Non è una tua impressione: il lavoro a maglia è diventato un trend (attivista)
Quella del lavoro a maglia non è solo una pratica sostenibile e che fa bene alla salute mentale: costruisce comunità e fa persino attivismo sin dalla seconda guerra mondiale con i gruppi Stitch 'n' Bitch.
Dimentichiamo gli stereotipo di chi fa "knitting", la pratica è stata liberata dai cliché (ageisti e sessisti).
Se parliamo di lavoro a maglia non può non venirci in mente la figura di una anziana signora o di un gruppo di anziane signore che sferruzzano spettegolando o mentre con un occhio seguono il filo della telenovela del pomeriggio. Ne uscivano maglioni che pizzicavano la pelle pure attraverso le armature, spesso decorati con motivi imbarazzanti e colori un po' smorti. Ma gli si voleva bene. Ok, dobbiamo cancellare questa immagine. Anzi si sta cancellando da sola. Sembra che ovunque, chiunque, lavori a maglia: in metro, nelle sale di attesa, sui social il lavoro a maglia viene praticato da modelle, campioni mondiali e giovani di tutto il mondo. Le creazioni finali, va da sé, sono parecchio diverse da quelle di nonna e zia.
Coltivare le proprie passioni è importantissimo per prendersi cura di sé
Il lavoro a maglia è diventato "cool" a partire dai mesi del lockdown ma sembra che con il passare del tempo, invece che rientrare, la bolla sia esplosa. Nelle riviste di moda, oltre che sui social network, e nelle vetrine dei negozi e sulle passerelle sono anche tornati outfit che rimandano all'immaginario dell'uncinetto e delle sciarpone fatte in casa, con i ferri. Il "must" però è realizzare i propri pezzi in modo che siano unici. Non per nulla, il boom ha spinto le aziende del settore ad accontentare la crescente domanda: lo scorso marzo 2023 l'azienda madrilena We Are Knitters ha riferito a Vogue Business che la crescita annuale delle vendite, normalmente pari al 10 per cento, è salita al 235 per cento.
il lavoro a maglia è diventato cool
Il campione britannico di tuffi Tom Daley è diventato un manifesto personificato di tutto ciò che significa il trend del lavoro a maglia. Lo ricorderemo mentre sferruzza sugli spalti delle Olimpiadi di Tokyo del 2021, grazie a un post diventato virale. Daley ha detto che usa il lavoro a maglia come una forma di "consapevolezza" per affrontare le sue irrequietezze e che l'ispirazione per il lavoro a maglia è venuta da suo marito, lo sceneggiatore premio Oscar per il film Milk Dustin Lance Black. Infatti lavorare a maglia e all'uncinetto può ridurre l'ansia e rilasciare serotonina - un analgesico e antidepressivo naturale - grazie ai movimenti ripetitivi del corpo e a un lavoro manuale preciso che tiene occupato il cervello. Crea un senso di calma, proprio come la meditazione e aiuta a rimanere nel presente e a concentrarsi.
il trend del knitting diventa radicale e fa attivismo
Tra tutti i cosiddetti lavori domestici il lavoro a maglia resta quello più intriso di stereotipi, almeno nell'immaginario collettivo. Mentre la cucina e il giardinaggio sono per lo più stati liberati dalla genderizzazione, lavorare a maglia, per la persona media, evoca ancora immagini di un'anziana donna bianca, seduta su una sedia a dondolo o in cerchio con un gruppo di coetanee. In realtà, questo presunto dato demografico descrive solo una frazione della comunità mondiale di chi pratica il lavoro a maglia. Essendo uno sbocco creativo con benefici terapeutici, è diventato un’attività di tendenza durante i lockdown per persone di varie età e background. E recentemente è evidente che il lavoro a maglia sia diventato di moda, grazie a una nuova generazione di designer che stanno trasformando una pratica vecchio stile in una forma d'arte di alta moda (come Mark Fast).
Sia le donne che gli uomini hanno lavorato a maglia, professionalmente e non, per secoli, e solo alla fine dell'Ottocento l'attività è stata associata alla vita domestica. L'autrice e storica Penelope Hemingway ha detto alla BBC che a un certo punto “Per le classi sociali medie è diventato un hobby da salotto, relegato alla sfera domestica delle donne, mentre gli uomini occupavano sempre più lo spazio pubblico. Questa femminilizzazione ha portato il lavoro a maglia a essere percepito come una "inattiva" perdita di tempo; un'attività femminile da svolgere nella sicurezza della gabbia della domesticità".
Stitch 'n' Bitch: lavorare a maglia per fare resistenza
Il lavoro a maglia è stato a lungo uno strumento per la costruzione di comunità. Oggi ci sono moltissimi gruppi di lavoro a maglia votati esclusivamente al divertimento e alla socializzazione. Tra questi Stitch 'n' Bitch: con oltre 1460 gruppi in 289 città in tutto il mondo, è il movimento del social knitting che si è affermato come un popolare ritrovo sociale per gli appassionati del lavoro a maglia già durante la seconda guerra mondiale.
Stitch 'n Bitch è un nome che è stato utilizzato negli anni del conflitto per riferirsi a gruppi sociali che lavoravano a maglia in dei "club" in cui si parlava anche di politica. E se negli anni Quaranta erano principalmente le donne che si riunivano, il termine è tornato a diffondersi, rinnovato, negli anni Ottanta grazie al libro Social History of American Knitting di Anne Macdonald. Oggi, moderni gruppi di lavoro a maglia rivendicano il nome Stitch 'n Bitch e sono comparsi nelle città di tutto il mondo: si incontrano ovviamente per lavorare a maglia, cucire e anche parlare e sono stati analizzati dagli studiosi come espressioni di resistenza ai grandi cambiamenti politici, sociali e tecnologici nelle società occidentali.
La discussione politica non è mai stata insolita in questi spazi, dove i partecipanti sostengono - di solito - un cambiamento sociale e politico progressista, liberale e/o di sinistra. Inoltre, il termine Stitch 'n Bitch è ora utilizzato dalle donne di tutto il mondo per connettersi con gli altri e le altre nello spazio virtuale visto che il termine è riemerso in un mondo in cui la sfera pubblica è sostanzialmente il cyberspazio.
avanguardia pura
Quanto, allora, durerà questa tendenza? È una pratica sostenibile che costruisce comunità, guarigione e persino attivismo, tutti segnali che indicano che il lavoro a maglia diventerà sempre più popolare nei prossimi anni (non dimentichiamo il contributo alla lotta contro l’industria del fast fashion). Inoltre, giovani knitters che hanno seguito social stanno aiutando a rimodellare gli atteggiamenti diffusi rispetto a cosa sia il lavoro a maglia e cosa significa.
E ancora, per secoli il lavoro a maglia è rimasto un'abilità per le persone con risorse limitate o disabilità utile ad avere un minimo di reddito e un modo per le persone anziane di rimanere economicamente attive; oggi, invece, abbiamo designer, artisti e giovani creators a portare l'arte dei ferri alla ribalta con tutto il portato politico, sociale e culturale di cui ha bagaglio. In tal senso ancora una volta i social sono una risorsa di vitale importanza, non solo a sostegno del lavoro dei e delle knitters ma anche per creare comunità e appartenenza e solleticare l'interesse delle generazioni più giovani verso l'artigianato. E mantenere viva questa tradizione oggi significa legare un proprio hobby alla lotta al cambiamento climatico. Molti giovani si stanno rendendo conto di quanto sia dannosa l’industria del fast fashion, sia per lavoratori e lavoratrici che per l’ambiente: scegliere di realizzare i propri vestiti di conseguenza conta come una ribellione all'iperconsumo.