S.O.S. adolescenza: impara ad ascoltare i tuoi figli senza pregiudizi
Condividi su
Con l’adolescenza, il rapporto con i nostri figli cambia inevitabilmente, disegnando prospettive nuove e spesso inattese, tanto per noi genitori quanto per i ragazzi. Tra le evenienze più comuni c’è un calo della comunicazione, che sembra alzare un muro fatto di incomprensioni, tensioni e pochissimo dialogo. Per mitigare questa situazione è importante iniziare ad ascoltare i nostri figli, cancellando qualsivoglia tipo di pregiudizio.
Scopriamo come fare, ma prima guarda questo video per azzerare i sensi di colpa che possono sorgere da genitori:
Ogni adolescenza è differente
L’adolescenza è uno dei periodi più complicati e, al tempo stesso, belli della nostra vita e di quella dei nostri ragazzi. Ed è proprio da qui che occorre iniziare per spegnere l’S.O.S. e imparare ad ascoltare i ragazzi. Ci siamo passati tutti, ma ognuno di noi ha vissuto un solo tipo di adolescenza, con le sue caratteristiche uniche, i suoi miti, le sue canzoni, i suoi mezzi di comunicazione, le sue mode, le sue trasgressioni e la sua voglia di sentirsi veramente liberi e indipendenti.
Ecco, comprendere l’unicità di ogni adolescenza e di ogni periodo storico è fondamentale. Aiuta, infatti, a eliminare i pregiudizi e a intraprendere in modo concreto il percorso per iniziare a prestare concretamente attenzione ai segnali che i nostri figli ci inviano. Perché, anche l’assenza di dialogo è una forma di comunicazione.
E, allora, prima di dare raccomandazioni, lavoriamo su noi stessi, informiamoci, chiediamo consigli proprio a loro e mettiamoci a disposizione per imparare e capire al meglio la realtà che vivono e i problemi che possono condizionarli, eliminando così il primo pregiudizio: l’adolescenza di oggi non c’entra nulla con quella che abbiamo vissuto noi ed è inutile tracciare parallelismi.
In una società in cui apparenza, popolarità e competizione sono spinti all’estremo, il rischio che gli adolescenti si sentano inadatti e fragili è altissimo. Tra social e modelli lontanissimi dalla realtà e dalla famiglia, essere genitori significa battagliare per riappropriarsi del ruolo di guida forte e preparata. In questo contesto, educare al fallimento e al rispetto degli altri è fondamentale.
Diventiamo un porto sicuro che permetta alla personalità e alle qualità dei nostri figli di essere esaltate e accettate, senza se e senza ma. Spesso, infatti, i ragazzi cercano semplicemente una conferma alle loro aspettative che, contrariamente a ciò che crediamo, sono sostenute da valori forti e un alto grado di consapevolezza sui problemi della società di cui fanno parte.
Famiglie in crisi: tutti i vip che non parlano con i propri genitori!
Le relazioni tra genitori e figli non sono sempre facili. I conflitti possono essere frequenti, soprattutto durante l'adolescenza, una delle fasi più complicate per i ragazzi e la propria famiglia. Sebbene tendiamo a pensare che qualsiasi discussione abbia una soluzione, la verità è che ci sono relazioni irrecuperabili. Anche se chi lo sa...
Dobbiamo escludere l'idea che la vita delle celebrità sia perfetta: nulla è più lontano dalla realtà! Perché i problemi non discriminano in base al denaro o alla fama delle famiglie e questo è esattamente quello che è successo alle celebrità di questa Gallery: hanno sempre avuto un cattivo rapporto con i loro genitori e quindi hanno passato diversi anni a non parlarsi oppure continuano ancora oggi a non avere rapporti. I motivi? Sono molteplici e diversi tra loro: in alcuni casi ci sono stati genitori che hanno cercato di approfittare della fama dei figli, in altri si tratta di divergenze che esistevano ancor prima del loro successo.
Jennifer Aniston è una delle star che, insospettabilmente, ha una cattiva relazione con la madre, Nancy Dow. Il motivo deve essere ricercato quando quest'ultima pubblicò nel 1999 il libro From Mother and Daughter to Friends. In esso, ha spiegato che aveva una relazione molto fredda con la figlia, fornendo anche dettagli privati su quest'ultima, il che non fece altro che far inclinare ancor di più il loro rapporto. Ad oggi, Jennifer continua a non parlare con sua madre.
Sfoglia la Gallery e scopri tutti i vip che non parlano con i propri genitori!
Guarda anche:
Queste sono le star che non hanno figli (... ed è una loro scelta!)
La cinquantenne del momento: i look più belli di Jennifer Aniston
Scandali d'amore! Le coppie vip più contestate di tutti i tempi
La fiducia alla base di tutto
Troppo spesso finiamo per minimizzare i problemi dei nostri figli e considerarli solo come “turbe passeggere”, senza indagare realmente l’origine del disturbo e finendo, così, per non aiutarli. Invece di lasciar correre, approcciamo il dialogo, magari proponendo un’attività. Andare a correre, a fare shopping o semplicemente mettersi ai fornelli insieme, sono ottimi spunti per stimolare il dialogo e permettere ai ragazzi di aprirsi.
Ascoltiamo con attenzione e poniamo domande più che dare giudizi o consigli affrettati. Ovviamente, non facciamo tutto solo per estorcere una confessione, ma godiamoci il buon tempo trascorso insieme e, un passo alla volta, puntiamo a recuperare un sano rapporto di condivisione e confronto con i nostri figli.
Diamo il buon esempio
Rispettiamo le loro idee e facciamo in modo che si sentano liberi di esprimerle in libertà, offrendo la nostra fiducia incondizionata, ma anche imponendo regole chiare e precise che ci permettano di mantenere l’autorevolezza che un genitore deve avere. E, se il nostro punto di vista è diverso da quello del partner, discutiamone in separata sede per sposare poi, con i figli, una linea comune.
A volte, infatti, è proprio la nostra mancanza di autorevolezza a complicare le cose e a incentivare l’assenza di dialogo. Rispondere alla rabbia con rabbia non porta mai a nulla di buono. Comprensione, umiltà, rispetto e predisposizione all’ascolto, queste sono le armi a nostra disposizione per alleggerire la tensione e instaurare un confronto costruttivo.
Impariamo a dare il buon esempio, spegnendo smartphone e tv e mettendo tutti noi stessi nel confronto. Ascoltiamo in silenzio e con attenzione ogni loro parola. In questo modo, faremo capire ai ragazzi che siamo lì solo per loro e che in quel momento non c’è nulla di più importante.
Infine, teniamo sempre un tono di voce corretto, evitando scatti bruschi e rimproveri dettati dal momento. È successo qualcosa di brutto? Bene, prendiamo un gran respiro, tranquillizziamoci, valutiamo la situazione e rapportiamoci con i nostri ragazzi, senza attaccarli aprioristicamente.
Il confronto porta i figli a fidarsi di noi e a confessarsi con maggiore tranquillità. Inoltre, forma ragazzi più sicuri di sé, autonomi e responsabili, pronti a loro volta ad ascoltare, a essere comprensivi e rispettosi degli altri. Senza dimenticare che, in questo modo, è più facile per i genitori farsi rispettare e tenere sempre aperto il fondamentale canale del dialogo.
Condividi su