno cercato di vedere cosa accade quando uomini e donne in relazione tra loro ottenevano avanzamenti sia di natura politica (sindaco/a, parlamentare) che sul lavoro (promozioni, premiazioni). Ebbene emerge che le donne erano più propense a divorziare dopo aver ricevuto una promozione. 

Ma non tutte le donne: a divorziare sono quelle che avevano aderito ai tradizionali ruoli di genere in una prima fase della relazione. Allora è facile immaginare cosa sia successo in quelle case ed è facile ipotizzare che le donne siano state spinte dalle azioni dei partner a divorziare, più che dalle promozioni ricevute. 

Nicole Kidman in La moglie Perfetta , di Frank Oz (tratto dal romanzo di Ira Levin)
Nicole Kidman in "La moglie Perfetta" , di Frank Oz (tratto dal romanzo di Ira Levin) 

Uomini che sono semplicemente gelosi e che non sopportano di essere visti in una posizione secondaria rispetto alle loro compagne. È un film che abbiamo visto tutte: è sempre un uomo a risentirsi del successo della compagna, mai il contrario, a causa della persistente norma di genere secondo cui gli uomini devono guadagnare di più.

dove saltano in aria le tradizioni sessiste

Quando "lei" guadagna di più, per quanto molti uomini siano liberati dall'asfissiante cultura patriarcale, è pur sempre uno squilibrio di potere che cambia le cose all'interno di una coppia etero. Lo dimostra la Svezia, che ripetiamo: è al primo posto in Europa per uguaglianza di genere grazie a fattori come il generoso e paritario congedo parentale, gli asili nido sovvenzionati e le modalità di lavoro flessibili. Gli economisti hanno studiato come le promozioni ai posti di lavoro più importanti influenzino la probabilità di divorzio

La promozione a una posizione di vertice in politica aumenta il tasso di divorzio delle donne (ma non degli uomini) e le donne che diventano Ceo divorziano più velocemente degli uomini che diventano Ceo. Lo studio di cui abbiamo parlato qualche riga fa,  ha esaminato la vita di uomini e donne eterosessuali che lavorano sia nel privato che nel pubblico. Le donne sposate che lavorano in aziende avevano il doppio delle probabilità di divorziare entro tre anni dala promozione. Nel settore pubblico, sulla base di trent’anni di dati, le donne sindache e parlamentari hanno raddoppiato le possibilità di separarsi dai partner: solo Il 75 per cento di loro era ancora sposata otto anni dopo il voto. Anche i dati sulle dottoresse e tra le agenti di polizia confermano la tendenza.

Miranda (Cynthia Nixon) e Steve (David Eigenberg) in Sex and the city
Miranda (Cynthia Nixon) e Steve (David Eigenberg) in "Sex and the city" 
la scelta tra famiglia e carriera (che gli uomini non sperimentano)

Una delle autrici della ricerca svedese sostiene che, sebbene la Svezia abbia fornito la legislazione e le strutture sociali perché non si debba scegliere tra famiglia e carriera, rivela che ciò che accade alle famiglie quando le donne avanzano nella carriera è diverso. Ma potevamo ipotizzarlo: per cambiare la cultura ci vogliono decenni, non bastano nell'immediato leggi e dei servizi, che per quanto ben ideati, sono dei fondamentali punti di partenza, non di arrivo.

Molte coppie sperimentano “stress e attriti” quando si verificano cambiamenti nella divisione dei loro ruoli economici e sociali, per esempio a causa dell’impatto sulla quantità di tempo libero che possono trascorrere insieme o sul modo in cui si dividono i compiti domestici. Ma questo viene amplificato quando è la donna a essere promossa, perché crea più di una mancata corrispondenza delle aspettative patriarcali che ancora, evidentemente e nonostante tutto, resistono. È ancora percepito come strano e pure fastidioso che non siano gli uomini il principale sostegno economico in una famiglia: motivo per cui anche a parità di stupendio (che in Italia non esiste) e di ore di lavoro, restano le donne, nelle coppie etero, a occuparsi di più della casa. Almeno nella maggior parte delle case. 

Il lavoro "di cura", il "lavoro domestico" è ancora a quasi totale traino femminile. E come al solito: quando le donne escono dal perimetro invisibile che i loro partner hanno pensato per loro, diventano oggetti di violenze psicologiche, economiche, fisiche. 

Che fare, dunque? Spingere perché intanto, anche in italia, vengano istituite delle leggi che regolano il mercato del lavoro per evitare che - a causa di part time e gender pay gap - le donne come categoria restino indietro. Più donne otterranno potere e successo e meno resisterà la cultura di resistenza alla donna che guadagna di più.