Inadeguata, geniale, un disastro: "Bridget Jones" ci insegna a ridere sulle ferite (e a rialzarci)
L'eroina intergenerazionale torna al cinema con "Bridget Jones, Un amore di ragazzo", ma come ha fatto a diventare un'icona? E a restarlo per tutto questo tempo?
Perché ci ricorda come è vivere per davvero: è il nostro specchio, il nostro disastro quotidiano, la nostra risata nei momenti sbagliati, il vestito stretto, il brufolo, la gaffe, l'amore non corrisposto. E comunque il desiderio di riderci su.
C’è una ragione per cui da più di vent’anni, Bridget Jones continua a essere un’icona. No, nessuna vorrebbe essere lei. E no, non incarna il modello della protagonista femminile forte e indipendente che vince alla lotteria un partner come Mark Darcy.
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Bridget Jones è iconica perché é tutto il contrario dell'eroina: non è forte, non è indipendente, nononostante sia la protagonista di una commedia romantica (anzi quattro) non romanticizza l'amore tossico anzi, riconsegna alle masse l'idea opposta a quella proposta da tutte le commedie romantiche, Bridget ci insegna che il tizio bello & cattivo non si trasforma affatto in principe azzurro.
E poi è goffa, insicura, geniale, si deprime, si sente grassa, si ubriaca cantando classici della disco anni Ottanta, infrange buoni propositi, ha avventure imbarazzanti e una famiglia disfunzionale. In Bridget Jones c'è un pezzo di noi e di tutte noi, almeno un pezzo. È diventata iconica per almeno tre generazioni, Bridget Jones. Perché è lo specchio che ci dice che siamo inadeguate, ma che comunque va bene lo stesso.
Geniale e disastrosa: bridget jones icona di non stile
La grandezza di Bridget Jones sta nel fatto che, nonostante sia incredibilmente intelligente, riesce ugualmente a prendere decisioni oscene, a fare figuracce, a sentirsi schiacciata dalle pressioni sociali e familiari su stile di vita, aspetto esteriore, successo professionale. Ed è in questo cortocircuito che le somigliamo o, almeno possiamo riconoscere le parti fallaci di noi.
Perché Bridget non è una stupida. È solo una persona che, come molte altre, anzi, come tutte, cade, si rialza e ci ricasca di nuovo, sperando ogni volta che non ricapiti. È la prova vivente che la consapevolezza non sempre salva dall’errore, che sapere che un uomo come Daniel Cleaver sia sbagliato per sé non significa riuscire a evitarlo anzi, significa farsi venire voglia di provare a cambiarlo nella convinzione di essere diverse dalle altre. Ma in un mondo in cui le protagoniste femminili ottengono il bacio dorato del cattivo che diventa buono, diffondendo la falsa informazione che l'amore tutto può, non è forse Bridget l’anti-eroina che ci serviva? Colei che non vince sempre, anzi non vince quasi mai. Esattamente come tutte noi, che ci sentiamo insicure ma geniali, inadeguate e comunque pronte a sfidare la sorte. E infatti perdiamo.
Bridget riesce a essere iconica per due ragioni praticamente opposte: per il suo coraggio nel lanciarsi in avventure allucinanti, sfoderando una grinta che tutte vorremmo, e per la sua capacità di riconoscersi come una perdente, sfoderando una capacità di deprimersi da cui tutte fuggiamo. Attorno a lei un'altra variabile invidiabile: gli amici allucinanti. Cioé persone caotiche che le colorano l'esistenza, pronte a raggiungerla ovunque e a qualsiasi ora per rammendarle il cuore spezzato a forza di drink e battute crudeli. Ma Shazzer, Jude e Tom, fedeli e disfunzionali quanto lei, non sono niente a confronto di una madre soffocante, eccessiva e naif che pare viva solo per imbarazzare la figlia. Suona familiare? Appunto.
Bridget è quella parte di noi ingenua e senza sovrastrutture
Se Bridget Jones fosse ambientato a Napoli, Daniel Cleaver sarebbe "il" Re dei malesseri. Perché incarna lo spirito dell’ex tossico che ci siamo tenute tutte per troppo tempo: affascinante, manipolatore, incapace di prendersi responsabilità e a impegnarsi ma pronto a farsi vivo nel momento peggiore, come se avesse un radar. In confronto a lui Mr Big è una passeggiata di salute. E forse non è vero che tutte le donne del mondo hanno incontrato almeno un Daniel Cleaver, ma è sicuramente vero che il pallino romantico sul malessere appartiene a tutte (colpa delle rom-com). Alcune scelgono semplicemente la via saggia ed evitano di buttare al vento anni e sistema nervoso.
Però altre sono pronte a viversela tutta fino in fondo. E in assoluto tutte sognano un uomo che sa esattamente come parlare, sussurrare, muoversi. Salvo poi scoprire che queste capacità, quando sono troppo affinate, tradiscono l'essenza dell'uomo in questione: è il figlio del demonio. E si deve solo scappare. Ma vederlo sullo schermo, immaginarsi o riviversi in alcune fasi tremende di rapporti come questo, fa ridere. O almeno sorridere.
Bridget cade nella rete di Daniel non una ma più volte, perché ci crede. Come potrebbe capitare - e capita - a chiunque. La sua continua lotta tra ciò che sa di dover fare e ciò che vuole invece fare è terribilmente umana. Come lo è fare stalking sui social dell’ex, abbandonarsi a date disastrosi per ripicca verso un uomo che nemmeno lo sa, sentirsi orride rispetto alle altre donne, tutte le altre donne. Sono tutte cose in pieno stile Bridget Jones. Cose umane. che la rendono il personaggio accessibile e nel quale riconoscersi e sentirsi legittimate nei propri errori.
Per questo continuiamo ad amarla: perché ci ricorda come è vivere davvero. Perché Bridget Jones è il nostro specchio, il nostro disastro quotidiano, la nostra risata nei momenti sbagliati, il vestito stretto, il brufolo, la gaffe, l'amore non corrisposto. È il promemoria che essere imperfette va bene, che la vita non è un piano ben congegnato, che l’amore può essere complicato, che la vita di certo lo è. Ma che, alla fine, l’unica cosa che davvero conta è non perdere mai la capacità di riderci sopra o il desiderio di vedere che succederà l'indomani.
Di che parla "Bridget Jones, un amore di ragazzo"
L'uscita ufficiale di Bridget Jones – Un amore di ragazzo (titolo originale "Bridget Jones – Mad about the boy") nei cinema italiani è prevista per il 27 febbraio 2025.
Ma ecco qualche anticipazione sulla trama: Bridget è di nuovo single anzi, vedova dopo la tragica morte Mark Darcy durante una missione umanitaria in Sudan. Ora è una madre single ed è alle prese con la crescita dei figli Billy, di nove anni, e Mabel, quattro, mentre cerca di gestire una nuova quotidianità ricca di imprevisti e contemporaneamente di fronteggiare il saliscendi emotivo. In questo quadro torna Daniel Cleaver, l'ex amante che torna ancora una volta, e tornano anche sua madre e gli amici Shazzer, Jude e Tom.
Ma ci sono anche la collega Miranda e la ginecologa, dottoressa Rawlings, che - come gli altri personaggi succitati - la spingono a rimettersi in gioco. Bridget decide così di tornare a lavorare e, sebbene con qualche esitazione, di lanciarsi nel mondo degli appuntamenti online. Sarà presto corteggiata da un affascinante giovane uomo mentre nel frattempo, con lo stile esilarante di sempre, schiva i giudizi delle mamme perfette dei compagni di scuola dei figli e incespica in una serie di appuntamenti imbarazzanti. Citiamo brevemente l'esistenza di un certo professore di Scienze. Fine dello spoiler.