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E se i cartoni animati ci aiutassero a insegnare ai nostri figli a gestire le emozioni?

Dalla frustrazione di Bluey alla tristezza di Inside Out: una guida pratica alle serie tv e fim animati che aiutano lo sviluppo emotivo

Nell’episodio di Bluey “Passa il regalo” durante una festa di compleanno i bambini si passano un regalo in cui a ogni scarto di carta c’è un regalino, quindi uno per ciascuno. Tutti i bimbi, quindi, trovano qualcosa, finché il papà di Lucky, l’amica di Bluey, decide di stravolgere le regole. Mette un solo regalo al centro e tutti gli strati di carta, che verranno scartati non avranno nessun regalo. Ecco quindi che uno solo avrà il regalino. All’inizio i bambini fanno molta fatica a gestire le emozioni che derivano dalle nuove regole. Se non trovano il regalo piangono, si arrabbiano, si stupiscono. Ma a un certo punto nonostante i genitori siano un po’ contrariati dal nuovo gioco, i bambini decidono autonomamente di giocare con le nuove regole. “Capiscono infatti che le nuove regole sono molto più attraenti perché si può tollerare la fatica del perdere, gioire delle gioie degli altri, divertirsi a provare a vincerlo – spiega Martina Mazzoleni, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta -. In questa puntata Bluey racconta l’importanza della frustrazione. Questa può far parte della vita dei piccoli, e non è dannosa. Ma soprattutto questo episodio insegna che il nostro compito da genitori non è togliere loro tutte le fatiche e delusioni, ma imparare a gestirle, sostenerli nel momento in cui c’è la frustrazione”.

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Alleati nell'educazione emotiva

I cartoni animati possono essere preziosi alleati nell'educazione emotiva dei bambini, offrendo spunti per dialoghi costruttivi tra genitori e figli. “Possono essere strumenti utili che danno stimoli e spunti per innescare dialoghi con i propri bimbi”, aggiunge la psicoterapeuta. Tra le serie più efficaci c’è proprio Bluey, che si distingue per il suo approccio realistico alla genitorialità. "Bluey propone una normalizzazione: ci sono genitori che a volte non vogliono giocare, episodi in cui la mamma ha bisogno di 20 minuti per stare da sola. Non propone modelli di genitori irrealizzabili - sottolinea Mazzoleni -. Inoltre ogni puntata ha un tema e spesso queste trattano partendo da situazioni di vita quotidiana le emozioni. Nell'episodio 'Il cartello', per esempio, quando la famiglia decide di vendere la casa le bambine si disperano, sono tristi. Qui emerge un momento molto significativo: la madre, che ha sempre cercato di tranquillizzare tutti, a un certo punto sbotta e dice 'Ma secondo voi io non sto male? Io sono legata a questa casa!'. È un esempio perfetto di come il genitore non debba per forza nascondere le proprie emozioni o limitarsi a consolare, ma possa anche condividere i propri sentimenti di tristezza e nostalgia”.

Le emozioni di Bing per l'età pre scolare

Anche un altro cartone animato per l’età pre scolare, Bing, offre episodi significativi per affrontare le paure infantili. In ciascun episodio, il coniglietto Bing esplora il mondo circostante, guidato dalla sua innata curiosità nell'interazione con coetanei e adulti. Mentre le vicende iniziano sempre con un tono gioioso, un imprevisto o un errore di Bing porta a un cambiamento emotivo. Il protagonista si trova così ad affrontare emozioni difficili come frustrazione, tristezza, paura o rabbia quando la realtà non corrisponde alle sue aspettative. Data la sua giovane età, Bing non è ancora capace di valutare appieno le proprie capacità o prevedere gli effetti delle sue azioni. È qui che interviene la figura dell'adulto di riferimento, che lo aiuta a sviluppare nuove competenze per superare gli ostacoli. Al termine di ogni avventura, Bing riflette sull'accaduto e sugli insegnamenti appresi. “L'episodio si conclude sempre con una narrazione strutturata che integra parole e immagini, permettendo ai giovani spettatori di assimilare facilmente la morale della storia attraverso una sequenza logica ed emotivamente significativa”, commenta Mazzoleni.

L'orso Paddington insegna la gentilezza

Anche L’orso Paddington, con il suo iconico cappotto blu, il cappello rosso e la fidata valigia, è molto più di un semplice personaggio: incarna la meraviglia di chi affronta ogni giorno come una nuova opportunità. La sua vita cambia improvvisamente quando un terremoto sconvolge il suo Perù. Rimasto orfano e cresciuto dai nonni, viene spedito a Londra su una nave, con una targhetta che recita: “Per favore, occupatevi di questo orso".

Insegnare le emozioni ai bambini grazie ai cartoni animati 

“Non è solo un cambio di destinazione, ma l’inizio di un viaggio ricco di scoperte e incontri – scrivono gli esperti di The bad Pastina - . E Paddington non si lascia scoraggiare dalle difficoltà: affronta ogni novità con entusiasmo, gentilezza e una buona dose di curiosità. Anche se è diverso dagli abitanti della città, non si chiude in sé stesso, ma abbraccia il cambiamento con apertura e bontà, dimostrando che la meraviglia di un nuovo inizio sta proprio nel modo in cui scegliamo di viverlo. Paddington ci insegna che l’accoglienza e la gentilezza possono superare qualsiasi barriera, e che, anche nelle situazioni più difficili, è possibile trovare un modo per adattarsi senza perdere la propria identità. Seguendo il suo esempio, possiamo imparare a guardare il mondo con occhi nuovi, trovando nelle difficoltà opportunità per crescere e per diffondere gentilezza”.

I film Disney e le emozioni

Per i più grandi, i film Disney offrono opportunità uniche: “I film Disney per i 6/7+ sono fantastici perché i personaggi si permettono di provare tante emozioni diverse”, afferma Mazzoleni. Tuttavia, è fondamentale la presenza del genitore: “È importante la prima visione farla insieme per cogliere se ci sono emozioni che hanno bisogno di essere elaborate sul momento”.

Inside Out merita una menzione speciale per il suo contributo all'alfabetizzazione emotiva. “In passato questi concetti non erano molto compresi, si faticava a dare un nome alle emozioni. Inside out fa alfabetizzazione emotiva, sottolineando l'importanza di tutte le emozioni - evidenzia Mazzoleni -. Il film, per esempio, dà particolare valore alla tristezza, insegnando che è giusto provarla, anche piangere, per poi abbracciarsi, farsi forza e ripartire”.