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Palpare la statua di Molly Malone è un problema ma palpare quella di Victor Noir non lo è

La statua di Molly Malone a Dublino 

La recente polemica scatenatasi a Dublino circa i palpeggiamenti continui dei seni della statua di Molly Malone non può restare isolata: il suo equivalente maschile si chiama Victor Noir, ed è a Parigi.
 

Una studentessa del Trinity College di Dublino di nome Tilly Cripwell ha lanciato una campagna per impedire a tutisti e turiste di palpare i seni della statua che raffigura Molly Malone come gesto porta fortuna. Non si sa se Molly sia realmente esistita: un'antica leggenda racconta che fosse una ragazza che di giorno vendeva crostacei per le strade e che di notte facesse il sex work. 

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Così, da maggio 2025, il consiglio comunale di Dublino ha deciso che ci saranno degli steward per pattugliarla e proteggerla da questa pratica "volgare e sessista": lo staff permetterà ai turisti di guardare, ma non di toccare la statua. E perché i testicoli del toro di Wall Street si possono palpare? E perché ci si può strofinare sulle parti basse della statua di Victor Noir, al cimitero di Pere Lachaise? Se toccare Molly Malone è diseducativo, dovrebbe esserlo anche toccare il pene di Victor Noir. E invece non lo è. E non lo è perché le donne in carne e ossa sono ancora percepite come oggettificabili. Il problema allora non è toccare o non toccare una statua ma differenziarla dalle donne vere.

Il toro di wall street visto da dietro 

i seni portafortuna di molly malone (e giulietta)

L'abitudine che accomuna molti viaggiatori e molte viaggiatrici di tutto il mondo è quella di compiere gesti considerati porta fortuna, spesso inseriti nelle guide, seguendo le istruzioni tramandate da leggende e folklore locale. Tra queste leggende o pratiche di buon auspicio quelle "non sessuali" come bere da tutte le fontanelle di Barcellona o ruotare tre volte sul tallone del proprio piede destro sui testicoli del toro a mosaico nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Ma ci sono quelle problematiche: toccare i seni delle statue che raffigurano donne. Anzi, palparle: questo è il termine corretto. Sì, perché per qualche motivo oscuro — ma non poi tanto — l’umanità ha caricato le parti “sessuate” del bronzo di simbologie e magie. Tra i casi iconici appunto Victor Noir a Parigi, Giulietta a Verona, Molly Malone a Dublino.

Ma se di parti intime o sessuate (come i seni) si deve parlare: come non menzionare i testicoli del toro di Wall Street, a New York, simbolo virilissimo e prepotente della finanza. Toccare i testicoli dell’animale — che come i seni di Molly Malone luccicano per l’attrito costante — prometterebbe buona sorte economica.

i testicoli del toro a wall street e quelli di victor noir a parigi

La scena si ripete: foto, sorrisi, mani strofinate, selfie e palpatine. E perché nessuno si pone il problema della volgarità o della zoofilia? Come del resto nessuno si pone il problema del povero abusato Victor Noir. Ecco perché: il caso di Molly Malone, la "pescivendola più famosa di Dublino" - che sia esistita oppure no -  è emblematico del doppio standard. Al netto della raffigurazione particolarmente sessuata di molte statue femminili, inutile girarci intorno, e oltre al fatto che il soprannome dato alla statua è “The tart with the cart”, “La putt*nella con il carretto”, la preoccupazione è che attraverso quel gesto passi la normalizzazione dell'abuso sui corpi delle donne. 

La statua di Giulietta a Verona 

La campagna "Leave Molly alone" ("lasciate in pace Molly") lanciata dalla studentessa Tilly Cripwell per fermare questa "tradizione imbarazzante" non nasce solo da un intento di conservazione — il bronzo si consuma — ma anche per una questione di dignità simbolica. “Questa è violenza contro Malone - ha detto la studentessa alla Bbc - significa abusare di lei, ed è un comportamento sessista. È tutto inappropriato: passo davanti alla statua di Oscar Wilde a Merrion Square ogni giorno e non si vede nessuno che gli accarezzi l'inguine per portafortuna", dice ancora. "Con la statua del David, se lo palpeggiassi, la gente lo considererebbe inappropriato e offensivo, ma con Molly Malone non ci pensano due volte. In tutti questi mesi, ho visto comportamenti davvero disgustosi da parte di molte persone". 

A parte il fatto che non è vero: tutti toccano il pene del David e delle sue riproduzioni sparse per il pianeta e nessuno lo considera offensivo. Molti dubliners non sono d’accordo la campagna: sul giornale "Irish Mirror" c'è scritto che  “Molly Malone è una statua, non una persona, e i turisti vogliono solo farsi una risata. Perché dobbiamo vittimizzare sempre tutto?”. Già conosciamo l'automatismo: farsi una risata davanti a una molestia è il tentativo di minimizzarla e normalizzarla. Ma appunto, Molly Malone non è reale e non lo è mai stata. A differenza di Victor Noir, che era un giornalista del quotidiano "La Marseillaise". Ma di lui e di quanto venga molestato non si preoccupa nessuno. 

proteggere le statue vs educare i maschi

Dobbiamo preoccuparci di come trattiamo le statue perché in qualche modo oggettificandole normalizziamo l'oggettificazione dei corpi? No: così fosse avremmo normalizzato altre pratiche portafortuna legate alle nostre mani lunghe sulle statue. E invece, nonostante la lunga tradizione di palpare il toro di Wall Street, sappiamo che a nessuno verrebbe in mente di toccare i testicoli di un toro vivo. Né abbiamo mai visto donne simulare rapporti sessuali con uomini vivi, estranei e beccati per la strada dopo che da cento e rotti anni lo fanno con la statua di Victor Noir.

Quindi forse il problema non è toccare oppure no i seni delle statue di Giulietta Capuleti o di Molly Malone. Il problema è che abbiamo paura che le persone - gli uomini - non colgano la differenza tra una statua e una donna in carne e ossa. E abbiamo ragione ad averne, visto che le molestie sessuali sulle donne nello spazio pubblico (e negli uffici, università, scuole e teatri) non sono mai, mai, agite da altre donne. Ma piuttosto che proteggere le statue dal tocco molesto dei maschi, dovremmo educare i maschi a non estendere quel tocco a chi statua non è. Con buona pace di Victor Noir, disteso inerme sotto orde di donne che lo cavalcano senza pietà.