Anna Foglietta racconta "Every child is my child", la no profit con cui aiuta i bambini malati nelle zone di guerra

Durante i primi otto mesi di guerra, a Gaza, sono morti 14.000 bambini: un numero, una proporzione, che spaventa e che parla di un conflitto che invade la vita di questi bambini e delle loro famiglie, che si accanisce sui più deboli, sui malati e sulle persone bisognose.

Every Child is My Child ONLUS è un’associazione no-profit che mira ad aiutare proprio i bambini vittime di questi contesti; dal 2017 si occupa di finanziare progetti a favore dell’infanzia, come la “scuola cerotto” al confine turco-siriano, Plaster School, che oggi ospita più di 80 bambini.

Davanti alla tragedia della guerra in Palestina, l’associazione sostiene anche il progetto Every Child in life and peace, avviato dalla Fondazione Soleterre a sostegno del Beit Jala Governmental Hospital, l’unico ospedale pubblico rimasto in Palestina per la cura del cancro infantile e delle patologie pediatriche croniche. In quel luogo, la onlus ha finanziato uno psiconcologo, che possa non solo aiutare i bambini a guarire, ma permettere loro, e alle famiglie che gli stanno alle spalle, di provare a ricominciare, a rinascere, a partire dalla propria mente, per superare la malattia e gli orrori della guerra.

La psiconcologia, infatti, è la disciplina che fornisce assistenza psicologica ai malati oncologici e alle loro famiglie, il cui obiettivo è di gestire le complesse reazioni psicologiche che possono verificarsi in seguito alla diagnosi di tumore, un evento che rompe gli equilibri della nostra vita e ci costringe a confrontarci con il dolore e, in alcuni casi, con l’idea della morte. Lo psiconcologo fornisce ai pazienti delle strategie che possono mettere in atto per adattarsi alla situazione che stanno vivendo, al fine di lenire la paura e la solitudine, ma anche l’ansia e la depressione. Un tipo di percorso che si sta diffondendo anche in Italia, e che è ancora più indispensabile per coloro, come i bambini vittime della guerra, che già vivono una situazione di disagio enorme.

Ma non solo: l’associazione, infatti, si occupa anche di progetti come Fair play, a Latina, dove bambini in condizioni di disparità sociale, economica e con disabilità possono giocare a calcio, unendosi in un gioco che insegna la condivisione e l’empatia insieme ad altri coetanei, in un ambiente sicuro, equo, giusto.

Di tutto questo ci ha parlato Anna Foglietta, fondatrice e presidente dell’associazione dedicata a migliorare la vita dei bambini meno fortunati attraverso l’assistenza psicologica, l’istruzione e la formazione e la creazione di opportunità per tutti.