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Kerri Strug, un volteggio più forte del dolore

Kerri Strug 

Ad Atlanta 1996 Kerri Strug affronta il volteggio dopo un infortunio alla caviglia che le impedisce di stare in piedi da sola. Ma la sua prova consente agli Stati Uniti di conquistare il primo oro olimpico a squadre nella ginnastica artistica.

Le immagini sono il modo più potente per raccontare una storia. Uno scatto del 23 luglio 1996 riprende un signore dai baffi inconfondibili. Ha in braccio una giovane ginnasta, la sta accompagnando al podio olimpico. Lei, da sola, non può riuscirci perché si è fatta male durante un esercizio. Quello decisivo per conquistare l'oro. L'uomo è Bela Karolyi, la ragazzina è Kerri Strug. Insieme hanno scritto una pagina storica della ginnastica artistica: hanno interrotto il dominio dell'est Europa nella prova a squadre, avviato nel 1948. A Londra vince la Cecoslovacchia, seguono dieci successi dell'Unione Sovietica (a Barcellona 1992 come Squadra unificata) in una serie interrotta nel 1984 dalla Romania, complice il boicottaggio imposto dal Cremlino ai suoi alleati. La replica a quanto accaduto quattro anni prima a Mosca, quando gli Stati Uniti e molti altri Paesi non si presentarono per protestare contro l'invasione dell'Afghanistan da parte dell'Armata Rossa. La Romania a Los Angeles rappresentò una eccezione, per il desiderio del leader Nicolae Ceausescu di smarcarsi dal potente alleato: fumo negli occhi dell'Occidente, che applaudì a scena aperta la delegazione romena alla cerimonia di inaugurazione, sorvolando sul pugno duro di Bucarest sul fronte interno.

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COME I SETTE SAMURAI

I Giochi di Atlanta sono tra i più controversi nella storia dello sport. Quell'edizione avrebbe dovuto essere assegnata ad Atene, per celebrare al meglio i cento anni dalla nascita delle Olimpiadi moderne. Vince invece la capitale della Georgia, soprattutto per le pressioni della Coca Cola, importante sponsor dell'evento e che ha la casa madre in città. L'evento resta nella memoria per la cronaca nera (la bomba che il 27 luglio esplode al Centennial Olympic Park, provocando la morte di una persona e il ferimento di altre 111), la politica estera (per la prima volta i Paesi dell'ex blocco sovietico si presentano da indipendenti) e, ovviamente, lo sport: il fragile Muhammad Ali ultimo tedoforo, il quarto oro consecutivo nel salto in lungo di Carl Lewis, la doppietta di Michael Johnson sui 200 e 400 metri piani e, appunto, la ginnastica artistica femminile. Gli Stati Uniti si sono preparati mesi per l'appuntamento, vogliono interrompere la serie dell'Est, l'attesa è enorme. Non mancano, ovviamente, accostamenti immaginifici. Le ragazze sono sette? Diventano allora The Magnificent Seven, le Magnifiche Sette, come il western del 1960, un cult del cinema tratto da I sette samurai di Akira Kurosawa e con interpreti, tra gli altri Steve McQueen, Yul Brinner e Charles Bronson.

L'INCONTRO CON KAROLYI

Una delle sette è Kerri Strug. Arriva da Tucson, nell'Arizona, dove è nata l'11 novembre 1977. La ginnastica artistica entra presto nella sua vita: sale in pedana a tre anni, a otto comincia a gareggiare. Nel gennaio 1991 il primo incontro con Karolyi, quando si trasferisce a Houston. Non è un allenatore qualsiasi, è l'uomo che ha plasmato il talento di Nadia Comaneci, formidabile protagonista ai Giochi di Montreal nel 1976. Dal 1980 risiede negli Stati Uniti, cui ha chiesto asilo politico dopo la rottura con la Federazione romena - che mal sopportava la sua personalità - e, di conseguenza, il regime comunista. I risultati sono immediati. Nel 1992 Kerri entra nella Nazionale statunitense, è la più giovane del gruppo. Forse la meno dotata di talento, ma la più determinata: pronta al lavoro e al sacrificio. A Barcellona contribuisce alla conquista della medaglia di bronzo a squadre, volteggio e corpo libero le specialità preferite. Deve però fare i conti con le parallele asimmetriche, che rischiano di interrompere precocemente la carriera. Nel 1994 cade male durante un esercizio, riportando un grave strappo alla schiena, che la obbliga a una lunga e faticosa rieducazione. Ma nel 1996 è regolarmente al suo posto, nella squadra che - il 21 luglio - si mette in caccia di un oro storico.

Kerri Strug 

IL DUELLO CON LA RUSSIA

Il regolamento della gara a squadre prevede rotazioni agli esercizi, Stati Uniti e Russia sono inseriti in due gruppi differenti, con Romania e Ucraina pronte a inserirsi nella lotta. Il testa a testa va avanti per tre giorni, all'ultima serie di esercizi gli Stati Uniti (impegnati nel volteggio) sono in testa con nove decimi di vantaggio sulla Russia (chiamata al corpo libero). Un vantaggio consistente, ma non decisivo. Basta una sbavatura per rovinare tutto. E l'emozione tradisce Dominique Munceanu, la più giovane del gruppo americano: non ha ancora 15 anni, li compie il 30 settembre. Logico che, nel momento più complicato la mente possa giocare brutti scherzi. Munceanu cade a terra in entrambi i volteggi, il peso della responsabilità passa sulle spalle di Strug. Anche lei è però vittima della tensione, sbaglia il primo esercizio e, per di più, in fase di atterraggio si fa male alla caviglia sinistra. Gli Stati Uniti sono ancora avanti, ma la Russia ha punti di forza in Dina Kochetkova (campionessa mondiale nel corpo libero nel 1994) e Rozalia Galiyeva (la più in forma nella specialità). Possono ancora operare il sorpasso, per questo Strug deve andare al secondo volteggio, anche se fatica a stare in piedi da sola. Il responsabile della squadra statunitense è proprio Karolyi, lei chiede al suo vecchio allenatore: "Abbiamo bisogno di questo?". La risposta non contiene alternative: "Kerri, abbiamo bisogno che tu vada una seconda volta. Abbiamo bisogno di te per l'oro. Puoi farcela, è meglio che tu ce la faccia". Strug si dirige alla zona di partenza zoppicando, scatta per la rincorsa, effettua un Yurchenko con un avvitamento e mezzo e riesce ad atterrare su entrambi i piedi. È un attimo: subito alza quello infortunato e crolla sulla ginocchia, dopo aver salutato i giudici. Devono prenderla in braccio per aiutarla a lasciare la pedana.

Kerri Strug 

TUTTE SUL PODIO

Una determinazione che è ripagata dal voto dei giudici. Il 9.712 tiene dietro il 9.750 di Elena Dolgopolova e vale l'oro che interrompe il dominio dell'Est. Il Georgia Dome impazzisce di gioia e di orgoglio stelle&strisce. Le compagne abbracciano Strug, pretendono di averla al fianco al momento della premiazione, altrimenti non si sarebbero presentate. Karolyi la prende in braccio. Kerri scoprirà in ospedale di aver saltato con una distorsione di terzo grado alla caviglia, con lesione del tendine. Un infortunio che le impedisce di partecipare alle finali all-aroud, corpo libero e (proprio) volteggio, per cui si era qualificata. Ma quel volteggio su una gamba sola la fa entrare nella storia dello sport. Insieme con la foto con Karolyi. Immagine che viene riproposta nel 2010: è il 25 aprile, lui ha i capelli bianchi, mentre Kerri non è più una ragazzina con il taglio da maschietto. Sorride felice in abito da sposa, ha appena detto sì al fidanzato Robert Fischer.