Zhang Shan: la donna che sconfisse gli uomini
Zhang Shan vinse nell’Olimpiade del 1992 la prova mista di tiro a volo specialità skeet tra lo stupore generale. Non era mai successo e, a partire dai Giochi successivi, la gara venne abolita.
Ci sono attimi, nello sport come nella vita, in cui si è in uno stato di grazia. Sono gli attimi nei quali accade l’imponderabile, qualcosa destinato a rimanere nella storia. È il caso di Zhang Shan, che nel 1992, all’Olimpiade di Barcellona, realizzò un’impresa mai accaduta prima e, diventata poi irripetibile: vinse la medaglia d’oro nel tiro a volo in una competizione cui parteciparono donne e uomini.
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CONTRO OGNI PRONOSTICO
La specialità era lo skeet, introdotto ai Giochi nel 1968 a Città del Messico. Zhang Shan, all’epoca ventiquattrenne, non era la favorita: per carità, nel 1989 aveva vinto il titolo di campionessa del mondo sia nella gara di skeet individuale sia in quella a squadre, però non si trattava di una prova mista. Ma quel giorno fece capire subito a tutti che i pronostici rischiavano di essere clamorosamente smentiti. Nelle eliminatorie, cui parteciparono sette donne su sessanta concorrenti, fu l’unica a non fallire nemmeno un colpo: 150 su 150. Nelle semifinali, alle quali erano ammessi i migliori ventiquattro, fu capace di ripetersi: 50 su 50. La somma dei 200 bersagli centrati rappresentò il nuovo record olimpico. I principali rivali si guardarono attorno perplessi, sorpresi, addirittura intimoriti. Erano lo spagnolo José Maria Colorado, che nelle semifinali fu secondo con 199 colpi, l’italiano Bruno Rossetti, lo statunitense Matthew Dryke vincitore dell’oro a Los Angeles nel 1984, il peruviano Juan Giha e il romeno Iaon Tonan, tutti appaiati a quota 198.
LE POCHE NOTIZIE
I giornalisti cominciarono a raccogliere rapidamente informazioni su Zhang Shan, ma non eravamo ancora nell’era di Internet e riuscirono a sapere poco. Che aveva iniziato a gareggiare a sedici anni, che arrivava dalla provincia sud-occidentale di Sichuan, che era entrata nel giro della Nazionale cinese appena tre anni prima. Nulla di più. E nel frattempo non c’era più tempo, perché stava per cominciare la finale, alla quale erano stati ammessi i sei atleti citati. Altri 25 bersagli da colpire. L’emozione probabilmente tradì Zhang Shan, che ne fallì due: stabilendo, comunque, il nuovo primato dei Giochi con 223 su 225. Un gradino sotto si fermarono Giha, Rossetti e Toman, costretti allo spareggio per l’assegnazione delle medaglie d’argento e di bronzo.
LA MACCHINA DEL SUCCESSO
Ma gli ultimi tiri non suscitarono più l’attenzione generale, tutta concentrata sulla vincitrice, sulla “donna - come sintetizzarono i giornali - capace di sconfiggere gli uomini”. Lei commentò così l’impresa: «In quel momento non ero più io, ma solo una macchina che funziona liberamente secondo il suo programma preimpostato». Il nome di Zhang Shan entrò nella storia anche per un’altra ragione. La competizione mista venne abolita a partire dall’edizione successiva delle Olimpiadi, quella di Atlanta, e dunque a nessuna fu più concesso di cercare di imitare la cinese. L’aspetto singolare è che Zhang Shan nella prova riservata soltanto alle donne concluse all’ottavo posto la semifinale, fallendo dunque l’ammissione alla finale.
LA PASSIONE INFINITA
Zhang si ritirò temporaneamente dal tiro e continuò a studiare all'Università di Sichuan. Tuttavia, quando il Comitato Olimpico annunciò che la gara di skeet femminile sarebbe stata inserita nel programma di Sydney 2000, ricominciò ad allenarsi: si qualificò per la competizione, però anche in questa occasione fallì l’ingresso in finale. Quattro anni più tardi, non venne ammessa ad Atene, tuttavia la passione era troppo forte e continuò a cercare successi: «Amo il tiro a volo, quindi posso accettare tutto ciò che questo sport mi dà, nel bene e nel male». Nel 2007 conquistò l’oro mondiale nella prova a squadre e si ripetè ai Giochi asiatici del 2010, quando già aveva 42 anni. L’ultimo lampo della sua lunga carriera fu l’argento conquistato ai campionati cinesi del 2017. Solo a quel punto decise di ritirarsi, felice.