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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Sesso, amore e pannolini: cosa succede al desiderio (di lui) durante e dopo la gravidanza?

Coppia in gravidanza
Coppia in gravidanza  (getty images)
Durante l'attesa di un figlio e dopo la nascita, attrazione e intesa sessuale possono calare e i tempi tra i due partner sono spesso diversi.
di Giulia Cimpanelli

La trasformazione da coppia a famiglia, un momento di gioia, porta con sé dinamiche complesse che toccano profondamente l'intimità. Se i cambiamenti fisici e psicologici della donna durante e dopo la gravidanza sono oggetto di attenzione, l'esperienza maschile sul fronte del desiderio e della sessualità necessita di una comprensione più approfondita. Durante la gravidanza, si assiste spesso a una metamorfosi nella percezione che l'uomo ha della propria compagna.

La differenza di libido in coppia può essere un problema?

“Con un test di gravidanza positivo, per l'uomo è come se la donna entrasse in una dimensione quasi ovattata", spiega la consulente sessuale e di coppia Valentina De Maio. Questa nuova prospettiva può portare a una diminuzione del desiderio sessuale maschile, per un senso di protezione nei confronti della partner e del bambino in arrivo. “L'uomo – continua l’esperta - potrebbe quindi inibire il proprio desiderio e limitare l'intimità per timore di arrecare disturbo alla gravidanza. Tuttavia, a meno che non vi siano specifiche controindicazioni mediche, i rapporti sessuali possono continuare tranquillamente, anzi, spesso gli ormoni della gravidanza aumentano la libido femminile”.

Il sesso post parto

Il periodo successivo al parto può presentare dinamiche in parte opposte. Mentre alcuni uomini vivono un ritorno del desiderio, quasi a voler "rivalersi" del periodo di astinenza precedente, le donne si trovano a dover affrontare le conseguenze fisiche ed emotive del parto, che possono includere sanguinamento, punti di sutura e dolore. Ma secondo studi clinici una percentuale significativa di padri, stimata tra il 20 e il 25 percento, sperimenta un calo del desiderio e problemi di erezione nel puerperio. Questa situazione, spesso taciuta per pudore o vergogna, può essere attribuita a una transitoria diminuzione dei livelli di testosterone, un fattore biologico cruciale che incide sul desiderio. A ciò si possono aggiungere l'ansia da prestazione, mediata dal rilascio di cortisolo e adrenalina, che può condurre a un evitamento totale dell'intimità. La situazione può essere ulteriormente complicata dalla possibile assenza di desiderio nella donna, legata anche all'allattamento e al dolore durante la penetrazione.

Sostegno ed empatia 

Il ruolo del partner maschile nel fornire un sostegno attivo e consapevole è importantissimo. È fondamentale che l'uomo dimostri empatia nei confronti dei cambiamenti fisici e psicologici che la compagna sta vivendo. Invece di focalizzarsi sulle proprie frustrazioni, dovrebbe offrire supporto e comprensione, ricordando che il recupero post-parto richiede tempo e che la donna potrebbe non sentirsi attraente subito dopo il parto a causa dei cambiamenti corporei. De Maio sottolinea come la maternità comporti una trasformazione profonda nella donna, influenzando la psiche, i pensieri e la percezione del mondo. “L'uomo dovrebbe essere presente e di supporto, anche con piccoli gesti come permettere alla compagna di fare una doccia – continua De Maio -. Le sfide all'intimità nel periodo post-parto non sono solo di natura fisica o psicologica, ma anche pratica. La presenza costante del neonato rende difficile ritagliarsi momenti di quiete per la coppia. Riuscire ad avere un rapporto sessuale con un bambino che piange nella stanza accanto o nella stessa stanza è complicato sia per il padre che, a maggior ragione, per la madre, il cui coinvolgimento emotivo con il bambino è totale. Anche per l'uomo, mantenere l'erezione in un contesto di preoccupazione e pianto può essere arduo”.

Come ricostruire l’intimità 

Per ricostruire l'intimità, una comunicazione aperta e sincera all'interno della coppia è essenziale. È importante parlare apertamente dei propri bisogni e delle proprie difficoltà, riprendendo gradualmente il contatto fisico attraverso gesti affettuosi come abbracci, baci e carezze, senza la fretta di arrivare subito alla penetrazione. L'uomo dovrebbe elaborare la fase della gravidanza e del parto come un'esperienza conclusa, superando eventuali atteggiamenti iperprotettivi mantenuti durante la gestazione. “Ritagliare spazi di coppia, anche brevi, lontano dalle responsabilità genitoriali si configura come un investimento prezioso per la relazione – dice la sessuologa -. Cene fuori o qualche ora di serenità, magari chiedendo aiuto a nonni o a una tata, possono permettere ai partner di ritrovarsi come individui e come coppia, favorendo la ripresa del dialogo, dello scambio di pensieri e opinioni, e quindi dell'intimità. È fondamentale ricordare che ogni coppia ha i propri tempi per ritrovare un nuovo equilibrio sessuale”.

Paura di una nuova gravidanza e aspetti medici

Tra le preoccupazioni maschili può emergere anche il timore di una nuova gravidanza ravvicinata, così come l'impatto visivo dei cambiamenti fisici della partner. “È importante – conclude l’esperta - che entrambi i partner siano consapevoli della temporaneità di tali cambiamenti e affrontino le eventuali frustrazioni attraverso il dialogo. Vanno inoltre considerate eventuali problematiche fisiche post-parto nella donna, come problemi al pavimento pelvico o dolore, che possono rendere difficile la ripresa dei rapporti sessuali”.

Coppia in intimità
Coppia in intimità  (getty images)

In caso di difficoltà persistenti, è consigliabile rivolgersi a professionisti come andrologi, endocrinologi o psicoterapeuti per valutare eventuali cause fisiche o psicologiche e ricevere il supporto adeguato. La riscoperta dell'intimità dopo la nascita di un figlio è un percorso graduale che richiede tempo, pazienza, comunicazione ed empatia, rappresentando un'opportunità per la coppia di evolvere e trovare un nuovo equilibrio. È cruciale che l'uomo si renda conto che la compagna in quel momento potrebbe aver bisogno di raccogliere le poche forze per dedicarsi al bambino e che il suo ruolo è quello di sostegno.