Laura Formenti sull'aborto: "In Italia è un diritto sulla carta, nella pratica è una corsa a ostacoli"
Era il 22 maggio 1978 quando, in Italia, veniva pubblicata la legge 194: “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”; tuttavia, nonostante sulla carta l’accesso sicuro all’aborto sia un diritto in Italia, nella pratica la realtà dei fatti è molto diversa. Secondo le evidenze rilevate dalla ricerca Mai Dati dell’Associazione Luca Coscioni, il numero di medici obiettori nel nostro Paese, e soprattutto in alcune regioni, è alto a tal punto da rendere l’accesso all’IVG molto complesso. Secondo il Ministero della Salute, nel 2021 in Italia si è dichiarato obiettore il 63,4% dei ginecologi, il 40,5% degli anestetisti e il 32,8% del personale non medico.
Ma non è l’unico ostacolo che una donna che vuole procedere con l’interruzione volontaria di gravidanza si trova ad affrontare: abbiamo parlato proprio di queste difficoltà con la comica @laura.formenti, che l’anno scorso e quest’anno è stata testimonial di due progetti dell’associazione medico sanitaria Medici dal Mondo proprio sul tema dell’accessibilità all’aborto in Italia.
In occasione della Giornata internazionale per il diritto all’aborto e non solo, quindi, portiamo l’attenzione delle persone sull’importanza di un accesso libero e sicuro all’aborto che sia tale tanto sulla carta quanto nella vita vera di tutti i giorni, al di là di pregiudizi e ideologie.