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Film Aggiornato il: 6 minuti di lettura

Se "siamo noi a dire basta": film sulla violenza domestica da vedere assolutamente

Se con It Ends With Us la violenza di genere è diventata un fenomeno pop, quali film possiamo guardare per scoprire le dinamiche sotterranee e nascoste di relazioni violente e abusi domestici? Abbiamo trovato 5 imperdibili titoli per voi.
di Maya Artusi Moro

Un libro, un fenomeno mediatico, una promozione di dubbio gusto che ha scoperchiato un vaso di Pandora: sto parlando di It Ends With Us, romanzo amatissimo sul #booktok, love-story semi-biografica che tenta di attraversare senza perdere l’equilibrio il filo teso tra commovente rom-com e storia di violenza domestica. La sua trasposizione cinematografica, culminata in un press tour con Blake Lively (“Portate un’amica!”) e l'autrice Colleen Hoover, ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche e indignazione. L’accusa: aver trasformato una storia profonda di abuso in un prodotto pop e patinato, banalizzando un tema drammaticamente serio e attuale.

Oggi, 25 novembre, giornata dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, cerchiamo film e opere d’arte che sappiano restituire dignità e profondità alla narrazione, portando a galla anche quegli aspetti complessi e meno conosciuti della violenza di genere, storie da cui possiamo imparare qualcosa.

Abbiamo scelto cinque titoli che sanno mettere in scena la violenza domestica senza spettacolarizzarla, quattro film e una miniserie televisiva.

Come uscire da una relazione violenta?

Il coraggio di Blanche (L’amour et le forêts) - Una relazione basata sul controllo

Il coraggio di Blanche (L'Amour et les Forêts) è un film del 2023 diretto da Valérie Donzelliadattamento cinematografico del romanzo di Éric Reinhardt L'amore e le foreste (2014). Lo trovate su Apple TV.

Blanche è una donna riservata e introversa, distante dall’esuberanza della sua sorella gemella, più sicura e disinvolta nei rapporti con gli uomini. Una sera, durante una festa sulla spiaggia, Blanche incrocia una vecchia conoscenza: Grégoire, un uomo affascinante e carismatico che sembra finalmente quello giusto per lei. Trascinata dall’entusiasmo, Blanche prende una decisione rapida e impulsiva: i due si sposano e si trasferiscono a Metz, lontano dalla sua famiglia e dalla sorella, per via di un presunto trasferimento lavorativo di Grégoire. La coppia mette al mondo due figli e sembra costruire un piccolo angolo di felicità. Ma tutto cambia quando Blanche scopre la sua prima bugia: Grégoire non è stato costretto a trasferirsi, è stato lui stesso a chiederlo. La distanza dalla sua famiglia diventa per Blanche un isolamento reale e tangibile.

Poco alla volta, il controllo di Grégoire su Blanche si stringe come una morsa. Ogni aspetto della sua vita viene monitorato: non può nemmeno uscire con le colleghe dopo il lavoro senza dover fornire giustificazioni. Mentre si occupa dei figli, Grégoire la tormenta con continue telefonate, pretendendo dettagli su ogni suo spostamento. Quando la macchina di Blanche si guasta ed è costretta a usare quella del marito, le richieste di controllo si spingono oltre: Grégoire esige rendiconti persino sul carburante consumato. Ogni sua azione, ormai, sembra strettamente sorvegliata.

Il film cattura in modo magistrale la claustrofobia di una relazione soffocante e manipolatoria, in cui ogni tentativo di Blanche di ritrovare la sua libertà viene sistematicamente stroncatoMelvil Poupaud, nei panni di Grégoire, offre un’interpretazione intensa e inquietante, rendendo alla perfezione la complessità di un uomo consapevole del suo potere. Una scena particolarmente disturbante mostra Grégoire tornare da Blanche per chiedere perdono, dopo aver ascoltato un programma radiofonico che descriveva i tratti di una relazione basata sulla violenza psicologica. Identificandosi con quei comportamenti, Grégoire non si scusa realmente ma sposta il focus sulla sua “malattia”, chiedendo a Blanche di aiutarlo a guarire.

Il mio re (Mon Roi) - Un film da vedere sull'abuso emotivo

Mon roi – Il mio re (Mon roi) è un film del 2015 diretto da Maïwenn, che ha valso a Emmanuelle Bercot il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes. Disponibile su Amazon Prime Video.

La storia segue Tony, un’avvocata parigina di successo, durante il suo percorso di riabilitazione fisica dopo un grave incidente sugli sci, che la costringe a reimparare a camminare. Parallelamente, Tony affronta una riabilitazione psicologica dai traumi di una relazione tossica, riemersi con forza attraverso i suoi ricordi.

Quante fratture ha subito Tony nella sua vita di coppia con l’affascinante e spietato Georgio, interpretato da un irresistibile Vincent Cassel? Quante volte ha creduto che la ferita fosse irreparabile, per poi trovare la forza di tornare a camminare, sia fisicamente che metaforicamente?

La loro storia d’amore non nasce durante la giovinezza immatura, ma a quarant’anni, un’età in cui ci si aspetta maggiore consapevolezza e maturità. Tuttavia, la tossicità si cela sempre dietro l’angolo. L’incontro con Georgio, un seduttore magnetico ma incredibilmente egoista, trascina Tony in una relazione dove lui non sa fare altro che consumare chi ama, incapace di dare nulla in cambio.

Dopo un inizio travolgente, degno di un amour fou – anche se i protagonisti di adolescenziale hanno ormai solo l’animo – la relazione scivola in una routine che mette a nudo tutte le insofferenze di Georgio, un uomo che vive esclusivamente nel presente, senza mai considerare le conseguenze delle proprie azioni, specialmente su chi gli sta accanto.

Cassel, eterno bambino, chiede sempre di più alla sua compagna: dapprima pretende che tolleri l’invadenza della sua ex, appiccicosa e fragile; poi abbandona il nido domestico con il pretesto di avere bisogno di spazio, trovando così l’occasione perfetta per cedere ai tradimenti. Quando i debiti lo travolgono, non esita a mettere all’asta i mobili di Tony anziché i propri, giustificandosi con una supplica di perdono che costringe lei a sopportare l’insopportabile.

Non c’è violenza fisica, ma un’incessante e corrosiva violenza psicologica ed emotiva, che imprigiona Tony in un ciclo distruttivo senza via d’uscita, fino all’inevitabile esplosione.

Fair Play - Cosa succede quando un uomo si sente minato dalla sua compagna?

Fair Play è un film del 2023 diretto da Chloe Domont, al suo esordio in un lungometraggio, e si può trovare su Netflix.

Non è il solito racconto di una relazione violenta: il film esplora con precisione il momento in cui un uomo “normale” inizia a sentirsi minacciato dal successo della propria compagna, rivelando come il fragile equilibrio tra due persone possa infrangersi quando le abilità di una donna minacciano la tradizionale identità maschile.

Emily e Luke sono una coppia affiatata e ambiziosa: entrambi lavorano in una società finanziaria che proibisce relazioni tra colleghi, ma riescono a mantenere il loro passionale legame segreto senza troppi problemi. Tutto cambia quando Emily ottiene una promozione che la pone gerarchicamente sopra il fidanzato. Da quel momento, le crepe iniziano a distruggere il loro rapporto.

Sebbene Emily non ostenti la sua nuova posizione (mostrandosi persino pronta a sostenere Luke e ad aiutarlo a crescere professionalmente), ogni tentativo di mediazione si scontra con l’orgoglio ferito di lui, che, anziché accettare il cambiamento, si rifugia in corsi di auto-aiuto per diventare un “alfa male”. Il pubblico dei Millennials e della Gen Z potrebbe sorridere amaramente, ritrovando forse un riflesso della propria realtà nel personaggio di Emily: inizialmente comprensiva, ma sempre più esausta di doversi adattare e sempre più consapevole della propria forza.

Le interpretazioni di Phoebe Dynevor e Alden Ehrenreich sostengono la crescente tensione della trama, mostrando come un cambiamento nei ruoli di potere possa trasformare una relazione apparentemente solida in una gabbia di risentimento e insicurezze.

C’è ancora domani - Per ricordare la nostra storia e intravedere il futuro

C’è ancora domani, ormai un classico del cinema italiano contemporaneo, non avrebbe nemmeno bisogno di presentazioni. Diretto, co-scritto e interpretato da Paola Cortellesi, al suo esordio alla regia, il film è stato un trionfo del 2023. Vincitore del Film dell’anno ai Nastri d’Argento 2024, con 19 candidature ai David di Donatello (un record per un’opera d’esordio), ha conquistato sei premi e sbancato al botteghino, confermandosi come una voce imprescindibile nel panorama cinematografico italiano. Disponibile su Netflix.

La storia, ambientata in un’Italia del dopoguerra, si svolge su un evocativo sfondo in bianco e nero, dominato da un patriarcato che scorre inesorabile dai più anziani ai più giovani. Delia, interpretata da una straordinaria Paola Cortellesi, è una donna intrappolata in un matrimonio violento con Ivano Santucci (un intenso Valerio Mastandrea). La violenza che subisce non lascia spazio a evasioni o illusioni; ciò che la tiene in piedi è la speranza che sua figlia Marcella possa avere un futuro diverso dal suo.

Il film alterna momenti di amara ironia e profonda emozione, ricordandoci quanto sia fondamentale custodire e valorizzare gli strumenti di emancipazione conquistati. Paola Cortellesi riesce a far sorridere e commuovere, trasformando un racconto di oppressione in un inno alla resilienza femminile.

Maid - Perché è tanto difficile lasciare una relazione violenta?

Maid non è un film, ma una miniserie del 2021 che merita di essere la "lettera A" nell’alfabeto delle opere che affrontano la violenza domestica. Disponibile su Netflix, la serie, creata da Molly Smith Metzler, è ispirata al memoir di Stephanie Land Domestica: Lavoro duro, paga bassa e la voglia di sopravvivere di una madre. Attraverso uno sguardo intimo e commovente, racconta ogni passo del percorso di Alex, una giovane madre che lotta per uscire da una relazione violenta, con gli occhi pieni di speranza e le mani colme di determinazione.

La serie esplora con grande realismo i momenti cruciali di questa lotta: dal primo "basta" all’ingresso in un centro antiviolenza, ai problemi di trovare una casa sicura per sé e la sua bambina, anche quando l’unica opzione è un appartamento malsano e fatiscente. Mostra le battaglie contro la burocrazia, i tribunali e la mancanza di sostegno da parte di amici e parenti. Affronta le difficoltà di guadagnare una indipendenza economica, necessaria per mantenere la libertà, e i rischi di ricadere nella spirale della violenza, tornando dal compagno da cui si era scappati.

Un tocco di grazia illumina questa narrazione dolorosa, come nelle piccole esplosioni di felicità rappresentate dalle scene di ballo. Anche il personaggio di Shaun, il compagno violento, è tratteggiato con grande tridimensionalità: non demonizzato, ma nemmeno giustificato, mostrando la complessità di una relazione tossica.

La presenza di Andie MacDowell, madre di Margaret Qualley nella vita reale, aggiunge una profondità emozionante al ritratto di tre generazioni al femminile – nonna, madre e figlia – rendendo la serie ancora più potente.

Maid è una storia di luce e speranza, una visione essenziale per chiunque voglia comprendere il difficile cammino verso l'emancipazione da una relazione abusiva. Un must-watch indimenticabile.