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Storie vere o di finzione di donne (stra)ordinarie: 5 libri da leggere

La storia dell'umanità è fatta di piccoli grandi passi, e da giganetischi minuscoli (e continui) passi: l'emancipazione delle donne e la loro forza attraverso alcuni libri che hanno raccontato le loro vite "normali".

Tanti di noi sono abituati a conoscere i nomi dei personaggi famosi più celebri e importanti che, lasciando la propria impronta sulla terra, hanno letteralmente cambiato rotta alla direzione che la storia dell'umanità stava prendendo. O personaggi che hanno dedicato la loro vita all'attivismo, all'impegno sociale e al "cambiare le cose", in un modo o nell'altro.

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Per quanto importanti (anzi: indispensabili) questi nomi siano, è bene ricordarci, ogni tanto, che a modellare il quotidiano sono anche le persone "normali", di tutti i giorni, che combattono contro fatiche invisibili, e che cercano di rendere l'ordinario qualcosa di straordinario, quantomeno per se stesse. Le donne, soprattutto, incarnano bene cosa significhi essere portavoce non solo di sé ma anche di un'intera categoria. Non attraverso grandi gesti o rivoluzioni, ma nelle proprie private scelte di vita che raccontano una condizione sì personale, ma anche sociale. Per celebrare queste donne, che inconsapevolmente sono parte attiva di un cambiamento che avviene a piccolissimi, ma costanti, passi, vi consigliamo 5 libri da leggere su donne reali o di finzione che nel loro micro mondo sono state, appunto, (stra)ordinarie.

1. “Mille splendidi soli”, di Khaled Hosseini (2007)

“Mille splendidi soli”, di Khaled Hosseini (2007) 

“Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri”.
Questo uno dei versi del poeta Saib-Tabrizi che scrisse sulla città di Kabul, e a cui l’autore di origine afghana Khaled Hosseini fa riferimento nel romanzo dal titolo, appunto, “Mille splendidi soli”.
Dopo il successo di “Il cacciatore di aquiloni”, l’autore ci porta dentro i conflitti che negli anni hanno devastato l’Afghanistan, e lo fa attraverso il vissuto di due donne tanto diverse tra loro per caratteristiche ed estrazione, quanto simili rispetto alla loro condizione e all’empatia e all’amore che (a un certo punto) provano l’uno per l’altra. Mariam è una figlia illegittima, cresciuta da una madre sola e costretta a sposare un uomo violento che, negli anni, si farà marito anche di Laila, più giovane e benestante di Mariam. Ma i soldi e la cultura non contano quando hai a che fare, ogni giorno, con il male più cieco, sia esso dentro o fuori dalle mura di casa. E anche grazie alla necessità di trovare un alleato che Mariam e Laila diventano più che amiche: sorelle.

2. "The Rugged Road", di Theresa Wallach (2014)

"The Rugged Road", di Theresa Wallach (2014) 

Le due amiche Theresa Wallach e Florenc Blenkiron decidono di compiere un viaggio sfrenato e coraggioso, attraversando il continente africano partendo da Londra e arrivando fino a Città del Capo. Una storia che sembra scritta per essere trasporta in un lungometraggio, ma che è, difatti, già realtà. L’autrice è proprio Theresa che scrive mostrando come due donne, nonostante gli stereotipo, possano effettivamente percorrere 12.000 km in circa 7 mesi, affrontando piogge tropicali, animali selvatici e il deserto. Una pagina insostituibile della storia dei viaggi in moto e della storia delle donne, che ha fatto di questa coppia di amiche due vere e proprie eroine.

“Se una cosa può farla un uomo, allora può farla anche una donna”

3. “L’evento”, di Annie Ernaux (2000)

"L’evento”, di Annie Ernaux (2000) 

È il 1963 e l’aborto, in Francia, è ancora illegale: nonostante ciò, la protagonista del romanzo parzialmente autobiografico “L’evento”, una studentessa di 23 anni, ricorre a un aborto clandestino. L’autrice del romanzo poi divenuto film vincitore del Leone d’oro al 78esimo Festival del Cinema di Venezia, Annie Ernaux, ha raccontato con potente delicatezza i giorni di quella esperienza, che dall’essere un percorso e un “evento” personale e individuale, diventa un accadimento che racconta un tipo di politica e contesto sociale, ma soprattutto tutte le voci di quelle donne che non hanno potuto raccontare la propria storia, e che sono state escluse dalla narrazione della vita di quegli anni.

“Era impossibile determinare se l’aborto era proibito perché era un male o se era un male perché era proibito”

4. “Olive Kitteridge”, di Elizabeth Strout (2009)

“Olive Kitteridge”, di Elizabeth Strout (2009) 

Una raccolta di racconti che è valsa alla sua autrice, Elizabeth Strout, il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2009 e che Alessandro Baricco ha definito come “una certa idea di mondo”. Per noi, in particolare, si parla anche di una certa idea di donna, ossia il personaggio che compare in tutte le storie che si svolgono nell’immaginaria cittadina di Crosby nel Maine e il cui nome dà il titolo al libro. Olive Kitteridge: una donna che, nonostante la presenza a volte invadente e sicuramente cinica, si rivela essere (con la sua forza, tenacia e testardaggine) un punto di riferimento decennale per l’intera comunità, più di quanto lo possa essere per sé stessa. Olive racchiude in sé il rapporto conflittuale che tutti noi intratteniamo con il dolore scaturito dai rapporti umani; per la sua forma mentis e per l'attitudine che ha nel reagire agli eventi della vita, Olive non può che figurare come modello anche per noi lettori.

5. "Persepolis”, di Marjane Stratapi (2002)

"Persepolis”, di Marjane Stratapi (2002) 

Non solo romanzi: l’ultimo libro che vi consigliamo di leggere è infatti un fumetto, da cui è stato tratto il film animato omonimo. “Persepolis” racconta il percorso di crescita, dall’infanzia alla vita adulta, di Marjane Satrapi, autrice e protagonista del libro, che cresce in Iran e subisce i mutamenti culturali del proprio Paese, vivendo e comprendendo in prima persona i drammi significativi dell’essere donna all’interno di una società sotto scacco delle dittature. I disegni si aggrappano a una matrice infantile (l’autrice è infatti illustratrice per l’infanzia), ma sono carichi di espressività e parlano, da soli, di una storia difficile da raccontare a parole.