TÄRA e“Mezzaluna”, il manifesto musicale di chi vive tra due mondi
Con il nuovo singolo “Mezzaluna”, TÄRA racconta l’identità sospesa delle seconde generazioni e trasforma la sua storia personale in un ponte musicale tra R&B, pop e radici arabe. Un brano intimo e universale, che dà voce a chi non si è mai sentito completamente da una parte sola.
Crescere tra due culture significa imparare presto che l’identità non è mai una linea retta, ma un intreccio di strade, lingue, viaggi e ritorni. È proprio da questa esperienza che nasce “Mezzaluna”, il nuovo singolo di TÄRA (all’anagrafe Tamara Al Zool) disponibile da venerdì 16 gennaio per Troppo Records/Sony Music.
Voce emergente della scena musicale italiana, TÄRA porta con sé un bagaglio unico: nata in Italia da genitori palestinesi, ha trasformato il suo vissuto in un linguaggio artistico capace di unire mondi apparentemente lontani. Nel suo sound convivono R&B, pop contemporaneo e suggestioni arabe, dando vita a una cifra stilistica personale e riconoscibile.
“Mezzaluna” non è soltanto una canzone, ma un racconto generazionale. Parla di chi si sente sospeso tra due appartenenze, di radici vissute a distanza, di estati che racchiudono intere vite e di ritorni che non sono mai del tutto definitivi. Il titolo richiama l’Hilal, la luna del Ramadan simbolo di nuovi inizi, ma anche la Mezzaluna Fertile, terra d’origine dell’artista: un’immagine potente che unisce geografie, memorie e spiritualità.
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Negli ultimi anni TÄRA ha conquistato spazio e visibilità grazie ai social e alle piattaforme digitali: nel 2024 è stata scelta da Spotify come volto delle playlist Fresh Finds Italia e Anima R&B, è entrata nel programma EQUAL “Donne a tutto volume” ed è stata inserita nella raccolta Best of EQUAL Italia 2024. La sua partecipazione alle selezioni di X Factor Italia ha segnato un ulteriore passo, portando per la prima volta su quel palco un’identità artistica dichiaratamente ibrida e consapevole.
Il 2025 si apre per lei come un anno cruciale, con l’Araba Fenice Tour e un progetto discografico previsto per il 2026. Ma è con “Mezzaluna” che TÄRA sembra aver trovato definitivamente la parola capace di raccontarla: un manifesto di rinascita, libertà e appartenenza plurale.
L’abbiamo intervistata per farci raccontare più da vicino il mondo emotivo e culturale che ha dato vita al brano.
“Mezzaluna” parla di sentirsi sempre un po’ nel mezzo. Ti sei mai sentita “troppo italiana” per una parte della tua vita e “non abbastanza” per un’altra?
Sì, molte volte a dire la verità, come se dovessi sempre cercare di adattarmi al contesto per essere uguale a chi mi circonda. “Mezzaluna” nasce proprio da questa sensazione.
Le estati, i viaggi, i ritorni: quanto hanno pesato nel costruire la persona che sei oggi, non solo l’artista?
Hanno “pesato” nel senso che non sono solo spostamenti fisici ma soprattutto emotivi. Ho vissuto la mia famiglia diversamente da come i miei amici qui in Italia hanno vissuto la propria, ma anche diversamente da come i miei cugini hanno vissuto la nostra. Prima ancora che artista sono diventata più consapevole di chi sono come persona.
La luna è la stessa ovunque, ma chi la guarda cambia. Oggi ti senti più in un momento di partenza o di ritorno?
Mi sento ancora in un momento di mezzo. Sto narrando “il ritorno” tramite questo progetto, senza fuga dalle radici.
Mischi R&B, pop e sonorità arabe con grande naturalezza. Hai mai avuto paura che “fosse troppo”, invece di essere semplicemente te?
Sì, la paura c’è stata e in tanti hanno sempre attribuito alla mia musica della “complessità”, ma questa sono io e credo che stia creando qualcosa di veramente autentico per me stessa.
Quando qualcuno ti scrive dicendo “questa canzone parla di me”, cosa ti scatta dentro.
È una delle cose più belle che possano succedere, mi ricorda perché faccio questo: per creare uno spazio dove qualcun altro possa riconoscersi. È un momento di connessione vera.
Essere una voce che rappresenta le seconde generazioni in Italia: è qualcosa che ti sei scelta o che ti è arrivata addosso?
È qualcosa che mi è arrivato crescendo, vivendo, raccontandomi… Ho capito che la mia storia non era solo mia, e ho deciso di non tirarmi indietro.
Portare la tua identità su un palco super pop come X Factor: più un atto di coraggio o di libertà?
Il coraggio viene prima, certo. Portare la mia identità su un palco così è stato un modo per dire che ci siamo anche noi.
Se dovessi spiegare “Mezzaluna” a chi ha sempre sentito di appartenere a un solo posto, cosa gli diresti?
Anche se senti di appartenere a un solo posto, quel posto con il tempo cambia e può capitare di non sentirsi a casa neanche a casa.
Che tipo di messaggio speri arrivi a chi oggi si sente “nel mezzo”, ma non ha ancora le parole per dirlo?
Non devi scegliere per forza una sola definizione. Bisogna capire con il tempo che stare nel mezzo non è una mancanza ma qualcosa in più, e io credo di aver dato una parola a questa sensazione tramite “Mezzaluna”.