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Le cattive ragazze rimangono cattive anche dopo che diventano madri (e si riuniscono nei "toxic mom groups")

Hilary Duff e Mandy Moore 

Di maternità non si può ancora parlare davvero: è trend il dibattito sui "toxic mom groups", gruppetti di mamme che escludono le altre

Le mean girls non smettono di essere mean girls quando diventano madri. Si potrebbe sintetizzare con questa ovvietà, la spiegazione del perché nelle ultime settimane c'è un gran parlare dei gruppi di mamme tossiche anzi, della tossicità dei gruppetti di mamme: donne ferme alle dinamiche del liceo che escludono chi non fa parte del loro cerchio magico, senza pensare che tutto ciò va a discapito dei bambini e delle bambine. Ma, come detto, sono ferme alle dinamiche del liceo. 

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Nell'ultimo mese circa diversi media, dalla BBC, a The Cut e perfino il Wall Street Journal, hanno parlato del fenomeno dei toxic mom groups, cioè gruppi sociali di madri che invece di fare alleanza finiscono per generare competizione, esclusione e giudizio sull'onda di logiche adolescenziali. Il termine non indica necessariamente che le singole madri abbiano personalità tossiche o abusanti ma che la dinamica del gruppo diventa problematica. Un toxic mom group è nei fatti un gruppo di madri (fuori dalla scuola, nei gruppi di chat o al parchetto) che sviluppa dinamiche sociali simili a quelle delle mean girls dell'omonimo film con Lindsay Lohan: gerarchie, gossip, ricatti, invidie e pressione sociale sulle altre, sulle "non amiche", sulle "non incluse" nel loro piccolo gruppetto che si forma dentro al maxi gruppo.

Molti articoli descrivono il fenomeno come legato all'isolamento sociale post-maternità, quindi alla ricerca di supporto tra pari, ma anche alla competizione implicita sulle scelte genitoriali (allattamento / non allattamento, orari, alimentazione ed educazione). Ma secondo noi è molto, molto più semplice di così.

hilary duff e mandy moore sarebbero mamme tossiche

Il dibattito è recentemente esploso dopo l’articolo, pubblicato su The Cut, dalla ex star di High School Musical Ashley Tisdale (tecnicamente Ashley Tisdale French, che è il cognome del marito), intitolato: Breaking Up With My Toxic Mom Group. Nel testo scrive che: "I gruppi di mamme possono diventare tossici. Non perché le mamme siano persone tossiche, ma perché la dinamica si trasforma in qualcosa di brutto, con comportamenti da ragazze cattive" (appunto "mean girls").

E aggiunge che a volte è necessario darsi il permesso di andarsene. Ma il caso è scoppiato perché pare che si riferisca a un gruppo specifico di mamme che sono, come lei, celebrità: le attrici Mandy Moore e Hilary Duff e la cantante Meghan Trainor. Sui social molti utenti hanno ipotizzato che l’articolo sia un riferimento a loro.

Ashley Tisdale 

Il gossip si è ovviamente amplificato al punto che anche i mariti delle tre hanno partecipato al dibattito che nelle settimane è diventato un piccolo caso mediatico. In realtà Tisdale non ha mai chiarito a chi si riferisce, né però ha mai smentito le voci.

il diritto di far parte di un toxic mom group

Non ci vuole molto a capire che tutto ciò che mette al centro la maternità o parte da essa, anche i comportamenti di madri con la mentalità da adolescenti inviperite, è collegato a questioni sociali molto più ampie e complesse. Tutto, in sintesi, nasce dal fatto che di maternità ancora non si può parlare, non davvero.

La romanticizzazione della maternità impedisce - o avvolge nell'enfasi - qualsiasi conversazione sulla genitorialità delle donne, sulle attitudini e sui difetti di donne che incidentalmente sono anche madri. La pressione culturale dovuta alla romanticizzazione produce isolamento, frustrazione, senso di inadeguatezza e non aiuta non poter ancora parlare di madri come di "persone".

Persone che evidentemente possono essere tossiche, cattive, invidiose ed escludenti come le altre: aver partorito ed essere impegnate nella crescita di un figlio o una figlia non le rende automaticamente infallibili e sante, né le obbliga a diventare buone e inclusive perché hanno vissuto l'esperienza "trasformativa" del parto. Insomma, deprecare i gruppetti di mamme che hanno comportamenti tossici è una ennesima espressione della cultura stereotipizzante: se delle ragazze erano mean prima di diventare madri, è ovvio che lo saranno ancora dopo che lo diventano. Il che ci porta direttamente al punto: chi trasforma i gruppetti di mamme in casi mediatici, chi ci scrive editoriali su riviste patinate statunitensi, chi piagnucola perché è l'esclusa, è fuori dalle dinamiche del liceo? Secondo noi no.