La vita delle suore in Vaticano: il voto, i voti, quanto guadagnano
Cosa sta cambiando Papa Francesco (se sta cambiando qualcosa)?
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La Chiesa cattolica è dominata dagli uomini, e questo lo sappiamo, ma a quanto pare il Vaticano con Papa Francesco sta facendo progressi nel dare più voce alle donne (ma non alle suore). O almeno questo è quanto hanno detto le rappresentanti dell'Unione internazionale delle superiore generali (UISG), un gruppo ombrello di suore cattoliche.
Papa Francesco infatti ha nominato alcune donne in posizioni dirigenziali di alto livello in Vaticano e ha dato loro per la prima volta il potere di voto nel sinodo di ottobre 2023 (il sinodo è un vertice dei vescovi per discutere delle eventuali riforme della Chiesa). ll Sinodo che si è svolto ovviamente a porte chiuse si è concentrato su come la Chiesa può essere più accogliente nei confronti delle donne, dei migranti, delle vittime di abusi sessuali da parte del clero, delle persone divorziate e delle vittime del cambiamento climatico o dell’ingiustizia sociale. Allo stesso tempo però sempre Francesco ha escluso l’apertura del sacerdozio alle donne. Ma i vescovi riprenderanno la discussione nell’ottobre 2024. Seguirà poi un documento papale, molto probabilmente nel 2025, il che significa che eventuali cambiamenti della Chiesa sono comunque lontani.
La vita nuova delle suore (e delle donne di Chiesa)
La Chiesa è "in generale completamente guidata da una gerarchia maschile e se mi chiedi se sono frustrata la risposta è sì, sono frustrata", ha detto suor Mary John Kudiyiruppil, segretaria esecutiva associata della UISG, all'Associazione della Stampa Estera a Roma. Ma penso davvero che stiamo facendo progressi".
Una suora francese che è diventata la prima donna nominata a un posto di voto in Vaticano ha detto nella stessa occasione che “la mentalità patriarcale sta cambiando”. Si chiama Nathalie Becquart, 52 anni, e ha descritto la sua nomina come un “segnale coraggioso e una decisione profetica” da parte di Papa Francesco: "Quello che spero è che questo si veda anche sul campo, nelle diocesi, nelle parrocchie e spero che questo atto incoraggi altri vescovi, sacerdoti, autorità religiose e che tutto questo includa sempre di più le donne”. Becquart è la prima co-sottosegretaria donna del Sinodo dei vescovi e sarà responsabile dei principali incontri tra i vescovi del mondo. Ma Francesco ha nominato diverse donne a posizioni di alto rango all’interno del Vaticano. Recentemente ha nominato la magistrata italiana Catia Summaria come prima donna promotrice di giustizia presso la Corte d'Appello del Vaticano.
“Una porta è stata aperta. Vedremo quali altri passi si potranno fare in futuro" ha detto il segretario generale del sinodo, cardinale Mario Grech, ai media interni del Vaticano al momento della nomina di Becquart. Ma le donne si lamentano da tempo del loro status nella Chiesa cattolica. Sebbene Francesco abbia sostenuto la posizione della Chiesa di escludere le donne sacerdote, ha istituito una commissione per studiare il ruolo che le donne hanno avuto nella storia antica della Chiesa proprio in risposta alla richiesta che fosse loro permesso di diventare sacerdoti (sacerdotesse, sacerdot3?).
le suore ora votano ma non possono fare carriera in vaticano
Papa Francesco ha modificato il regolamento dell'assemblea generale ordinaria del sinodo dei vescovi di fatto introducendo alcune quote rosa, ossia stabilendo che la metà dei 10 superiori religiosi e dei 70 "membri non vescovi" (una novità in sé) devono essere donne. Per la prima volta nella storia del sinodo abbiamo visto quarantuno donne con diritto di voto su un'assemblea di circa 370 membri.
Da anni le donne cattoliche chiedono a gran voce una maggiore parità e un maggiore potere nel funzionamento della Chiesa, e mentre si sta costruendo il consenso per diverse forme di progresso, rimane una profonda opposizione all'ordinazione delle donne come diaconi, per non parlare del sacerdozio (I diaconi sono ministri ordinati che possono predicare, celebrare matrimoni, funerali e battesimi, ma solo i sacerdoti possono celebrare "la Messa"). Una decisione così importante spetterebbe in ultima analisi a Papa Francesco, ma ha detto che non lo fa.
I critici pensano che nominare le donne diaconi è una china scivolosa verso lo status di sacerdote il che violerebbe 2mila anni di dottrina della Chiesa e minerebbe l'autorità della Chiesa. "L'ordinazione sacramentale delle donne come diaconi, presbiteri, sacerdoti e vescovi non è possibile - ha detto il cardinale Gerhard Müller in un'intervista alla vigilia del sinodo - Nessun Papa può decidere qualcosa di diverso senza minare l'autorità degli insegnamenti”, ha aggiunto.
Ma le donne già lavorano negli ospedali, nelle scuole e negli enti di beneficenza della Chiesa, e in molti Paesi colmano i vuoti – gestendo parrocchie e svolgendo responsabilità pastorali – dove c'è carenza di sacerdoti. Eppure, alla fine, restano subordinate a una gerarchia che permette solo ai maschi di prendere potere (o di fare carriera).
papa francesco un po' "ci prova"
Nei suoi dieci anni di pontificato, Papa Francesco ha aperto alcune porte alle donne. Nel 2020 ha pubblicato una lettera papale in cui affermava che le donne dovrebbero avere ruoli più formali nella Chiesa: nel 2021 ha modificato le leggi per consentire formalmente alle donne di dare letture della Bibbia durante la messa, fungere da chirichetti e distribuire la comunione e ha collocato molte donne in vari uffici vaticani. Ma alcuni critici hanno liquidato le nomine e la partecipazione delle donne al sinodo come un'operazione di facciata. “L'inclusione di un piccolo gruppo di donne, tanto pubblicizzata, evidenzia semplicemente lo squilibrio di genere al centro della Chiesa", ha detto per esempio Mary McAleese, ex Presidente dell'Irlanda, in un incontro dei cattolici progressisti a Roma. “L'uguaglianza è un diritto, non un favore”.
I sostenitori dell'empowerment delle donne riconoscono che la resistenza ai grandi cambiamenti nel ruolo delle donne è profondamente radicata nella leadership della chiesa, e non solo tra i conservatori. Ma, sostengono, i cambiamenti sociali si stanno già riflettendo tra i cattolici di base e non faranno altro che aumentare, rendendo necessari cambiamenti più formali per la sopravvivenza della chiesa.
“Chiaramente, la Chiesa sta cambiando da zero, anche se riafferma la sua immutabilità”, ha detto suor Joan Chittister, una nota suora, femminista e studiosa americana, che da tempo invita la Chiesa a dare potere alle donne e ai laici. “Se il popolo di Dio guiderà, alla fine i leader seguiranno”. Ma la teologa Catherine Clifford, che insegna teologia sistematica e storica alla St. Paul University di Ottawa, in Canada, e partecipante al sinodo, ha detto che all'interno dell'aula è stata “una sfida convincere alcuni dei ai vescovi sull''urgenza di un cambiamento riguardo all'inclusione delle donne nella leadership”..
lavorare da suora (o da prete).
Quanto guadagnano le suore o i preti? Le suore non percepscono alcuno stipendio. I preti guadagnano circa 1000 euro al mese, i parroci circa 1200 euro al mese e il diacono (o prete laico) circa lo stesso. I vescovi fino a 3mila euro mensili. I cardinali circa 5mila euro al mese.
Ricordiamo che alla Chiesa Cattolica va il 2 per mille dell’IRPEF che è di circa 450 milioni di euro (dati anno fiscale 2019); nello stesso anno la chiesa di Roma ha avuto un’entrata pari a 1 miliardo e 100 milioni di 8 per mille dall’IRPEF. Ma il turismo religioso (ingressi nei Musei e chiese, souvenir, donazioni) nello stesso periodo ha generato entrate in Italia per 10 volte tanto, cioè circa 5 miliardi di euro.
Le suore sono in realtà le cameriere dei sacerdoti?
Nel 2019 Papa Francesco ha detto alle cape degli ordini religiosi femminili di tutto il mondo che devono dare alle suore degli incarichi che servano veramente la Chiesa e i bisognosi, non di trasformarle in cameriere . “Non ci si è fatte religiose per diventare ancelle di un sacerdote”, ha detto alle circa 850 superiore generali riunite a Roma in assemblea plenaria. Ci sono molte forme di servizio necessarie, sia che si tratti di amministrazione o di cura e di svolgimento di compiti domestici per chi è nel bisogno ma non diventando cameriere" ha detto. Le parole del Papa hanno tuonato durantre la plenaria di maggio 2019 dell'Unione internazionale delle superiore generali (UISG), che rappresenta più di 450mila suore in più di 100 Paesi.
Nel 2018 la rivista vaticana “Donne Chiesa Mondo” denunciava come le suore fossero spesso trattate come domestiche da cardinali e vescovi, "per i quali cucinano e puliscono quasi gratis". Si legge che "Alcune di loro prestano servizio nelle case di vescovi o cardinali, altri lavorano nelle cucine delle istituzioni ecclesiastiche o insegnano. Alcuni di loro, servendo gli uomini di chiesa, si alzano la mattina per preparare la colazione, e vanno a dormire dopo che servono la cena, dopo che hanno pulito la casa e dopo che la biancheria è lavata e stirata". Una suora identificata solo come Suor Marie descrive come le suore servono il clero ma "sono raramente invitate a sedersi ai tavoli a cui servono". Sebbene tale "servizio" sia di dominio pubblico, ai tempi la pubblicazione ufficiale del Vaticano ha fatto un po' di scalpore denunciando pubblicamente come la Chiesa sfrutti sistematicamente le suore. E infatti la direttrice della rivista, Lucetta Scaraffia, è stata intervista da The Newyorker. "Cerchiamo di dare voce a chi non ha il coraggio di dire queste parole: all'interno della Chiesa le donne vengono sfruttate".
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