Coop e Fondazione Giulia Cecchettin insieme per "Dire, fare, amare"
Condividi su
È stata presentata a Padova la nuova edizione del progetto “Dire Fare Amare” di Coop, un’iniziativa che anche quest’anno unisce sensibilità sociale e concretezza. Durante l’evento, Coop ha consegnato alla Fondazione Giulia Cecchettin la prima borsa solidale dell’edizione 2025, realizzata in tela e personalizzata con un’illustrazione disegnata proprio da Giulia, donata dalla Fondazione che porta il suo nome.
Un gesto che racchiude un significato profondo: trasformare la memoria in azione, l’emozione in partecipazione, la quotidianità in un’occasione per riflettere sul valore del rispetto e delle relazioni sane.
Una collaborazione che unisce sensibilità e concretezza
Il progetto nasce da un accordo di collaborazione siglato nel settembre 2024 tra Coop e la Fondazione Giulia Cecchettin. L’obiettivo è chiaro: diffondere una cultura della prevenzione contro la violenza di genere e promuovere relazioni basate sul rispetto, la parità e il benessere psicologico, soprattutto tra le nuove generazioni.
Attraverso campagne, attività formative e iniziative di sensibilizzazione, Dire Fare Amare vuole invitare alla riflessione su come le parole, i gesti e i comportamenti quotidiani possano influire sulle dinamiche affettive e sociali. Perché la violenza di genere non nasce mai all’improvviso: spesso affonda le radici in stereotipi, disuguaglianze e silenzi normalizzati.
Una borsa che parla di rispetto, memoria e quotidianità
La borsa solidale 2025 è il simbolo concreto di questo messaggio. Realizzata in tela riutilizzabile e disponibile nei punti vendita Coop Alleanza 3.0, nelle Librerie Coop e in tutti i negozi del sistema Coop Italia, unisce valore simbolico e impatto reale: per ogni borsa venduta, 50 centesimi saranno devoluti alla Fondazione Giulia Cecchettin per sostenere progetti di educazione, sensibilizzazione e supporto sul territorio.
Saranno circa 90.000 le borse distribuite, un numero che racconta la forza di una rete fatta di soci, volontari e persone comuni che scelgono di partecipare, ogni giorno, a una forma di attivismo silenzioso ma potente.
“Un disegno che fa vivere ancora la passione di Giulia”
Dal team della Fondazione arriva un messaggio carico di emozione e significato: “Ci piace che il disegno di Giulia possa arrivare a più persone possibili. Il suo sogno era quello di diventare un’illustratrice, e veder circolare una sua creazione è un modo semplice e profondo per far vivere ancora quella passione. Questa collaborazione ci permette di portare il messaggio della Fondazione in un contesto quotidiano, vicino alle persone. È un’iniziativa che unisce sensibilità e concretezza.”
L’illustrazione scelta rappresenta infatti un ponte ideale tra la vita di Giulia, la sua creatività e l’impegno della Fondazione nel promuovere un cambiamento culturale profondo, che parta dal linguaggio, dall’educazione emotiva e dal riconoscimento dell’altro come persona.
Coop: “La prevenzione nasce anche dalle parole”
A spiegare lo spirito dell’iniziativa è Chiara Faenza, responsabile sostenibilità di Coop Italia: “Con Dire Fare Amare vogliamo riflettere sull’importanza delle parole e sulla prevenzione dei comportamenti che possono degenerare nei rapporti umani. La collaborazione con la Fondazione Giulia Cecchettin ci permette di agire concretamente, anche con percorsi formativi per i nostri dipendenti e i soci volontari. Crediamo che diffondere messaggi di rispetto e consapevolezza sia il primo passo per un cambiamento reale.”
Le parole diventano quindi il primo strumento di prevenzione, perché imparare a nominare le emozioni, i confini e il consenso è una delle basi su cui costruire relazioni più sane e paritarie.
Prevenzione, educazione, comunità
Secondo i dati Istat, in Italia una donna su tre ha subìto violenza fisica o psicologica nel corso della vita. Numeri che raccontano quanto il fenomeno sia ancora radicato e quanto la prevenzione (fatta di educazione, ascolto e sensibilizzazione) sia un compito collettivo.
In questo senso, iniziative come Dire Fare Amare non sono semplici campagne: rappresentano un modo per portare il tema nella vita quotidiana, nei gesti più semplici, in un oggetto di uso comune come una borsa. Per ricordare che il rispetto non è un concetto astratto, ma qualcosa che si coltiva ogni giorno, nelle parole, negli sguardi e nelle scelte di ciascuno.
Un progetto che intreccia comunità e consapevolezza
Con Dire Fare Amare, Coop rinnova il proprio impegno nel dare spazio a temi sociali fondamentali, trasformando un gesto quotidiano, l’acquisto di una borsa, in un atto di consapevolezza e responsabilità collettiva.
Un piccolo simbolo che racchiude un grande significato: ricordare Giulia e, allo stesso tempo, contribuire a costruire una cultura del rispetto, della parità e della libertà nelle relazioni di ogni giorno.
Condividi su