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Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Generazione Alpha, i sogni rimbalzano sugli ostacoli di genere

Ragazzi
Ragazzi  (getty images)
In Italia la parità di genere è ancora ostacolata da temi culturali. I risultati di una nuova ricerca sui giovani.
di Giulia Cimpanelli

Sara ha 15 anni e quando parla del suo futuro brilla di entusiasmo: vuole fare la calciatrice, “perché se ti impegni puoi arrivare ovunque”, dice. Ma riflette: “So già che in pochi prenderanno sul serio una ragazza in campo”. Non è un semplice timore da adolescenti: è il ritratto di una generazione che sogna in grande eppure si scontra con muri fatti di pregiudizi.

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Progetti ambiziosi, differenze di genere

Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Genere e Stereotipi di Henkel Italia con Eumetra, il 44 % delle ragazze tra i 13 e i 15 anni dichiara di nutrire progetti ambiziosi, valore quasi in linea con il 39 % dei coetanei maschi. Sul fronte della determinazione, però, i ragazzi mostrano un pizzico di sicurezza in più: il 78 % di loro crede di poter lasciare il segno, mentre tra le ragazze la quota scende al 70 %.

Dietro questo entusiasmo, però, si nasconde una consapevolezza pungente. Più di un quarto delle ragazze (28 %) teme di imbattersi in discriminazioni legate al genere quando entrerà nel mondo del lavoro, contro appena il 9 % dei ragazzi. E se il 31 % delle ragazze teme penalizzazioni alla nascita di un figlio, solo l’8 % dei maschi condivide la stessa preoccupazione. Alla domanda su chi dovrà sacrificare la carriera per la famiglia, il 13 % delle ragazze getta la spugna ancor prima di cominciare, rispetto al 9 % dei ragazzi.

Le barriere

È in famiglia che queste barriere si formano e si trasmettono. Il 71 % delle ragazze e il 72 % dei ragazzi dichiarano di sentirsi supportati dai genitori, ma guardano allora ai modelli quotidiani: “Mio papà è il mio riferimento professionale, mia madre è quella che, con pazienza, gestisce i problemi di casa” racconta Tommaso, 14 anni. Eppure, nell’immaginario di mamme e papà come guru moderni, un dato stride: mentre il 70 % degli adulti ritiene gli influencer fonti d’ispirazione per i più giovani, soltanto il 2 % dei preadolescenti li menziona spontaneamente.

Ragazzi
Ragazzi  (getty images)

Il ruolo dei media

A scuotere queste idee ci pensano poi i media. L’84 % delle ragazzine e l’81 % dei ragazzini sostengono che su cinema e pubblicità le donne siano ingaggiate soltanto per essere “belle”; il 77 % delle ragazze e il 76 % dei ragazzi lamentano una narrazione maschile fatta di forza e successo, che rischia di schiacciare chi non si riconosce in quei modelli. E se il 75 % delle ragazze e il 68 % dei ragazzi individuano nei social un amplificatore di stereotipi, c’è chi ipotizza soluzioni meno estetiche e più strutturali: nessun asterisco, nessuna schwa, ma nuovi linguaggi che scardinino davvero vecchie regole.

In un’Italia dove la parità di genere resta “una salita” – come sintetizza Gaia, 13 anni – i numeri dell’Osservatorio raccontano di un talento ostacolato da cliché vecchi di secoli. Eppure, se la posta in gioco è il futuro di studentesse e studenti che già mettono nel mirino carriere di ogni genere, forse vale la pena cominciare davvero a trasformare parole in azioni, a partire dalla scuola, dalla famiglia e dai media che guardiamo ogni giorno.