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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Oltre le maschere (e gli stereotipi di genere): quando il Carnevale diventa educazione alla parità

Travestimento di Carnevale
Travestimento di Carnevale  (getty images)

Come trasformare la scelta del costume di Carnevale in un'occasione per superare gli stereotipi di genere, con consigli pratici della pedagogista Giovanna Giacomini su come utilizzare i travestimenti per promuovere una crescita libera da stereotipi

di Giulia Cimpanelli

ll Global Gender Gap Report 2024, pubblicato dal World Economic Forum evidenzia come il punteggio globale del divario di genere fosse al 68,5% nel 2024 con un miglioramento di soli 0.1 punti percentuale rispetto al 2023. Con questi numeri si stima ci vorranno 134 anni per raggiungere la parità di genere a livello globale, circa cinque generazioni.

Per la parità di genere nel settore dei viaggi e del turismo

Per accelerare questo processo di cambiamento, è fondamentale intervenire sull'educazione fin dalla prima infanzia, momento cruciale in cui si formano gli stereotipi. Un'educazione inclusiva e rispettosa delle differenze può aiutare a costruire una società più equa, dove bambine e bambini possano sviluppare liberamente le proprie potenzialità senza essere limitati da preconcetti legati al genere. Solo investendo nell'educazione delle nuove generazioni possiamo sperare di ridurre significativamente i tempi necessari per raggiungere una vera parità di genere.

Ogni momento della quotidianità è dunque buono per farlo. E se a darci una mano venisse il Carnevale?  “Attraverso una scelta di costumi senza preconcetti e la valorizzazione della fantasia, questa festa può trasformarsi in un momento educativo, in cui bambine e bambini sperimentano nuove identità senza essere vincolati da etichette di genere”, dice Giovanna Giacomini, pedagogista, formatrice e ideatrice di Scuole Felici e del portale Edu-wow.com.

L'importanza del gioco del travestimento

Il gioco del travestimento rappresenta un elemento fondamentale nello sviluppo infantile, andando oltre il semplice divertimento. Permette ai bambini di esplorare liberamente la propria personalità, sperimentare diversi ruoli sociali e sviluppare capacità creative ed emotive.

“Già intorno ai 18 mesi i bambini distinguono le differenze fisiche tra maschi e femmine. Tra i 2 e i 3 anni avviene il processo di identificazione di genere, mentre entro i 5 anni interiorizzano gli stereotipi culturali legati ai ruoli di genere, come l'idea che il maschio sia forte e il supereroe, mentre la bambina sia dolce e principessa. In questa fase, la scuola dell'infanzia, la famiglia e l'intero contesto educativo 0-6 anni giocano un ruolo cruciale nel contrastare visioni rigide e stereotipate, offrendo alternative che mostrino come giochi, aspirazioni, professioni e attività non debbano essere legati al genere”, spiega la pedagogista.

Travestimenti
Travestimenti  (getty images)

Il ruolo degli adulti è dunque cruciale nel processo educativo. Le scelte quotidiane, dai giocattoli all'abbigliamento, possono inconsapevolmente rinforzare o sfidare questi stereotipi. Momenti di festa e gioco, come il Carnevale, possono diventare opportunità educative per superare le limitazioni. Invece di cadere nell'automatismo di scegliere costumi da maschio o da femmina, si può incoraggiare una scelta libera basata sugli interessi e i desideri individuali del bambino, promuovendo così un'educazione veramente inclusiva e rispettosa dell'individualità di ciascuno.

Il dialogo sulla scelta dei costumi

Se una bambina sceglie di travestirsi da Wonder Woman, si può ragionare insieme su come arricchire il personaggio con nuove caratteristiche: “E se fosse stata un ingegnere aerospaziale prima di diventare un'eroina? Questo permette di ampliare il ruolo con elementi meno tradizionali rispetto agli stereotipi di genere. Allo stesso modo, un bambino che sceglie di essere un cavaliere, un supereroe o un pistolero potrebbe immaginare il suo personaggio come gentile e pacifico, qualcuno che si prende cura degli altri, magari con una famiglia di cui occuparsi. In questo modo, si gioca con i ruoli, mescolando tratti comunemente attribuiti al maschile e al femminile”, spiega Giovanna Giacomini.

L'importanza di accogliere ogni scelta

Per contrastare gli stereotipi, è utile ampliare l'offerta di modelli positivi, che mostri ai bambini e alle bambine storie di donne e uomini che hanno superato i limiti imposti dal genere, raggiungendo traguardi importanti in ogni ambito. “Non si tratta di condannare le tendenze attuali – commenta la pedagogista -, ma di offrire una prospettiva più ampia, in modo che ogni bambino possa sentirsi libero di scegliere chi essere, senza condizionamenti. Spesso, le nostre resistenze derivano da pregiudizi inconsapevoli o dalla paura di ciò che non conosciamo”.

La naturalezza dell'esplorazione

Il travestimento rappresenta un modo sicuro per esplorare diversi aspetti della personalità, inclusi quelli che potrebbero sembrare controversi agli adulti. Quando un bambino sceglie un personaggio “negativo” o “ambiguo”, sta semplicemente esplorando la complessità umana attraverso il gioco. Questa curiosità naturale verso aspetti meno convenzionali è parte integrante dello sviluppo e non dovrebbe essere fonte di preoccupazione. È un'opportunità per comprendere che, nella vita reale, le persone sono multidimensionali e possono incarnare diversi ruoli contemporaneamente.

Il baule dei travestimenti

Un approccio efficace per promuovere la libertà di espressione è quello di creare un ambiente ricco di possibilità, dove i bambini possano sperimentare senza vincoli predefiniti. L'idea del "baule dei travestimenti", contenente una varietà di accessori come cappelli, stoffe e mantelli, permette ai piccoli di dare forma alla propria immaginazione senza essere limitati da costumi preconfezionati. È importante anche prestare attenzione al linguaggio, privilegiando termini neutri per le professioni e i ruoli, superando così le tradizionali distinzioni di genere. Questo approccio permette ai bambini di esplorare liberamente la propria identità attraverso il gioco, sviluppando creatività e consapevolezza di sé.