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Sara Curtis, nata per vincere in acqua

Sara Curtis è il futuro del nuoto: ai campionati italiani ha stabilito due record nazionali nello stile libero, un giorno dopo l'altro. E ha cancellato Federica Pellegrini.

Il nuoto ad alto livello è sport per giovanissimi. Meglio, per giovanissime. Le ragazze sono sempre state più precoci nel raccogliere risultati eccellenti, frantumando il muro anagrafico tra le gare junior e quelle senior. È stata una donna a scrivere le prime importanti pagine azzurre in piscina: Novella Calligaris, poi passata con ottimi risultati dall'acqua al giornalismo.

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Nel 1968, a 13 anni, conquista nei 400 stile libero il primo di 71 titoli nazionali. È la prima italiana in assoluto, uomini compresi, a vincere una medaglia olimpica (Monaco 1972: argento, sempre sui 400 sl, bronzo sugli 800 stile sl e sui 400 misti) e a stabilire un record mondiale, con relativo oro (800 sl il 9 settembre 1973 ai Mondiali di Belgrado). Una pausa di trent'anni e, a inizio 2000, si rivela al mondo Federica Pellegrini, più dominante di Calligaris. Tra Giochi, Mondiali ed Europei, nella vasca classica da 50 metri e in quella da 25, è fisso l'appuntamento con il podio, spesso per l'oro, che ottiene per ben 22 volte. Chiude la carriera nel 2021 con 130 medaglie d'oro, 36 d'argento e 15 di bronzo, contando tutti gli appuntamenti internazionali e nazionali. Una pausa temporale più breve ed ecco rinnovarsi la tradizione del Veneto leader in piscina: dopo la padovana Calligaris, dopo la veneziana (di Mirano) Pellegrini, tocca a un'altra veneziana (nata al Lido, ma residente a Mogliano Veneto, nel Trevigiano): Alessandra Mao. Agli ultimi campionati primaverili italiani di Riccione in aprile, tappa obbligata per qualificarsi a un evento mondiale e vetrina che fa curriculum vitae, vince i 200 sl a 14 anni e un mese, battendo il record di precocità di Pellegrini, sulla distanza che più amava.

UNA FAMIGLIA MULTIETNICA

Non soltanto il nord-est alleva talenti. Se andiamo sul fronte opposto, in Piemonte, non troviamo una tradizione radicata come nel Veneto, ma incontriamo un'atleta che, a 19 anni da compiere, è considerata una potenziale campionessa, da seguire con attenzione. Anche Sara Curtis ha scritto pagine entusiasmanti, anche lei si è confrontata con Federica Pellegrini. Martedì 15 aprile le ha strappato il primato italiano sui 100 sl che resisteva dal 2016, una distanza che la "divina" frequentava poco ma comunque con profitto («Ho battuto un mito»). Il giorno dopo ha dato una dimostrazione di superiorità inarrivabile sui 50 sl, migliorando di 13 centesimi il record italiano, tra batteria e finale, e portandolo a 23"43: la migliore seconda prestazione mondiale dell'anno, giusto per capire il livello. Curtis, con l'acqua, ha vissuto un feeling immediato, fin da quando i genitori le hanno fatto scoprire la piscina a Savigliano, la cittadina del Cuneese dove è nata il 19 agosto 2006. Una famiglia multietnica. Papà Enzo correva in bici, mamma Helen è nigeriana: si è dedicata all'atletica prima di tenere corsi pre-parto. Ovviamente in acqua.

Sara scopre la dimensione agonistica a 6 anni mentre, a 10, comincia a lavorare con Thomas Maggiora, il suo tecnico. A livello giovanile diventa ben presto un punto di riferimento. Colleziona cinque medaglie mondiali e a Vilnius nel 2024, poco prima dell'Olimpiade, si presenta in sette competizioni, tra gare singole e staffetta: vince sei ori e la settima medaglia è un argento... Pochi giorni dopo fa parte della spedizione azzurra a Parigi, dando ragione alla profezia di nonno Paride e nonna Liliana, che credevano in lei fin da piccola. Arriva da minorenne, l'emozione la frena negli amati 50 sl, dove si ferma in semifinale. Trova però una finale, chiusa all'ottavo posto, con la 4x100 sl donne e si gode fino in fondo l'esperienza: «Ho conosciuto il villaggio olimpico, ho condiviso le giornate con altri atleti, è stato bellissimo». Un 2024 che termina vincendo il primo mondiale senior, il 13 dicembre a Budapest in vasca corta. Ancora una staffetta, la 4x50 sl mista, insieme con Leonardo Deplano, Alessandro Miressi e Silvia Di Pietro.

FISICO NATO PER IL NUOTO

Curtis è considerata da seguire per fisico (61 chili distribuiti su 178 centimetri di altezza), caratteristiche tecniche (esplosiva in partenza ed eccellente nella fase subacquea) e mentalità. Sottolinea Maggiora: «È una persona concreta, vive ogni allenamento come se fosse il più importante». Lei confessa di essere ambiziosa e affronta con dedizione una vita impegnativa. Si sveglia alle 6.45 a Genola, il paese di campagna dove, tra oche e galline, vive con i genitori e il fratello Andrea. Porta con sé due zaini: uno per la scuola e l'altro per l'allenamento, tra la piscina di Savigliano e quella di Cuneo, che possiede le corsie da 50 metri. Frequenta l'ultimo anno dell'istituto economico con indirizzo turistico. Una mini-classe di 9 studenti dove tutti, professori compresi, fanno il tifo per lei. Una adolescente come mille altre che si incontrano per strada, con le treccine afro («Mi connettono con le mie origini»), i vestiti oversize, i calzini spaiati e le unghie coloratissime. E le cuffie per ascoltare il rap statunitense. Le radici piemontesi le hanno dato l'amore per la solitudine («Devo stare nella mia bolla, mi piace il silenzio degli allenamenti») e la determinazione nel perseguire gli obiettivi: «Continuerò a inseguire i miei sogni. Il mio segreto è saper concentrarmi, anche se ora è difficile gestire l'impatto mediatico. Voglio crescere e maturare, diventare forte in vasca, ma anche fuori». Prossimo appuntamento ai Mondiali di Singapore, tra il 27 luglio e il 3 agosto, una volta sostenuto l'esame di maturità. L'Italia, dopo Simona Quadarella sulle lunghe distanza, potrà schierare una atleta da podio anche su quelle brevi: non si era mai visto.