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Aggiornato alle 8 minuti di lettura

Dove viaggiare nel mondo insieme ai bambini: ecco i luoghi dove sono (davvero) i benvenuti

Famiglia in viaggio
Famiglia in viaggio  (getty images)

Da Vienna alle Keys della Florida, passando per i canali olandesi e i boschi canadesi: i paesi più children friendly del pianeta, e perché sceglierli cambierà il modo in cui viaggiate

di Giulia Cimpanelli

C'è un momento, in certi viaggi, in cui ti accorgi che il mondo intorno a te non è solo tollerante verso i bambini: li accoglie, li celebra, li include in modo così naturale da farti chiedere perché non sei partita prima. Difficile da credere se si è italiani. Lo sa bene chi ha portato un figlio di quattro anni in un ristorante spagnolo alle undici di sera e ha trovato metà delle famiglie del quartiere già sedute, allegre, rumorose, normalissime. O chi ha noleggiato una cargo bike ad Amsterdam con due bambini a bordo e ha pedalato sul lungocanale senza che nessuno alzasse un sopracciglio. Viaggiare con i figli può essere la cosa più faticosa del mondo, oppure la più bella — e la differenza, spesso, non la fanno solo i genitori. La fa il paese in cui si atterra.

Per la parità di genere nel settore dei viaggi e del turismo

Non si tratta solo di parchi giochi o menu per bambini (anche se contano). Si tratta di infrastrutture pensate per le famiglie, di una cultura in cui la presenza dei piccoli nello spazio pubblico è vista come ricchezza e non come disturbo, di paesaggi che diventano avventura non appena si scende dal passeggino. Abbiamo messo insieme i posti in cui tutto questo funziona davvero.

Austria — la fiaba che funziona davvero

Se dovessimo immaginare un paese progettato appositamente per chi viaggia con bambini, probabilmente assomiglierebbe all'Austria. Prati alpini sterminati, laghi cristallini, castelli che sembrano usciti da un libro di fiabe: il paesaggio fa già metà del lavoro. Ma è l'organizzazione a fare la differenza. I trasporti pubblici sono precisi, accessibili, dotati di spazio per passeggini e bici. I musei di Vienna — dal Naturhistorisches Museum al Technisches Museum — hanno aree interattive pensate per fasce d'età diverse, dove i bambini non guardano ma toccano, costruiscono, sperimentano.

Salzkammergut, il distretto dei laghi vicino a Salisburgo, è una destinazione perfetta per l'estate: acque così pulite da poterci fare il bagno, spiagge lacustri attrezzate, sentieri escursionistici con dislivelli minimi adatti anche ai più piccoli. E poi c'è la Ramsau am Dachstein, dove d'inverno i bambini imparano a sciare su piste baby tra istruttori pazientissimi. Vienna stessa è una delle capitali europee più vivibili: i parchi come il Prater — con il suo iconico Riesenrad, la ruota panoramica del 1897 — sono gratuiti, sicuri, frequentatissimi da famiglie viennesi che ci insegnano a rallentare. 

Cosa non perdere: la regione del Salzkammergut in estate, il Prater a Vienna tutto l'anno, e le Kindertag — le giornate per famiglie — che quasi ogni castello o museo organizza nei weekend.

Olanda & Danimarca — bici, acqua e libertà

Esistono due paesi al mondo dove il concetto di mobilità dolce non è un'aspirazione progressista ma una realtà quotidiana vissuta da generazioni: sono i Paesi Bassi e la Danimarca. E per le famiglie con bambini, questo cambia tutto. Ad Amsterdam e a Copenhagen non si arriva al parco in macchina: ci si va in bicicletta, con i figli in sellino o in cargo bike, su piste ciclabili separate dal traffico che attraversano la città come vene. Non è un esperimento urbano, è il modo in cui si vive.

In Olanda, il Keukenhof in primavera è uno dei giardini più belli del mondo — un milione di tulipani in fiore che lasciano i bambini a bocca aperta — ma è la campagna a essere la vera sorpresa: mulini a vento, fattorie didattiche dove si mungono le vacche, canali dove si naviga su piccoli battelli. A Efteling, il parco tematico ispirato alle fiabe olandesi, non si trovano le code di Disneyland ma l'atmosfera incantata è la stessa, forse di più.

In Danimarca, a Copenaghen, il lungomare di Amager Strandpark ha spiagge artificiali in piena città. E poi c'è Legoland, a Billund: nato in questo paese nel 1968, non è un franchise globale ma una storia di famiglia danese che ha dato al mondo uno dei giocattoli più amati di sempre. Il parco originale, circondata da fattorie e foreste, conserva un'atmosfera autentica che le copie nel mondo non riescono a replicare. In entrambi i paesi, i bambini godono di una libertà di movimento e di un rispetto dello spazio pubblico che in molti altri posti è solo teoria.

Consiglio pratico: a Copenhagen noleggia una Christiania bike (la cargo bike danese) per almeno mezza giornata. È l'esperienza che i bambini ricorderanno più di qualsiasi museo.

Florida — esploratori, parchi e alligatori alle Keys

C'è la Florida dei parchi a tema — e poi c'è la Florida vera, quella selvaggia e sorprendente che riesce a fare le stesse cose in modo completamente diverso. Cominciamo da Orlando, perché inutile negarlo: Walt Disney World e Universal Studios sono esperienze che i bambini non dimenticheranno. Non sono solo parchi divertimento: sono narrazioni totali, immersioni in mondi paralleli dove l'attenzione ai dettagli è ossessiva. L'Wizarding World of Harry Potter a Universal, ad esempio, è progettata così bene da sembrare estratta direttamente dai libri.

Ma la Florida che ci ha rubato il cuore è quella che si trova a sud di Miami, lungo la Overseas Highway che porta alle Florida Keys. È una delle strade più spettacolari del mondo: quarantadue ponti che collegano isole coralline, con l'Atlantico da un lato e il Golfo del Messico dall'altro, in una gamma di azzurri che sembra dipinta. Key Largo è la porta d'ingresso: qui si fa snorkeling tra le barriere coralline dell'unico parco marino nazionale americano, si nuota con le tartarughe, si osservano i pellicani dall'alba.

E poi ci sono le Everglades. Non sono solo una palude: sono un ecosistema unico al mondo, una "prateria d'acqua" che cambia aspetto ogni ora. Un airboat tour tra i canneti con i bambini che urlano di eccitazione ogni volta che un alligatore si sposta lento nell'acqua è uno di quei momenti di viaggio che non si dimenticano. La Florida sa essere generosa in modo spettacolare — devi solo sapere dove guardare oltre i cartelloni dei parchi a tema.

Itinerario consigliato: tre giorni a Orlando per i parchi, poi strada verso sud. Due giorni alle Everglades (airboat + sentieri in kayak), poi scendere alle Keys fino a Key West, la città più a sud degli Stati Uniti, dove i gatti con sei dita vivono liberi tra i bar del centro.

Canada — la natura come campo giochi immenso

Ci sono paesi in cui la natura è uno sfondo. E poi c'è il Canada, dove la natura è il protagonista assoluto — e dove è organizzata, accessibile, sicura in un modo che rende tutto possibile anche con bambini piccoli. I parchi nazionali canadesi sono tra i meglio gestiti al mondo: Banff e Jasper nelle Montagne Rocciose, con i loro laghi turchesi di cui Lake Louise è il più famoso (quel colore non è un filtro Instagram, è davvero così), hanno sentieri segnalati per ogni livello, aree picnic curate, centri visitatori dove i bambini diventano dei veri "Junior Rangers" con tanto di attestato.

Vancouver è forse la città nordamericana più a misura di famiglia: il Stanley Park, un bosco di abeti rossi a due passi dal centro con percorsi ciclabili e una piscina sul mare, è uno di quei luoghi che ti fanno capire perché questa città è costantemente in cima alle classifiche di qualità della vita. In Quebec, d'inverno, il Carnevale di Quebec City trasforma la neve in un parco giochi colossale: scivoli di ghiaccio, costruzioni di iglù, pattinaggio sul Saint Lawrence. I bambini canadesi crescono con l'idea che il freddo non sia un nemico ma una risorsa — e questa prospettiva, una volta assorbita, cambia tutto.

Il Canada ha anche qualcosa di importante che spesso non si cita abbastanza: è uno dei paesi più multiculturali del mondo, e questo si vede nelle città — Toronto, Montreal, Vancouver — dove i bambini possono mangiare cucina del mondo a ogni angolo, dove la diversità è normalità, dove l'orizzonte si allarga in modo naturale.

Per famiglie con bambini sotto i 6 anni: la British Columbia in estate è quasi perfetta. Victoria, il capoluogo dell'isola di Vancouver, ha un'atmosfera vittoriana rilassata, giardini meravigliosi (i Butchart Gardens meritano da soli il viaggio) e whale watching che emoziona anche i più piccoli.

Spagna — i bambini sono ovunque, e va benissimo così

La Spagna non è children friendly per una politica pubblica o un piano urbanistico. Lo è perché la cultura spagnola tratta i bambini come parte integrante della vita adulta, non come una categoria separata da relegare in spazi appositi. I ristoranti aprono tardi e chiudono dopo mezzanotte: le famiglie ci vanno comunque, bambini compresi, e nessuno storce il naso. Le piazze delle città — Plaza Mayor a Madrid, Las Ramblas a Barcellona, la Plaza de España a Siviglia — si animano di famiglie nelle sere d'estate in un modo che in molti altri paesi europei sarebbe impossibile da immaginare.

Barcellona è probabilmente la città spagnola più facile da vivere con i bambini: il Parc Güell di Gaudí funziona come un'installazione artistica gigante e colorata che entusiasma tutti, il Tibidabo è uno dei parchi di divertimenti più antichi d'Europa con un fascino retrò irresistibile, l'Aquarium del Port Vell ha uno dei tunnel sottomarini più lunghi del Mediterraneo. Alle Baleari — Maiorca, Minorca, Formentera — il mare è così sicuro, le calette così riparate, l'acqua così trasparente da rendere ogni estate un manuale di felicità.

I Pirenei spagnoli, poi, sono una destinazione estiva ancora poco esplorata dagli italiani: rafting, canyoning, escursioni in alta quota, borghi medievali quasi deserti. E poi c'è la cucina: impossibile trovare un bambino che non si innamori di patatas bravas, churros con cioccolata e pan con tomate. La Spagna vince anche sullo stomaco.

Il segreto della Spagna: non cercare attività specificamente "per bambini". Portali semplicemente ovunque tu andresti da sola. Funziona quasi sempre, perché la cultura spagnola li accoglie già.

Sudafrica — il safari più sicuro del mondo per le famiglie Malaria-free

C'è una domanda che ogni genitore si fa almeno una volta: è possibile portare i bambini in Africa a fare un safari senza vivere nel terrore per tutta la durata del viaggio? La risposta, lo diciamo subito, è sì. E il paese in cui farlo con maggiore serenità — secondo gli esperti, le classifiche di sicurezza globale e chi ci vive e lavora — si chiama Sudafrica.

Non è solo la questione della sicurezza personale, anche se il Sudafrica ha infrastrutture turistiche tra le più sviluppate di tutto il continente africano. Il punto chiave, quello che cambia le cose per le famiglie con bambini piccoli, è un'altra cosa: molte delle sue riserve private si trovano in zone malaria-free. Significa che si può partire senza la preoccupazione della profilassi antimalarica per i più piccoli, senza repellenti aggressivi, senza il timore di febbri improvvise. Per una famiglia con bambini sotto i sei anni, questo non è un dettaglio: è spesso il motivo decisivo per scegliere il Sudafrica rispetto al Kenya o alla Tanzania.

I Big Five — leone, elefante, rinoceronte, leopardo e bufalo — si trovano tutti qui, in alcune delle riserve meglio gestite al mondo. L'Addo Elephant National Park, a meno di un'ora da Port Elizabeth nella Eastern Cape, è forse la porta d'accesso più facile: elefanti ovunque, percorsi self-drive sicuri, prezzi di ingresso contenuti, strutture ricettive con programmi dedicati ai bambini. Il Kruger National Park, il parco più famoso del paese, è così vasto da sembrare un paese a sé — una distesa di savana più grande del Portogallo dove i bambini guardano fuori dal finestrino e tengono il conto degli animali avvistati su un taccuino.

Ma la vera sorpresa del Sudafrica — quella che non ti aspetti finché non ci arrivi — è che il safari è solo una parte del viaggio. Cape Town è una delle città più belle e vivibili del mondo: Table Mountain, la montagna a tavola che sovrasta la città e su cui si sale in funivia con i bambini incollati al vetro; Boulders Beach, dove decine di pinguini africani vivono liberi tra le rocce e i bambini possono avvicinarsi a pochi metri; il Victoria & Alfred Waterfront, con i suoi ristoranti affacciati sull'oceano, i musei interattivi e le barche da cui si avvistano le foche. Tutto accessibile, tutto sicuro, tutto memorabile.

Molte delle lodge nelle riserve private hanno programmi Junior Ranger pensati appositamente per i bambini: escursioni mattutine alla ricerca di impronte, laboratori di identificazione degli animali, lettura delle tracce nella savana. Non sono attività di intrattenimento: sono esperienze di formazione reale, che insegnano rispetto per la natura in un modo che nessun documentario riesce a replicare. I bambini tornano da questi programmi con un quadernetto di appunti, un attestato e una comprensione del mondo naturale che li accompagnerà per anni.

Per bambini sotto i 5 anni: punta sull'Addo Elephant National Park e sulle riserve private della Garden Route — tutti malaria-free, tutti con strutture Family Suite e servizi di babysitting. Abbina sempre il safari con almeno tre giorni a Cape Town: è il perfetto antidoto alla stanchezza del viaggio lungo e il modo migliore per rientrare a casa con ricordi stratificati.

Come decidere dove andare quando si viaggia con i bambini

I paesi più children friendly, insomma, non sono quelli con più parchi giochi. Sono quelli dove i bambini vengono trattati come cittadini del mondo — curiosi, capaci, degni di vedere tutto. Guardando questi paesi tutti insieme, emerge un filo comune: i posti che funzionano meglio per le famiglie non sono quelli che hanno costruito bolle protette dove i bambini stanno al sicuro lontano dal mondo adulto. Sono quelli in cui bambini e adulti condividono gli stessi spazi, le stesse esperienze, lo stesso ritmo di vita — con la differenza che l'infrastruttura è pensata per rendere questa convivenza naturale.

La ricerca ha cambiato anche il modo in cui gli esperti pensano ai viaggi in famiglia: uno studio pubblicato nel 2025 da Remitly su 82 paesi ha messo in evidenza come i Paesi Nordici dominino le classifiche non solo per qualità dell'istruzione ma per costo accessibile dell'assistenza all'infanzia — fattori che si traducono direttamente in un'esperienza di viaggio più serena. Sri Lanka, sorprendentemente, guida la classifica globale per accessibilità economica e qualità dell'educazione. Ma per chi viaggia invece di trasferirsi, la variabile più importante resta un'altra: quanto un paese ti fa sentire che i tuoi figli sono benvenuti, non tollerati.

La risposta, in Austria, Olanda, Danimarca, Florida, Canada e Spagna, è ogni volta la stessa: moltissimo.

Cosa cercare in una destinazione children friendly

  •  Trasporti pubblici accessibili con spazio per passeggini e biciclette
  •  Musei e siti culturali con aree interattive pensate per diverse fasce d'età
  • Natura organizzata: parchi nazionali con sentieri segnalati e strutture sicure
  • Una cultura in cui la presenza dei bambini nei luoghi pubblici è normale
  • Cucina flessibile e accessibile anche ai palati più selettivi
  • Città pedonali o ciclabili, dove muoversi senza auto è realmente possibile