Come eravamo: le cose (incredibili) con cui "tamponavamo" le mestruazioni
I prodotti per le mestruazioni si sono evoluti molto più lentamente di altri perché di mestruazioni nemmeno si parlava. Una mostra al Museo Smithsonian invece ci mostra come, da quei pochi reperti storici che abbiamo, si possa ricostruire la storia dell'emancipazione femminile.
Allestita al più importante museo scientifico del mondo, lo Smithsonian, c'è una mostra di prodotti per "l'igiene femminile": non è completa (nessuna può esserlo) perché fino ai movimenti femministi degli anni Settanta le mestruazioni e in generale l'igiene femminile non erano considerati temi di interesse culturale, storico, umano, scientifico. Nulla che meritasse attenzione insomma, quindi perché conservare antiche coppette mestruali? Questo atteggiamento rispecchiava il disagio delle persone nei confronti dell'idea dell'igiene femminile e delle mestruazioni: temi che "godono" ancora un alone di tabù perché le abitudini sono dure a morire. Infatti tale disagio è ancora particolarmente evidente ogni volta che si cerca un eufemismo per non pronunciare ad alta voce la parola "mestruazioni" o non scriverla: pure dire "ciclo" è errato, dal momento che il ciclo mestruale è il periodo che intercorre tra una mestruazione e la successiva. Da un punto di vista sociale, questa difficoltà nel parlare apertamente di mestruazioni e salute riproduttiva ha un impatto sulla sopravvivenza stessa di moltissime persone: si stima che 500 milioni di persone non abbiano accesso a prodotti per le mestruazioni. È giusto dire che, sebbene abbiamo fatto grandi progressi in termini sanitari, c'è ancora un problema di educazione sessuale (e tasse tutte dedicate alle donne).
Little Miss Period: film contro tabù sulle mestruazioni
spugne, foglie e grembiuloni per nascondere le mestruazioni
L'antico Egitto è ben noto per l'utilizzo del papiro anche come soluzione vegetale per creare qualcosa che fosse simile a un tampone e che potesse, quindi, essere inserito in vagina. Sempre le egiziane, per la cronaca, usavano gli escrementi di coccodrillo come metodo anticoncezionale. Pare funzionasse (non provatelo a casa). Nel corso della storia, dai romani e dagli antichi greci, fino all'epoca vittoriana, le donne hanno utilizzato piccoli pezzi di stoffa che tenevano stretti tra le gambe per assorbire il sangue mestruale che poi lavavano e riutilizzavano (le donne in povertà lo fanno ancora).
E il grembiule sanitario? È stato inventato in epoca vittoriana: composto da gomma e con una specie di striscia che passava tra le gambe, questo grembiule impediva al sangue di sporcare le gonne o di fuoriuscire quando ci si sedeva. L'intento principale era di non macchiare i mobili.
i primi brevetti dei primi prodotti
Solo epidemie di pesti e la diffusione sconsiderata di batteri spinsero la medicina tradizionale a occuparsi, finalmente, delle mestruazioni. Solo tra il 1854 e il 1915 furono depositati venti brevetti per prodotti dedicati alle mestruazioni, tra cui le prime coppette mestruali (generalmente realizzate in alluminio o gomma dura), Le "cinture sanitarie" erano assorbenti lavabili fissati con una cintura, popolari a partire dal 1880, avevano una fascia elastica che girava intorno alla vita, con una clip davanti e una dietro. Non erano realizzati con materiale assorbente ma comunque rimasero in "voga" fino agli anni Settanta, quando gli assorbenti con il retro autoadesivo non sbaragliarono il mercato. E sappiate che il design di base è rimasto lo stesso per oltre cento anni.
Le mutande sanitarie (o calzoncini) furono usati tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento ma non erano diffusissime perché si trattava di un prodotto costoso: erano fatte di gomma ma erano più sottili del grembiule per rendere meno evidente che le donne avessero le mestruazioni (era una vergogna). Le spugne di mare. Sì, esatto. Alla fine dell'Ottocento alcune donne usavano le spugne di mare come alternativa assorbente agli assorbenti lavabili: erano più facili da pulire e quindi banalmente più igieniche. Dalle descrizioni di alcuni prodotti è evidente che molti di essi venissero ideati più per coprire la vergogna, per evitare che "si sapesse" che si avevano le mestruazioni, che per igiene o per la comodità di chi li indossava. Per gran parte della storia che conosciamo, le mestruazioni sono state associate a tabù e stigmatizzazione E i tabù negativi ci condizionano nel comprendere le mestruazioni: invece che come fisiologica fase della vita, le abbiamo intese per secoli come qualcosa da nascondere, qualcosa di vergognoso. Anche quando le moderne tecnologie iniziarono a svilupparsi, le convinzioni secondo cui le mestruazioni non sarebbero igieniche e le discussioni su queste preoccupazioni “sconvenienti” hanno bloccato l'avanzamento tecnologico dei prodotti mestruali. Pensiamo che i primi assorbenti usa e getta sono stati lanciati sul mercato nel 1896. Ma non se ne parlava apertamente: in Italia fino agli anni Ottanta (del Novecento!) le pubblicità degli assorbenti puntavano sulla loro "invisibilià".
e le donne inventarono (da sole) gli assorbenti usa e getta
Cercando su Wikipedia si legge che "Gli assorbenti usa e getta sono stati creati da un’idea di Benjamin Franklin per fermare il sanguinamento dei soldati feriti in battaglia. Da questa scoperta, Johnson & Johnson nel 1888 creò i primi usa e getta destinati esclusivamente al pubblico femminile". Ma non è vero, o meglio forse la casa farmaceutica commercializzò gli assorbenti ma furono le donne a intuire che potevano mettere le bende tra la biancheria e la vagina. Non c'erano medici donne, per questo furono le infermiere ad evere l'intuizione di usare le bende per assorbire il flusso di sangue. Poi sì, i primi assorbenti usa e getta messi in commercio furono quelli di Johnson & Johnson alla fine degli anni Ottanta dell'Ottocento e si chiamavano "asciugamani di Lister", erano fatti di garza e cotone e venivano tenuti in posizione con (sì, avete indovinato) una cintura igienica.
Come andò: durante la Prima guerra mondiale le infermiere notarono che la cellulosa assorbiva il sangue in modo molto più efficace rispetto alle bende di stoffa. Ciò ispirò il primo assorbente sanitario in cellulosa, realizzato con bende da guerra ad alto assorbimento del sangue in eccedenza. Questo specifico prodotto fu venduto per la prima volta nel 1918. Nel 1921, Kotex era il primo assorbente sanitario commercializzato per la massa: oltre a fornire l'innovazione per un prodotto che avrebbe ampliato moltissimo le opzioni a disposizione delle donne, la guerra causò un altro grande cambiamento nella vita delle donne: ora dovevano contribuire al lavoro produttivo. Le donne insomma, dovevano lavorare al posto dei padri, fratelli e mariti impegnati al fronte. Attraverso la pubblicità e la riprogettazione dei bagni, i datori di lavoro delle fabbriche - più durante la Seconda Guerra Mondiale - incoraggiavano le donne a usare prodotti per le mestruazioni per “rafforzarsi” e continuare a lavorare durante "quei giorni" (ciò nonostante le pervasive domande sulla “stabilità emotiva” delle donne con le mestruazioni).
perdere la verginità con il tampax (!!)
Gli assorbenti interni esistono da molto più tempo di quanto si possa pensare. Come detto le donne dell'antico Egitto usavano le morbide foglie di papiro arrotolate. Ma secondo la cultura mainstream l'assorbente interno "moderno" come lo conosciamo oggi fu inventato all'inizio degli anni Trenta da Earle Haas, un altro uomo, anzi, un medico che voleva trovare una soluzione migliore agli stracci che sua moglie usava come prodotto per le mestruazioni. Inventò così il tampone di cotone e il relativo applicatore e vendette il brevetto e il marchio nel 1933 a Gertrude Tendrich, che fondò l'azienda "Tampax" utilizzando i design di Haas. In realtà già nel 1879, in Inghilterra, il British Medical Journal pubblica un articolo intitolato “Dr. Aveling's Vaginal Tampon-Tube”, che descrive il design complesso di un applicatore per inserire del materiale assorbente nella vagina. Solo che era fatto di vetro e legno. Forse per questo non ha visto la gloria. Comunque, come è facile immaginare, per decenni attorno al tampone ci sono state barriere culturali, sociali e religiose, perciò gli assorbenti rimasero un prodotto di nicchia. L'opinione medica era divisa sulla sicurezza e molte persone credevano che l'uso degli assorbenti interni avrebbe "sverginato" le giovani donne. Per fortuna oggi non crede più nessuno a questo assurdo mito e gli assorbenti interni sono uno dei prodotti per le mestruazioni più comodi che possiamo desiderare.
mestruazioni in coppetta
Sono gli anni Cinquanta e Leona Chalmers aggiorna il design della coppetta mestruale, utilizzando materiali più morbidi per rendere il prodotto più simile a quello che usiamo oggi. Ma tra le varianti studiate abbiamo prova che ce ne fossero di estreme: come quella polvere che poteva essere inserita in vagina e che avrebbe dovuto neutralizzare il pH del sangue mestruale e prevenire la crescita batterica. Lo sviluppo più rivoluzionario nella gestione delle mestruazioni avvenne nel 1971, quando una clinica di auto-aiuto per donne introdusse il “metodo di estrazione” (invenzione nata dalla ricerca sugli aborti sicuri). Le donne utilizzavano un dispositivo di aspirazione per evacuare tutto il contenuto dell'utero, riducendo i periodi di sanguinamento da circa 5 giorni a pochi minuti. La procedura era vista come una benedizione per le atlete e per le persone con mestruazioni particolarmente lunghe e dolorose, Sfortunatamente, la sicurezza di questa procedura era determinata dalla presenza di un medico che la eseguisse, il che la rende potenzialmente troppo costosa per la maggior parte delle donne. Oggi ci sono una miriade di prodotti per la gestione delle mestruazioni, dalle mutandine mestruali alle coppette mestruali, agli assorbenti e ai tamponi organici e, naturalmente, agli assorbenti standard e ai maxi-assorbenti ancora prevalenti. Ma man mano che cresce la preoccupazione per l’impatto ambientale dei prodotti usa e getta, molte persone stanno tornando a metodi biologici riutilizzabili, come la spugna marina mestruale e le coppette in silicone. Infine, i prodotti e le campagne pubblicitarie sui prodotti per le mestruazioni si stanno evolvendo per dare spazio a tutti i corpi che sperimentano il ciclo, compresi gli uomini trans e le persone di genere non binario.