Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Non solo gesti e parole: sono gli odori ad avviare la memoria (e lo sviluppo) di bambine e bambini

Non solo gesti e parole: sono gli odori ad avviare la memoria (e lo sviluppo) di bambine e bambini
(getty)
Gli odori restano impressi nei ricordi dei bambini e delle bambine più delle parole o di quello che vedono.
Ecco perché l’olfatto è centrale per lo sviluppo emotivo.
di Eugenia Nicolosi

Fino ai primi cinque anni di vita (circa) il cervello di bambine e bambini ordina le memorie su base olfattiva: cioè attraverso una collezione di odori e profumi. E avviene in automatico, non per scelta, dal momento che l'olfatto è collegato alle aree in cui si fissa la memoria a lungo termine (amigdala e ippocampo). Per questo è facile che, anche da grandi, un odore possa risvegliare emozioni più di un racconto o di una fotografia.

Come gestire il rientro a scuola dei bambini alle elementari (senza drammi)

Il potere invisibile degli odori

Dai primi abbracci all’odore di una persona amata, l’olfatto è la chiave emotiva della nostra memoria. A chi non è mai capitato di sentire un profumo nell’aria e, all’improvviso, ritrovarsi dentro a un ricordo lontanissimo? Ecco il potere invisibile degli odori e, in pratica, il funzionamento della memoria olfattiva.

Nel mondo della neuroscienza l’olfatto è considerato il senso più primitivo e il più emozionale perché è in grado di risvegliare ricordi profondi, anche quelli che sono stati ufficialmente dimenticati (a livello conscio) e di evocare le relative sensazioni. Anche con molta più potenza di quanto non farebbe una fotografia o un racconto.

media_alt
(getty)

A differenza di tutti gli altri sensi, l’olfatto ha un collegamento diretto con il sistema limbico, in particolare con l’amigdala (che gestisce le emozioni) e l’ippocampo (che immagazzina la memoria a lungo termine). Questo legame piega perché gli odori scatenano ricordi emotivi con una velocità e una intensità diverse rispetto a ciò che vediamo o ascoltiamo. 

Il percorso dell’olfatto nel cervello è da immaginare come binario unico: le molecole odorose entrano nel naso e raggiungono il bulbo olfattivo. Da lì, il segnale viene trasmesso direttamente al sistema limbico, senza passare per il talamo (il centro di smistamento da cui passano invece gli altri sensi). Questo salto diretto attiva reazioni emotive e mnemoniche immediate, spesso prima ancora che quell'odore si identifichi con precisione.

Ricordi che si imprimono da bambini e da bambine

Molti studi si sono concentrati sulla funzione dell’olfatto nei bambini. Uno dei più recenti e importanti è quello pubblicato nel 2021 dall’Università di Groningen, Parental odor reduces cortisol reactivity in children: A neuroendocrine study on attachment. Lo studio ha dimostrato che l’odore dei genitori riduce in modo significativo lo stress nei bambini, con un’efficacia simile a quella di un abbraccio.

I bambini esposti a un capo d’abbigliamento intriso dell’odore del genitore mostravano livelli più bassi di cortisolo, l’ormone dello stress, rispetto a quelli esposti a odori neutri.

Ma qui parliamo di ricordi: uno studio pubblicato nel 2014 sulla rivista Cerebral Cortex ha esplorato come i ricordi olfattivi attivano il cervello rispetto ad altri tipi di stimoli mnemonici. Ebbene: i ricordi evocati dagli odori sono più vividi e antichi rispetto a quelli evocati da immagini ed è come se fossero "potenziati". Le aree del cervello attivate sono più profondamente legate al sistema emotivo, confermando la cosiddetta ipotesi di Proust (dal celebre episodio della madeleine nei suoi romanzi).

lo sviluppo emotivo che parte dall'olfatto

Il senso dell’olfatto è biologicamente il più antico e profondamente connesso al cervello emotivo. Grazie all'accesso diretto all’amigdala e all’ippocampo, funziona sin dalla nascita e fino a quando i bambini e le bambine non hanno ancora pienamente sviluppato le strutture del linguaggio che servono per dare un nome alle emozioni o ai ricordi.

In questa fase della vita l’olfatto diventa uno dei principali strumenti di codifica della realtà emotiva. L’odore rassicura, calma, oppure impaurisce, insegna cosa è pericoloso.

L’odore dei familiari più stretti è associato a esperienze di sicurezza: questa associazione si rafforza nel tempo, creando una sorta di àncora emotiva. Secondo la teoria dell’attaccamento i bambini e le bambine sviluppano un modello interno delle relazioni affettive basato sulle interazioni con i loro caregiver. L’odore familiare contribuisce a rafforzare l’attaccamento sicuro, rendendo i piccoli più fiduciosi ed emotivamente stabili, oltre che capaci di esplorare il mondo con sicurezza di avere una rete di cura.