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Parliamo di revenge porn: cos’è, quando è diventato reato e come denunciare

Parliamo di revenge porn: cos’è, quando è diventato reato e come denunciare
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che cade il 25 novembre di ogni anno, Motorola ha promosso un nuovo progetto di education sull’uso responsabile dello smartphone contro il revenge porn, che ha previsto lo sviluppo di un’indagine su questo fenomeno e la realizzazione di un booklet che include le linee guida su come affrontare e denunciare una situazione simile.
 
di Redazione

Cos’è il revenge porn, quando è diventato reato in Italia e cosa dice la legge?

Il revenge porn, o pornografia non consensuale, indica la diffusione di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona ritratta. Spesso viene motivato da desiderio di vendetta, ma non solo: in molti casi, il fine è umiliare, ricattare o semplicemente sfruttare la vittima, prendersi gioco di essa. È una violazione gravissima della dignità e della privacy, con effetti devastanti sul piano psicologico, sociale e professionale della persona coinvolta contro la propria volontà.

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L’impatto del revenge porn nella società digitale

Con l’avvento di Internet e dei social media, il revenge porn è diventato un fenomeno preoccupante. La facilità di condivisione di immagini e video amplifica i danni per le vittime, che si trovano a vivere un’umiliazione pubblica persistente. Questo abuso può portare a gravi conseguenze, tra cui depressione, isolamento sociale, perdita di opportunità lavorative e, nei casi più estremi, suicidio. Le vittime sono spesso donne, che affrontano il doppio peso della violazione della loro intimità e del giudizio della società.

Il revenge porn diventa reato in Italia

In Italia, il revenge porn è stato formalmente riconosciuto come reato con la legge n. 69 del 19 luglio 2019, meglio conosciuta come "Codice Rosso". Entrata in vigore il 9 agosto 2019, questa normativa affronta vari tipi di violenza di genere, introducendo l’articolo 612-ter del codice penale, specificamente dedicato alla diffusione non consensuale di materiale intimo.
L’approvazione della legge è avvenuta in un clima di crescente consapevolezza pubblica, alimentato anche da drammatici casi di cronaca, come quello che ha visto coinvolta Tiziana Cantone. Il Codice Rosso mira non solo a punire chi diffonde illecitamente immagini o video intimi, ma anche a prevenire ulteriori abusi e a garantire protezione immediata alle vittime.

Cosa prevede l’articolo 612-ter?

Il reato di revenge porn, disciplinato dall’articolo 612-ter, comporta pene severe per chi diffonde immagini o video sessualmente espliciti senza consenso. Le principali disposizioni includono:
1.    Reclusione da uno a sei anni e multa da 5.000 a 15.000 euro per chiunque condivida materiale intimo senza consenso. Questo vale per qualsiasi mezzo di diffusione, dai social media alle piattaforme di messaggistica.
2.    Aggravanti: pene più severe se il responsabile è un coniuge, un ex partner o una persona con un legame affettivo con la vittima. L’uso di strumenti telematici per amplificare il danno comporta un ulteriore aggravio.
3.    Tutela delle vittime vulnerabili: se la vittima è minorenne o in condizioni di particolare fragilità, le sanzioni aumentano.
4.    Punizione della condivisione secondaria: chiunque diffonda ulteriormente il materiale, consapevole della sua origine illecita, è ugualmente punibile.

Il ruolo del Codice Rosso

Il Codice Rosso introduce un iter accelerato per i reati di violenza di genere, incluso il revenge porn. La legge impone alle autorità giudiziarie e di polizia di intervenire con rapidità per tutelare le vittime. Tra le misure più importanti:
•    Avvio immediato delle indagini dopo la denuncia.
•    Adozione di misure cautelari, come il divieto di avvicinamento per i colpevoli.
•    Supporto psicologico e legale per le vittime durante tutto il processo giudiziario.

Il caso Tiziana Cantone: una tragedia simbolo

La storia di Tiziana Cantone è uno dei casi più drammatici e simbolici legati al revenge porn in Italia. Nel 2015, alcuni video privati di natura sessuale che la ritraevano furono condivisi online senza il suo consenso. In poco tempo, quei video divennero virali, diffusi su piattaforme digitali e siti pornografici.
Tiziana cercò di reagire, avviando un procedimento per la rimozione dei contenuti e denunciando i responsabili. Tuttavia, la viralità digitale rese quasi impossibile eliminare completamente il materiale dalla rete. La giovane si trovò intrappolata in una spirale di dolore, alimentata dall’indifferenza di chi continuava a condividere o ridicolizzare i video.
Il 13 settembre 2016, Tiziana si tolse la vita nella casa di sua madre. La sua morte fu un tragico grido d’allarme sul fenomeno del revenge porn e sulla necessità di intervenire per tutelare le vittime.
Il caso di Tiziana evidenzia l’urgenza di educare le persone all’uso consapevole della tecnologia, sensibilizzando sull’impatto devastante della diffusione illecita di materiale intimo. Allo stesso tempo, è cruciale rafforzare la responsabilità delle piattaforme digitali per garantire la rimozione tempestiva di contenuti illeciti e impedire che casi simili si ripetano.

La campagna di Motorola contro il revenge porn

Anche per tutte queste ragioni, Motorola si impegna in questa nuova campagna, promossa anche dal Comune di Milano e dalla Polizia Postale, chiamata NonMiViolare, ed è è frutto della collaborazione tra Motorola e Telefono Rosa, già avviata l’anno scorso, con il supporto di AC Monza, Pallacanestro Varese e UYBA Volley.
L’obiettivo della campagna è fare prevenzione sul revenge porn attraverso un’opera di consapevolezza di cos’è questo fenomeno e come si configura, ma soprattutto per aiutare le donne a capire come chiedere aiuto e denunciare e fare sensibilizzazione sull’importanza di un’educazione sessuo-affettiva che parta nelle scuole e che prosegui in famiglia e nella vita adulta. Per difendersi dalla diffusione di massa delle immagini, le donne possono denunciare; è importante però arrivare al vero nocciolo della questione, e capire come prevenire all’origine il problema, spiegando cosa c’è di enormemente sbagliato nel revenge porn e mostrando perché (sembra purtroppo essercene bisogno) è qualcosa che lede la vittima in maniera irreversibile.