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Il cyberbullismo è bullismo: guida a un uso sano e consapevole dei social network

Cyberbullismo e bullismo sono due lati della stessa medaglia, ma spesso tendiamo a dimenticarcene: conosciamo meglio questo fenomeno online e come prevenirlo.

Come riporta l’Unicef, il cyberbullismo ha “le stesse caratteristiche del bullismo tradizionale, con la particolarità che questo si manifesta attraverso la rete internet, in diverse forme e con conseguenze potenzialmente più gravi del bullismo offline”.

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I dati del cyberbullismo

Secondo le ultime statistiche condivise dalle Nazioni Unite, il cyberbullismo sarebbe un fenomeno in crescita nei Paesi industrializzati e quindi con più facile accesso a internet: la percentuale interessata di minorenni vittime di cyberbullismo varia dal 5% al 20%, in base all’area geografica. L’indagine dell’Osservatorio Indifesa mostra dati similmente preoccupanti, come riporta Repubblica: 6 adolescenti su 10 sono vittime di violenza fisica, psicologica, emotiva o verbale e nel 63% di questi casi siamo davanti a episodi di bullismo e cyberbullismo. I secondi casi, quelli virtuali, aumentano anche in ragione della sensazione di impunità che i social danno, dell’idea di poterla "fare franca", dire tutto ciò che vogliamo; inoltre, la sua modalità virtuale si slega dalle limitazioni di tempo e spazio, trasformando il cyberbullismo in una forma di violenza pervasiva e invadente.

Il progetto Gëneration-AMI

Il problema peculiare del cyberbullismo è che, verificandosi in rete, si accanisce sui più deboli con un effetto molteplice, che intacca diverse forme di comunicazione e che soprattutto resiste indelebile al tempo. Le sue modalità sono spesso più subdole e fumose di quelle del bullismo, e per questo è importante riconoscerne le manifestazioni e contrastarle. In questo si impegna Citroën Italia, con il progetto GënerationAMI – A scuola di Antibullismo. Una campagna che usa come propria bandiera il modello Citroën Ami – 100% ëlectric, un’auto che è stata criticata per il proprio design. Il progetto è stato lanciato da Citroën in collaborazione con il Centro Nazionale Contro il Bullismo - Bulli Stop, il cui obiettivo è quello di sensibilizzare giovanissimi e adolescenti sul tema del bullismo e su come esso possa essere prevenuto e sconfitto in ogni sua forma. Bulli Stop “crede fortemente che i ragazzi possano essere più sensibilizzati e ricettivi se sono dei loro coetanei a parlargli di rispetto per sé stessi, per gli altri e di bullismo”. Un progetto che si sviluppa su due fasi: prima, le classi aderenti sono invitate a consultare un kit didattico digitale sulla lotta al bullismo e al cyberbullismo, che potrà essere approfondito da studenti e docenti. Al suo interno si trova anche un questionario, che proverà la conoscenza dei contenuti e potrà essere usato come attestato di partecipazione per la ricezione di crediti formativi. Inoltre, compilando il questionario, ci si iscriverà a un concorso a premi per vincere un comodato d’uso di sei mesi della Citroën Ami e un voucher di 500€ per l’acquisto di materiali tecnologici per la scuola del fortunato studente vincitore. La seconda fase prevede un tour che coinvolge 700 classi e 17.000 studenti per approfondire bullismo e cyberbullismo insieme agli esperti di Bulli Stop e per conoscere più da vicino i pregi di un quadriciclo leggero, innovativo e 100% elettrico per andare oltre la sua "apparenza eccentrica e anticonformista”, con la possibilità di effettuare Test Drive a bordo della Citroën Ami accompagnati da driver professionisti.

Citroën Ami – 100% ëlectric 

Cyberbullismo: i segnali per riconoscerlo

Temere che vostro figlio o un vostro studente possa essere vittima di cyberbullismo è assolutamente lecito ed è giusto porsi le corrette domande per individuare il prima possibile questa eventualità, in modo da approfondirla e risolverla. Ecco una breve ma puntuale lista di segnali a cui prestare attenzione, secondo MediciItalia:

  • Utilizzare in modo eccessivo il cellulare e seguire quasi ossessivamente chat e social media
  • Ritirarsi dalla vita sociale mettendosi sempre sulle difensive di fronte alla possibilità di un evento sociale
  • Cambi repentini d’umore
  • Rendimento scolastico calante
  • L’abuso dei social avviene anche nelle ore notturne

 

Il cyberbullismo può verificarsi con la pubblicazione di messaggi denigratori, nell’invio continuo e reiterato di messaggi minatori, aggressivi o sessualmente espliciti, nella diffusione di foto, video o altri contenuti allo scopo di ledere l’immagine della vittima e/o contro la sua volontà.

Uso consapevole dei social network

Se, da un lato, è ovviamente indispensabile contrastare bullismo e cyberbullismo partendo da un’educazione sulla cultura del rispetto, dell'empatia e della comunicazione, dall'altro, soprattutto per quanto riguarda le interazioni online, è importante insegnare ai nostri figli cosa sono i social e come poterli utilizzare in maniera consapevole sia per sé stessi che per gli altri intorno a sé (nella realtà o nel mondo digitale). Per esempio, è importante capire cosa significa pubblicare informazioni personali sui social e comunicare con gli altri online.

Per educare i giovani a un uso attento dei social, ecco alcuni consigli:

  • Attenzione ai profili di persone che non conosciamo: dietro la foto, o un messaggio, potrebbe celarsi chiunque
  • Ciò che pubblicate sui social lascia una traccia indelebile nel tempo: scegliete cosa volete davvero rendere pubblico di voi
  • Ci sono certe informazioni che non andrebbero comunque condivise sui social, per il rischio che possano finire nelle mani sbagliate: la nostra posizione attuale, per esempio, o dati sensibili
  • Tutto ciò che viene pubblicato senza il nostro consenso può essere rimosso: chiedete, e ricordate di domandare il permesso ai vostri amici per pubblicare una foto che ritrae anche loro

 

Internet è uno strumento indispensabile al giorno d’oggi, ma va gestito: ai figli più piccoli, che per la prima volta si interfacciano ai social, i genitori possono suggerire delle attività da svolgere insieme in rete e imparare a convivere con questa parte della loro identità. In questo modo l'argomento entrerà a far parte di un tavolo di confronto, sul quale i ragazzi non avranno timore, auspicabilmente, di raccontare quanto accaduto loro online, i propri dubbi e le proprie esperienze con il cyberbullismo.

 

Se credi che tuo figlio o una persona a te vicina sia vittima di bullismo, o se sei tu stesso a voler chiedere aiuto, puoi contattare Bulli Stop a questo indirizzo: info@bullistop.com