Francesca Lollobrigda, la mamma che scrive la storia del pattinaggio
Francesca Lollobrigida è diventata mamma nel 2023: a metà marzo è stata la prima italiana a vincere un oro al Mondiale di velocità.
Se l'Italia avesse una ideale miniera d'oro, troverebbe il suo Klondike in un piccolo paese della provincia autonoma di Trento. È qui, ai quasi mille metri di quota di Baselga di Piné, che sorge lo Stadio del Ghiaccio dove il pattinaggio di velocità azzurro ha allevato campioni, uno dopo l'altro. Una generazione di fenomeni che ha avuto in Roberto Sighel il primo campione del mondo nel 1992 a Calgary, in Canada. Poi, quasi quindici anni dopo, i pattinatori che hanno esaltato il pubblico ai Giochi di Torino quando, sulla pista allestita all'Oval, Enrico Fabris è stato il volto azzurro: medaglia d'oro nei 1.500 metri e nell'inseguimento a squadre e bronzo nei 5.000. Una piccola comunità, che si allena nel Centro federale e poi va in giro per il mondo a mietere successi. Come al Mondiale di metà marzo a Hamar, in Norvegia: con Davide Ghiotto, oro per la terza edizione consecutiva nei 10.000 metri (una impresa riuscita unicamente ai campioni olandesi Gianni Romme e Sven Kramer) e nell'inseguimento a squadre, e con Andrea Giovannini, oro nella mass start. Ma, soprattutto, con Francesca Lollobrigida che, prima di cogliere il bronzo nella mass start all'ultimo giorno di gare, il sabato precedente aveva chiuso davanti a tutte nei 5.000 metri, primo oro per una azzurra nel pattinaggio di velocità. Per dare una idea: l'unico precedente in campo femminile era il bronzo di Elena Belci, sulla stessa distanza e nella stessa località, nell'ormai lontano 1986.
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PER LE STRADE DI ROMA
Un'attesa di trentanove anni colmata dall'atleta di punta della specialità in Italia, dalla storia singolare e con un cognome famoso: il nonno paterno è uno dei fratelli dell'attrice Gina. Singolare perché Francesca è nata a Frascati, a due passi da Roma, il 7 febbraio 1991. E abita a Ladispoli, sempre dalle parti della capitale, ma sul lato opposto. Una realtà distante dal freddo - che lei patisce - e dalle vette innevate, in cui si pensa che naturalmente cresca una velocista del ghiaccio. Infatti comincia con i pattini a rotelle, contagiata dal padre Maurizio, pattinatore professionista. Francesca racconta di come si allenasse con lui per le strade di Roma, nelle ore in cui il traffico dava un attimo di tregua. Uno sport per cui ha talento, testimoniato dai quindici titoli mondiali tra 2012 e 2019, e che inizia ad alternare con il pattinaggio su ghiaccio, affascinata dalle imprese azzurre a Torino. Una scelta che le impone di trasferirsi a Baselga di Piné per gli allenamenti, con puntate di lavoro in Olanda, sede d'eccellenza del suo sport.
UN FINALE STRAORDINARIO
Tra strada e ghiaccio Lollobrigida conferma doti che la portano ai vertici della specialità. Nel 2018 vince il primo oro europeo nella mass start a Kolomna in Russia, seguito nel tempo da un argento e cinque bronzi. Colleziona vittorie in Coppa del mondo e ai Giochi di Pechino contribuisce al medagliere azzurro con un argento nei 3.000 metri e un bronzo nella mass start (anche qui, prima italiana a riuscirvi). Fino al capolavoro di inizio 2025, realizzato battendo la favorita Ragne Wiklund, atleta di casa. Un duello a distanza, perché nel pattinaggio di velocità si scende sul ghiaccio due alla volta, a caccia del miglior tempo assoluto. A Lollobrigida è toccata la quinta delle sei serie nei 5.000 metri, insieme con la ceca Martina Sáblíková, in cui ha offerto una prova in crescendo assoluto, con un ultimo chilometro straordinario che ha fissato il tempo in 6’56”38. Ha poi seguito da bordo pista l'ultima serie, quella con Wiklund e l'olandese Merel Conijin. Ha sofferto fino ai 4.600 metri quando la norvegese, spinta dal tifo del pubblico, è transitata con un vantaggio di 2 secondi e 60 centesimi, prima del crollo finale. Wiklund ha chiuso in 6’56”56, appena 18 centesimi in più, ma sufficienti per consegnare l'oro all'azzurra.
LA SCELTA
E se le origini di Lollobrigida sono il primo aspetto significativo della sua storia, il secondo è rappresentato da Tommaso. È il figlio di Francesca, diventata mamma il 26 maggio 2023. Una circostanza decisiva per ogni donna, ancor più per una atleta professionista, i cui ritmi biologici sono condizionati dalla carriera. Lei racconta di come avesse scherzosamente «rosicato» dopo Pechino 2022: «I miei compagni erano diventati tutti papà e mi dicevo "loro possono fare un figlio, diventare genitori. Io devo aspettare"». Anche perché per Lollobrigida, come per tutti gli azzurri e le azzurre, c'è un appuntamento chiave, quello di Milano Cortina 2026: «Non potevo sfuggire all'idea di un'Olimpiade in casa, ma dovevo anche fare i conti con l'età, non volevo rinunciare a diventare mamma». Un progetto che ha potuto prendere forma con il contributo di Matteo Angeletti, sposato il 3 luglio 2021, e con la maniacalità di Francesca per l'organizzazione. Indispensabile quando sei atleta, ancor più quando diventi mamma: «Ci voleva il benestare di mio marito, perché in questo sport sei sempre lontana da casa, cambiando continente. E poi ci voleva la pianificazione di tutto: avevo un piano A, un piano B e un piano C». Una vicenda in cui hanno svolto un ruolo decisivo l'appoggio della Federazione (che ha attivato il "Progetto mamma", che consiste in un aiuto economico e logistico) e quello dell'Aeronatica militare, per cui l'azzurra è tesserata. Quando Tommaso ha compiuto tre mesi, Lollobrigida ha ricominciato a partecipare ai raduni, allattando il figlio fino all'anno e mezzo, aiutata nella gestione anche dai genitori e dalla sorella. Un lavoro di gruppo che ha consentito al piccolo di crescere senza traumi, pur in giro per il mondo, e a Francesca di tornare ai livelli di punta.
VERSO MILANO CORTINA 2026
Tommaso, dopo aver iniziato il nido, è rimasto di più a casa. In questo modo l'azzurra ha potuto tornare a una condizione pre-maternità, comunque nella consapevolezza piena della nuova situazione: «La mia priorità è lui e ora, quando ho ore per dedicarmi all'allenamento, mi concentro ancor più: se prima lo facevo al cento per cento, ora vado al duecento per cento perché, dopo, ogni energia è rivolta a lui. Tommaso è stato il tassello, la forza in più per tornare a fare risultati». Con vista Milano Cortina quando Lollobrigida, alla quarta Olimpiade dopo Sochi, Pyeongchang e Pechino, sarà una delle atlete di punta al Milano Ice Park, l'impianto che nascerà dalla ristrutturazione del polo fieristico di Rho. Una delle nostre splendide trentenni, insieme con Federica Brignone e Sofia Goggia. E con Tommaso a tifare in tribuna.