Corpo e mente: perché il movimento è fondamentale nello sviluppo dei bambini
Nell'era digitale, la sedentarietà compromette lo sviluppo neuropsicomotorio dei bambini. L'esperta consiglia tre ore di attività fisica quotidiana e propone giochi pratici per stimolare la motricità, fondamentale per il successivo sviluppo cognitivo ed emotivo.
Nell'era degli smartphone e dei tablet, i bambini si muovono sempre meno. Trascorrono ore seduti davanti agli schermi, limitando drasticamente l'attività fisica quotidiana. Ma quali sono le conseguenze di questa sedentarietà precoce? Ne abbiamo parlato con Silvia Iaccarino, psicomotricista esperta dello sviluppo infantile.
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La mente nasce dal corpo
"Molto spesso i genitori non hanno contezza dell'importanza del movimento nello sviluppo dei bambini - esordisce Iaccarino -. Tendono a concentrarsi maggiormente sullo sviluppo cognitivo e sul linguaggio, prestando meno attenzione alla corporeità". Eppure, tutti gli studi di neuroscienze sottolineano l'importanza fondamentale dell'esperienza corporea. "Oggi parliamo di embodied cognition: la mente emerge dal corpo attraverso processi corporei neuro-senso-motori - spiega la specialista -. E per arrivare alla maturazione completa delle funzioni esecutive superiori occorrono 25-30 anni. È come se ci mettessimo tutto questo tempo a scaricare l'app, con successivi aggiornamenti che continuano per tutta la vita".
La piramide dell'apprendimento
Il modello della piramide dello sviluppo aiuta a comprendere meglio questo processo. Alla base troviamo la motricità e la sensorialità, strettamente correlate tra loro. "Queste costituiscono le fondamenta del nostro sviluppo neuropsicomotorio - chiarisce Iaccarino -. Su questa base solida si costruiscono successivamente gli aspetti socio-emotivi e le funzioni cognitive superiori".
In cima alla piramide troviamo le funzioni esecutive: "Moralità, empatia, capacità di regolare le emozioni, di capire le conseguenze delle nostre azioni, e molto altro. Tutte queste competenze complesse si appoggiano al neuro-senso-motorio", sottolinea la psicomotricista.
Il linguaggio del corpo
Anche l'emozione è legata al movimento, alla corporeità: "Il corpo è un mezzo di comunicazione fondamentale per i bambini, soprattutto nella fascia 0-3 anni, attraverso movimento, gestualità, sguardo, tono della voce, prossemica (la distanza che le persone tengono), tono corporeo – continua l’esperta -. I bimbi capiscono il linguaggio del corpo da appena nati: percepiscono, ad esempio, la rigidità quando proviamo ad addormentarli".
Il corpo racconta molto di più delle parole. "È attraverso il corpo che il bambino può dire come sta. Dovremmo chiederci: cosa fa, come si muove? Cosa dice il corpo del bambino?".
I segnali di fatica
Quando i bambini sono sovraccarichi, mostrano segnali precisi di disorganizzazione comportamentale. "Da cosa vediamo la disregolazione? I bambini possono spegnersi, diventare più lenti, ma più frequentemente diventano iper-motori quando sono sovraccarichi. Ipermotricità, logorrea, risate eccessive, pianto improvviso, lanciare oggetti, momenti di autocontatto come toccarsi i capelli, o il dito in bocca. Anche comportamenti che noi adulti definiamo come sfida, provocazione e opposizione sono chiari segni di fatica del bambino, non attentati alla nostra autorità. Nei bambini piccoli quello che chiamiamo capriccio è perlopiù un crash del sistema nervoso: succede quando le energie sono finite".
L'importanza del movimento quotidiano
L'OMS, nelle linee guida per la crescita armonica dei bambini, raccomanda standard precisi. Dai due anni di età, i bambini dovrebbero fare tre ore al giorno di movimento, di cui almeno una intensa: correre, saltare, rotolare, strisciare, arrampicarsi. “Attività che ingaggino la propriocezione, che ha valenza importante sul sistema nervoso - spiega Iaccarino -. Purtroppo, la maggior parte dei bambini non raggiunge questi livelli quotidianamente".
Il tema dell'iperprotezione è particolarmente delicato. "Non fa bene ai bambini perché limita l'attività motoria. È come se al bambino venissero date le chiavi di una Ferrari, ma poi lo lasciassimo nel box. Noi crescevamo in cortile, per strada. Oggi questo spazio di libertà si è ridotto drasticamente". Le conseguenze sono serie, avverte la psicomotricista: "Questo può danneggiare i bambini non tanto in termini di trauma fisici, ma perché non permette le tappe naturali di costruzione del sé. E questo si può riversare in una serie di fatiche in termini emotivi nell’infanzia e nell'adolescenza. Gli studi correlano, per esempio, questa carenza di movimento a disturbi d'ansia in età precoce e depressione giovanile".
Consigli pratici per favorire il movimento
Ma cosa possono fare i genitori per invertire questa tendenza? Iaccarino offre diversi suggerimenti pratici: "Chiedete agli insegnanti e alle educatrici di portare i bambini fuori, in giardino o a fare outdoor urbano. È fondamentale che tutti gli adulti che si occupano dei bambini abbiano chiaro in mente quanto è importante l'attività motoria e l'aria aperta". Anche al parco si possono fare attività stimolanti: "Oltre ad altalena e scivolo, fate bolle di sapone che il bambino possa inseguire e schiacciare, incoraggiatelo a camminare su un muretto, usate bici e monopattino, fate giochi con la palla".
In casa, le possibilità sono numerose: "Usate scatoloni come tunnel, proponete il gattonamento, giocate con palloncini e mazze da baseball fatte con l'anima della carta igienica. Riscoprite giochi tradizionali come nascondino, ce l'hai, campana, strega chiama colore, elastico, corda, corsa nel sacco. Raccogliete oggetti naturali come bastoncini e foglie per stimolare la motricità fine", aggiunge la psicomotricista.
Alcune attività hanno benefici multipli. I giochi di lancio con palline di carta e canestro, per esempio, supportano anche i prerequisiti della scrittura, stimolando il lavoro del cingolo scapolare. E non dimentichiamo la vita pratica: coinvolgete i bambini nelle attività domestiche come stendere, disfare la spesa, sollevare piccoli pesi, cucinare e altro: è ottimale per la loro crescita, oltre che utile.
Un approccio integrato
Il messaggio finale della psicomotricista è chiaro: lo sviluppo infantile richiede un approccio integrato che riconosca il ruolo fondamentale del corpo come base per lo sviluppo e l'apprendimento. "La mente è nel corpo, e il corpo è nella mente - conclude Iaccarino -. Ogni limitazione dell'esperienza corporea è una limitazione dello sviluppo cognitivo ed emotivo. Diamo ai nostri bambini la possibilità di muoversi, di esplorare, di cadere e rialzarsi. È così che costruiranno un sé armonico e resiliente".