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Naomi Girma, sul tetto del mondo senza dimenticare le radici

La calciatrice statunitense Naomi Girma, la prima ad aver cambiato squadra per oltre un milione di euro, è figlia di etiopi sfuggiti alla guerra civile: «Io ho sempre chiaro nella mente chi sono e da dove provengo».

«Per me è fondamentale avere sempre chiaro nella mente chi sono e da dove provengo. Ecco perché la comunità in cui sono cresciuta è così preziosa». Naomi Girma è la prima calciatrice ad aver abbattuto il muro del milione di euro per il trasferimento, da San Diego al Chelsea. La comunità a cui fa riferimento è quella etiope, perché Naomi è nata a San Jose, in California, da genitori fuggiti dalla guerra civile che tra il 1974 e il 1988 ha messo in ginocchio il suo Paese. Il padre, Aweke Girma, ebbe lo status di rifugiato, la possibilità di studiare e divenne ingegnere. Poco dopo lo raggiunse la moglie, Demissie Seble, che riuscì a trovare un lavoro in banca. E naturalmente si inserirono una rete di conoscenze e di reciproca protezione con altri connazionali per scivolare nel migliore dei modi possibili in una realtà tanto lontana dalla loro: «L’eredità etiope, la cultura, il cibo, la lingua, tutto. La comunità ha avuto un ruolo fondamentale nella mia educazione». Non a caso, oltre all’inglese parla anche l’amarico.

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UN’IRRESISTIBILE ASCESA

Se è diventata calciatrice, Naomi lo deve al suo talento eccezionale e alla fiducia che le è stata trasmessa dai genitori, che ogni sabato mattina portavano lei e il fratello Nathaniel in un parco dove i bambini potevano giocare a calcio: nacque così il Maleda Soccer Club, la sua prima squadra. L’allenatore, Bob Joyce, ha colto subito la sua bravura, incoraggiandola a partecipare all’Olympic Development Program, che le ha consentito di entrare nella nazionale Under 14 statunitense. Il resto è venuto in maniera quasi naturale, man mano che i tecnici con cui si è ritrovata a lavorare hanno apprezzato le sue doti di difensore: la squadra del liceo alla Pioneer e poi quella universitaria a Stanford, dove vince il titolo Ncaa nel 2019.

LA TRAGEDIA DI KATIE

Alla Stanford Cardinal, la migliore amica è Katie Meyer, portiere. Vivono in simbiosi: quando, nel marzo del 2022, arriva la notizia che Katie si è uccisa, Girma rimane sconvolta. Si domanda se abbia ancora un senso quanto sta facendo, quanto ha fatto da quand’era bambina. E decide che sì, ha un senso, ma soltanto se contestualmente riesce anche a creare qualcos’altro, qualcosa, per certi versi, di ancora più importante. Stringe una partnership con Common Goal per lanciare “Create the Space”, un movimento che ha l’obiettivo di rendere il mondo del calcio un ambiente psicologicamente sicuro. «Mi sono resa conto della mancanza di risorse e supporto di noi atleti. Mi sono confrontata con tante persone e ci siamo detti: Come possiamo migliorare tutto questo? Quali sono le cose da fare per apportare un cambiamento? Ho lavorato duramente su questo progetto di cui sono fiera».

L’ORO OLIMPICO

Proprio in quel 2022 Naomi è la prima scelta del draft Nwsl, la lega professionistica statunitense. È scelta da un club appena nato, il San Diego Wave. A fine stagione vince il premio riservato al miglior difensore, ripetendosi l’anno dopo. Inevitabile la convocazione in nazionale, della quale in poco tempo diventa un punto di riferimento insostituibile. Ai Giochi Olimpici di Parigi del 2024 trascina gli States alla conquista della medaglia d’oro: non salta neppure un minuto e a fine anno riceve la nomination come giocatrice dell’anno ai Fifa Best Awards, il massimo riconoscimento mondiale. Emma Hayes, commissario tecnico della Nazionale, sintetizza così: «È il miglior difensore che abbia mai visto perché ha tutto: equilibrio, postura, anticipo e leadership». E Alex Morgan, una delle più forti calciatrici della storia, concorda: «Non ho mai giocato con un difensore così intelligente. Ha un senso della posizione unico».

UN PASSO IMPORTANTE

A gennaio, l’annuncio: Naomi Girma passa da San Diego al Chelsea per un 1,1 milioni di dollari, poco più di 1 milione di euro. La voleva anche il Lione, ma lei ha scelto la Premier League. Il record precedente era stato stabilito da Rachel Kundananji, passata dal Real Madrid al Bay Football Club per 860.000 dollari. Certo, siamo ancora infinitamente lontani dalle cifre del calcio maschile e dalla parità dei salari: però ogni missione procede con piccoli passi e anche questo è destinato a lasciare un segno importante.