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Gravidanza ectopica: sintomi, conseguenze e cure

Cos'è la gravidanza ectopica? Quali sono i sintomi e le conseguenze per la donna? Come si cura? Si può ancora rimanere incinte? Come incide sulla fertilità? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere riguardo questa forma di gravidanza molto pericolosa.

La gravidanza ectopica è una patologia a causa della quale l’ovulo fecondato si impianta in posti diversi dalla sua naturale destinazione, ovvero la cavità uterina. Non tutti sanno che esistono diversi tipi di gravidanze ectopiche, mentre solitamente si tende a utilizzare impropriamente solo il termine “gravidanza extrauterina”. È bene non fare confusione, e in questo articolo andremo ad approfondire l’argomento per scoprire insieme quali sono le tipologie, i sintomi a cui fare attenzione, i fattori di rischio e le cure per evitare o limitare le conseguenze fisiche per la donna.

Video/ La gravidanza extrauterina: cos'è, quali sono le cause e le conseguenze?

Gravidanza ectopica: cos’è?

Con “gravidanza ectopica” ci riferiamo all’espressione medica che indica quelle gravidanze in cui l’embrione si annida al di fuori della cavità uterina, ovvero la sua naturale destinazione, causando un concreto rischio per la salute della donna. Circa il 70% di queste gravidanze si interrompono con un aborto spontaneo entro le prime quattro settimane. È stato stimato che le gravidanze ectopiche rappresentino circa il 2% di tutte le gravidanze, risultando più frequenti nelle donne di età superiore ai 35-40 anni.

Questo dato risulta sensibilmente più alto rispetto al passato, ma non deve spaventarci; al contrario, dimostra quanto l’evoluzione delle tecniche diagnostiche sia sempre più efficace. Una diagnosi di gravidanza ectopica quanto più precoce e accurata possibile, permette di agire tempestivamente limitando rischi e conseguenze sulla salute della donna.

I tipi di gravidanza ectopica: intrauterina ed extrauterina

Quando si parla di gravidanza ectopica, si tende erroneamente a considerarla come sinonimo di “gravidanza extrauterina”. Questo pensiero non è propriamente scorretto, ma piuttosto impreciso. La gravidanza ectopica viene distinta dagli esperti in due grandi categorie. Parliamo di:

  • Gravidanza ectopica intrauterina: l’embrione si impianta all’interno dell’utero, ma in un’area impropria al suo corretto sviluppo.
  • Gravidanza ectopica extrauterina: l’impianto dell’embrione avviene al di fuori dell’utero.
Più nello specifico, la gravidanza ectopica intrauterina avviene nel caso di impianto dell’embrione:
  • Nel canale cervicale, originando una gravidanza cervicale.
  • A livello dell’ostio tubarico, e si definisce gravidanza cornuale.
Per quanto riguarda la gravidanza ectopica extrauterina, le sedi al di fuori dell’utero in cui può annidarsi l’embrione sono sostanzialmente 3:
  • Le tube di Falloppio, da cui deriva una gravidanza ectopica tubarica.
  • L’ovaia, che origina una gravidanza ectopica ovarica o tubo-ovarica.
  • L’addome o la cavità peritoneale, e in questo caso parliamo di gravidanza ectopica addominale.

Illustrazione di una gravidanza normale (sopra) e una gravidanza ectopica tubarica (sotto).

La gravidanza ectopica più diffusa è extrauterina tubarica

Circa il 95% delle gravidanze extrauterine sono di tipo “tubarico” e hanno luogo:

  • In presenza di lesioni anatomiche o infiammatorie, alterazioni tubariche congenite, endometriosi o alterazione dell’anatomia pelvica a causa di interventi chirurgici subiti; queste condizioni ritardano o deviano la discesa dell’ovulo fecondato verso l’utero.
  • Se lo sviluppo dell’ovulo fecondato viene accelerato e raggiunge il grado di maturità necessario all’impianto trovandosi ancora nella tuba.
Talvolta le cause alla base delle altre forme di gravidanza extrauterina sono riconducibili agli stessi fattori della gravidanza tubarica, mentre altre volte la causa è sconosciuta.

Se la gravidanza viene portata avanti senza interventi, la tuba può arrivare a rottura e provocare un’emorragia intra-addominale potenzialmente letale: per questo la gravidanza ectopica è considerata un’emergenza medica che necessita di immediata risoluzione.

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I sintomi: come accorgersi di avere una gravidanza ectopica

Esistono dei sintomi che possono portare a pensare di essere in presenza di una gravidanza ectopica; purtroppo, però, risultano solitamente generici e simili a molti altri disturbi ginecologici. I sintomi variano a seconda di ogni caso specifico ed è quasi impossibile stabilire un quadro “standardizzato”. Insorgono durante le prime settimane dopo il concepimento o, a volte, ci si può accorgere solo nel momento della rottura della struttura che contiene la gravidanza ectopica.
Alcuni sintomi a cui fare attenzione sono:

  • Sanguinamento o spotting vaginale (diverso da mestruazioni)
  • Ritardo o assenza di mestruazioni
  • Mal di schiena
  • Tensione al seno
  • Nausea
  • Fastidio mentre si urina
  • Crampi e/o dolore al basso addome
  • Emorragia
  • Malessere generale
  • Irritazione peritoneale
  • Febbre
  • Sensazione di svenimento
Quando si rompe la struttura che contiene la gravidanza ectopica, normalmente la donna accusa forti e costanti dolori al basso addome, con perdite di sangue anche molto abbondanti. Si manifesta una condizione di malessere diffuso, che porta anche sudare abbondantemente, avvertire vertigini o sensazione di svenimento. Tutti questi sintomi possono provocare un abbassamento della pressione arteriosa con conseguente collasso.

Come si diagnostica la gravidanza ectopica

Come abbiamo già detto, la diagnosi precoce di gravidanza ectopica è fondamentale in quanto questi fenomeni sono potenzialmente letali. Quando si rimane incinte, o si sospetta una gravidanza, è bene sottoporsi immediatamente a dei primi esami che possono escludere la presenza di problematiche legate alla sede dell’embrione.

Per prima cosa ci si sottopone a test di gravidanza, per poi passare alle analisi del sangue con dosaggio della beta-HCG, ovvero l’ormone prodotto dall’embrione. Se il risultato è positivo o, più raramente, se è negativo ma i sintomi suggeriscono comunque una gravidanza ectopica, si procede con i successivi controlli per verificare che i disturbi siano dovuti (o meno) alla sede dell’embrione.

Si esegue un’ecografia transvaginale, mediante la quale è possibile verificare la posizione del feto. Se dall’ecografia non si riconosce alcun embrione, è ancora possibile che una gravidanza ectopica sia in corso, ma che sia a uno stadio troppo precoce per essere visualizzata.

Per confermare la diagnosi, i medici potrebbero decidere di praticare un piccolo intervento di laparoscopia, inserendo una sonda a fibre ottiche attraverso una piccola incisione sotto l’ombelico, in modo da poterla osservare in maniera diretta.

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Cosa causa la gravidanza ectopica? Chi è più predisposta?

Sappiamo che circa il 2% delle gravidanze risultano essere di natura ectopica, con maggiore incidenza tra le donne che hanno superato i 35-40 anni. Una cifra più alta, sebbene in lenta ma costante decrescita, si registra per il tasso di mortalità materna dovuta a questo fenomeno, che si aggira attorno al 10%. Ma esistono fattori che predispongono una donna a sviluppare una gravidanza ectopica?
Alcuni studi hanno dimostrato che sono maggiormente coinvolte le donne:

  • Di più di 35 anni di età
  • Molto giovani e al primo figlio
  • Con precedenti aborti spontanei
  • Fumatrici
  • Che utilizzano IUD (dispositivi intrauterini, come la spirale)
  • Con disturbi o anomalie alle tube di Falloppio (anche in caso di procedure di sterilizzazione come la chiusura delle tube)
L’ospedale Humanitas consiglia di adottare alcuni comportamenti per ridurre alcuni fattori di rischio. Tra questi rientrano delle attenzioni rivolte alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, che possono portare allo sviluppo di alcune condizioni come la malattia infiammatoria pelvica e aumentare la probabilità di incorrere in una gravidanza ectopica. Si consiglia, dunque, di limitare i partner sessuali e fare sempre uso del preservativo (se non si è alla ricerca di una gravidanza).

Gravidanza ectopica: come si cura?

Nel momento in cui viene confermata la diagnosi di gravidanza ectopica, è necessario che questa venga interrotta il prima possibile per salvare la vita della donna ed evitare conseguenze gravi sulla sua salute. Sono diverse le “strade” che possono essere intraprese per il trattamento di questa emergenza clinica:

  • Risoluzione spontanea: nei casi precoci, la gravidanza ectopica può essere risolta senza alcuna terapia.
  • Terapia con metotrexate: prevista sempre nei casi precoci, è una terapia medica di tipo chemioterapico che impedisce la crescita cellulare della gravidanza.
  • Intervento chirurgico: (con laparoscopia o tramite incisione addominale): nelle gravidanze più avanzate o sintomatiche, oppure quando la terapia farmacologica fallisce. A seconda dei casi, si procede tramite chirurgia alla rimozione dell’embrione e alla riparazione (o rimozione) della sede coinvolta.

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Gravidanza ectopica: quali sono le conseguenze per la mamma

Come abbiamo visto, la gravidanza ectopica può rivelarsi molto pericolosa per la salute della donna, soprattutto se il suo trattamento medico arriva troppo tardi. Con una diagnosi tempestiva e una corretta gestione dell’evento è comunque possibile limitare, laddove possibile, danni permanenti. Ogni caso è a sé e tutto dipende dalla tipologia di gravidanza, dalla sede e dimensione dell’embrione.

Se non è stato necessario – come nei casi più gravi – procedere con isterectomia (asportazione dell’utero) o ovariectomia (asportazione delle ovaie), e se le tube di Falloppio non sono state danneggiate, la fertilità della donna non viene compromessa dopo una gravidanza ectopica. Purtroppo, però, il rischio di avere un’altra gravidanza extrauterina aumenta di circa quattro volte nelle donne che ne hanno già avuta una.

Da non sottovalutare sono anche le conseguenze di tipo psicologico per la donna, e per estensione la coppia e l’intera famiglia, di una gravidanza ectopica. Quando si desidera un figlio, la sua perdita è un dolore che può colpire tanto da arrivare a una vera e propria depressione; nel caso di un evento così delicato e difficile, è molto utile confidarsi con le persone care e cercare di non chiudersi nella propria sofferenza.

Sono molti i professionisti a cui ci si può rivolgere quando ci si sente sopraffatti da sensazioni e pensieri negativi e inconsolabili: il proprio medico di base saprà ascoltare e dare un primo aiuto, indicando lo specialista più adatto alla vostra situazione. Solitamente, le figure più indicate sono quelle dello psicologo, psicoterapeuta e psichiatra, insieme ad altri professionisti come ostetriche e ginecologhe.

Quando si può ricominciare a cercare un figlio dopo la gravidanza ectopica

Quando si sta attivamente cercando di allargare la famiglia con un bimbo, il percorso non è sempre semplice, veloce o privo di ostacoli. Se ci si trova a dover affrontare il difficile caso di una gravidanza ectopica e a superarlo con successo, è naturale chiedersi se e quando si potrà riprovare a cercare di rimanere incinte.

Non esistono limitazioni circa l’intervallo di tempo che deve trascorrere dopo una gravidanza ectopica per ricominciare a cercare un bambino. L’unica eccezione è costituita dai casi di gravidanza extrauterina trattati con terapia medica metotrexate: a causa degli effetti che il farmaco potrebbe avere sullo sviluppo dell’embrione, viene consigliato di attendere almeno 3 mesi prima di una nuova gravidanza.

La fertilità può invece essere ridotta nelle donne con una sola tuba o che sono andate incontro a più di una gravidanza extrauterina, ed è per questo che in casi selezionati può essere necessario ricorrere alla fecondazione in vitro.

Per le donne che hanno subìto danni irreversibili, la prospettiva di diventare mamme in modo naturale potrebbe sfumare, causando grande dolore. Ma ricordiamo: mamma è chi sente di esserlo, e oggi per fortuna esistono tante strade che si possono percorrere per regalare questa gioia anche alle donne, e alle coppie, che non possono concepire o portare avanti una gravidanza naturalmente.