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Come affrontare il bullismo in casa, quando viene subìto o perpetrato dai figli?

Come affrontare il bullismo in casa, quando viene subìto o perpetrato dai figli?
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Il bullismo è un fenomeno sociale problematico che richiede un intervento immediato: è importante saperlo riconoscere nel caso in cui i propri figli ne siano vittime, o addirittura carnefici, per poterlo contrastare. Ma cosa fare in entrambi i casi?

di Redazione

Di bullismo non si parla mai abbastanza, perché è un fenomeno sociale in continua crescita che può minare seriamente la salute psico-fisica di chi lo subisce. È diffuso soprattutto nelle scuole, fra i bambini e gli adolescenti; pertanto, è necessario che i genitori siano capaci di riconoscerlo nel caso in cui i propri figli siano vittime o carnefici. Il bullismo, di base, è l’insieme di azioni che un carnefice o un gruppo di carnefici mettono in atto per tormentare fisicamente o psicologicamente una vittima, in modo continuativo.

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Solo riconoscendo il bullismo è possibile contrastarlo

Sono tanti i progetti istituzionali, scolastici o di associazioni che si impegnano quotidianamente, andando nelle scuole per esempio, per aiutare tanto i genitori quanto i ragazzi a capire le problematicità del bullismo, sia esso subìto, perpetrato o testimoniato. Tra questi progetti, anche quello di brand activism di Citroën, GënerationAMI - a scuola di Antibullismo. Una campagna contro il bullismo che usa come propria bandiera il modello Citroën Ami – 100% ëlectric, un’auto che è stata ripetutamente criticata per il proprio design, e che è quindi diventata l’espediente perfetto per parlare di cosa significhi essere vittime di bullismo e cyber-bullismo. Il progetto è stato lanciato dall'azienda in collaborazione con il Centro Nazionale Contro il Bullismo - Bulli Stop, il cui obiettivo è quello di aggregare giovanissimi e adolescenti per diffondere consapevolezza sul tema del bullismo e su come esso possa essere prevenuto e sconfitto in ogni sua forma. Bulli Stop “crede fortemente che i ragazzi possano essere più sensibilizzati e ricettivi se sono dei loro coetanei a parlargli di rispetto per sé stessi, per gli altri e di bullismo”.

Il progetto GënerationAMI si sviluppa su due fasi: innanzitutto, a tutte le classi scolastiche aderenti viene inviato un kit didattico digitale sulla lotta al bullismo e al cyberbullismo, che potrà essere approfondito da studenti e docenti. Al suo interno è possibile trovare anche un questionario, che proverà la conoscenza dei contenuti e potrà essere usato come attestato di partecipazione per la ricezione di crediti formativi. Inoltre, compilando il questionario, ci si iscriverà a un concorso a premi per vincere un comodato d’uso di sei mesi della Citroën Ami e un voucher di 500€ per l’acquisto di materiali tecnologici per la scuola del fortunato studente vincitore. La seconda fase del progetto prevede un tour di incontri con 700 classi e 17.000 studenti per approfondire bullismo e cyberbullismo insieme agli esperti di Bulli Stop e per conoscere più da vicino i pregi di un quadriciclo leggero, innovativo e 100% elettrico, andando così oltre la sua "apparenza eccentrica e anticonformista”, con la possibilità di effettuare Test Drive a bordo della Citroën Ami accompagnati da driver professionisti.

 

L’obiettivo di Citroën è quello di aiutare i più giovani a riconoscere e di conseguenza combattere il bullismo e il cyberbullismo: un percorso dal quale non possono essere esclusi i genitori, per i quali è necessario possedere strumenti concreti, efficaci e autorevoli per capire quando il bullismo è in atto.

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(citroën)

Il bullismo: come si manifesta?

È un fenomeno che tocca soprattutto i più giovani, in particolar modo nelle scuole e nei contesti sociali in cui i bambini e i ragazzi hanno modo di interagire fra di loro, conoscersi e scontrarsi per le prime volte. Per poter riconoscere questo fenomeno, è necessario comprenderlo a fondo, individuando quali sono le diverse tipologie di bullismo maggiormente diffuse.

  • Bullismo verbale: minacce, insulti, provocazioni, commenti sessuali inappropriati.
  • Bullismo sociale: mettere in imbarazzo la vittima, isolarla, convincere gli altri a non essere suoi amici e attuare una serie di comportamenti atti a danneggiare la sua reputazione pubblica.
  • Bullismo fisico: atteggiamenti violenti, sottrazione o distruzione di oggetti personali.
  • Cyberbullismo: continui messaggi aggressivi e offensivi, minacce, furto d’identità, denigrazione pubblica, stalking.

A quali segnali dobbiamo prestare attenzione?

Se nostro figlio presenta lesioni inspiegabili, se smarrisce spesso i propri oggetti personali o li riporta a casa distrutti, se presenta sintomi come ansia, disturbi del sonno, paura di andare a scuola o calo del rendimento scolastico, tutto questo potrebbe voler dire che è vittima di bullismo. Se invece è particolarmente aggressivo, se partecipa a risse o lotte verbali, se viene spesso richiamato per un comportamento violento o contrario alle regole, se torna a casa con oggetti nuovi o denaro in più, se è prepotente, competitivo e poco empatico, allora potrebbe essere un bullo.

Cosa fare se mio figlio è vittima di bullismo?

Riconoscere i segnali di pericolo è fondamentale perché, spesso, chi è vittima di bullismo tende a nascondere il problema e a non chiedere aiuto. Il primo passo è sicuramente spingere il bambino a confidarsi, incoraggiandolo a parlare con voi; è necessario in primis identificare il problema e il bullo o i bulli che lo tormentano. Bisogna fare molta attenzione in questa fase iniziale, perché una nostra risposta avversa potrebbe far chiudere maggiormente nostro figlio, ed è meglio evitare reazioni spropositate e catastrofiche che potrebbero aggiungergli un’ulteriore preoccupazione. Allo stesso modo, non bisogna sminuire il problema: è importante farlo sfogare mantenendo la calma e la razionalità, trasmettendogli sicurezza e comunicandogli che una via d’uscita c’è sempre e che tutto si può risolvere. Il secondo passo è quello di spingerlo a denunciare il fatto agli insegnanti o al preside, in modo che possano essere prese tutte le precauzioni del caso. È fondamentale che sia lui a farlo o che almeno sia d’accordo, che ragioniate insieme sul da farsi senza prendere decisioni al suo posto, per evitare di spingerlo a chiudersi di nuovo in occasioni future. Non bisogna mai sostituirsi a lui in ciò che può fare da solo, perché in questo modo gli trasmettiamo l'idea che non sia capace di agire, compromettendo lo sviluppo della sua autostima. Dobbiamo aiutarlo invece a sentirsi capace, importante e superiore a queste dinamiche, spingerlo a non lasciarsi intimidire dai bulli e incoraggiarlo a fare sport o attività extrascolastiche in cui può fare nuove amicizie e coltivare una passione.

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Mio figlio è un bullo, e adesso?

Se, invece, scopriamo che nostro figlio è un carnefice, il primo passo è provare a comprendere il motivo che si nasconde dietro ai suoi comportamenti. Cosa è capitato? Forse in passato è stato a sua volta vittima? Spesso l’atmosfera familiare è determinante: genitori troppo autoritari, che comunicano con i figli attraverso atti di forza e aggressività, possono creare le condizioni affinché loro crescendo diventino bulli. Allo stesso modo, genitori troppo permissivi possono stimolare nei bambini un senso di onnipotenza che si ripercuote sul loro comportamento sociale. L’educazione parte sempre dalla famiglia. I figli crescono imitando – anche inconsapevolmente – ciò che vedono dagli adulti, per cui è fondamentale essere di buon esempio e insegnargli valori come l’empatia, necessaria a trasformarli in adulti rispettosi degli altri. È importante fargli comprendere che il suo atteggiamento è sbagliato e provare a convincerlo a porre fine ad esso, scusandosi con la vittima. In questa fase delicata non bisogna giudicarlo o perdere la calma, azioni che potrebbero spingerlo a restare sulla difensiva. Al contrario, è un bene lodare sempre i comportamenti positivi, così da spingerlo a perseguire la strada giusta.

 

Se credi che tuo figlio o una persona a te vicina sia vittima di bullismo, o se sei tu stesso a voler chiedere aiuto, puoi contattare Bulli Stop a questo indirizzo: info@bullistop.com