a casa per le vacanze 3 minuti di lettura

Signore, dobbiamo parlare delle rom-com di Natale che sono tutte uguali

Lei torna nel paesino in cui è nata, si innamora del suo amico d'infanzia e allora molla la carriera nella City per coltivare cipolle insieme a lui. 
Signore: i film di Natale hanno evidentemente qualcosa che non va.

Ma parliamo in particolare dei film di Natale di Hallmark: un canale che produce quasi esclusivamente commedie romantiche natalizie. Basta cercare su internet "film Hallmark" per trovarsi davanti un risultato omogeneo come poche cose al mondo: una fila di locandine di film con coppie eterosessuali bianche circondate da fogliame sempreverde e lucine. I tipici film di Natale (non i cinepanettoni eh, De Sica e Boldi li lasciamo fuori per il momento) sembrano rappresentare solo un tipo umano preciso: quello bianco ed eterosessuale. Ma non è, chiaramente, solo questo il tema. 

Trama ripetuta all'infinito e scelte improbabili

Le vacanze di Natale potrebbero essere quel periodo dell'anno giusto per godersi un bel film, dai cinepanettoni a quelli più impegnativi che non si ha avuto il tempo di vedere nei mesi precedenti. Sfortunatamente, le produzioni che infestano la televisione (e pure le piattaforme) tendono a dar vita sempre alla stessa, identica, storia: quella di una ragazza che ha una carriera avviatissima in una metropoli e che torna nella sua piccola città d'origine. Qui viene trattenuta da questioni familiari o personali (tipo il partner ufficiale che è un uomo in carriera super cattivo) e, mentre le risolve, incappa nell'ex, nell'amico di infanzia, nel figlio del fattore o nel vicino di casa (sono sempre tutti super sexy) e se ne innamora. Ovviamente dopo litigi iniziali perché lui è burbero, oppure è vedovo da poco, oppure ha un segreto inconfessabile.

Sistematicamente accade che la nostra eroina penserà che mollare la vita per cui ha sudato è una scelta furba, quindi lo farà, per restare a coltivare cipolle nella piccola città dalla quale ai tempi del college è fuggita correndo. Una storia che, se capita una volta, due, otto volte va pure bene. Ma è sfiancante notare che tutte le volte la responsabilità della riuscita della relazione improbabile tra i protagonisti è sulle spalle di "lei". Mai una volta che lui andasse con lei nella metropoli, mai una volta che lui mollasse la carriera nella metropoli per stare con lei nella città microscopica.

Dalla trama prevedibile alla recitazione atroce, all'inverosimile quantità di tempo necessaria affinché le due persone bianche si innamorino, i tipici film di Natale sono la rovina dell'esperienza natalizia. E di questa rovina Hallmark è capofila, riciclando la stessa trama all'infinito (con gli stessi escamotage narrativi e gli stessi cliché, senza sesso e senza parolacce). Quindi una volta che ne hai visto uno, li hai praticamente guardati tutti. Ogni film ha la stessa struttura che abbiamo descritto qualche riga fa: gli incontri costanti, forzati e imbarazzanti tra i due protagonisti fanno progredire la relazione mentre "lei" minaccia di tornare alla sua vita normale e il pubblico che si chiede oddio, lo farà? No, non lo fa mai. Perché nel frattempo "lui" le dichiara il suo amore eterno nonostante si siano baciati una volta o due. Questo incredibile colpo di scena ci porta direttamente al per sempre felici e contenti.

Perché le persone, in questi film di Natale, si innamorano più velocemente dei pre adolescenti in esplosione ormonale. Solo che hanno quarant'anni e qualsiasi persona abbastanza razionale saprebbe che ci vuole molto di più che essere bloccati in una bufera di neve o dal testamento di zia per innamorarsi di qualcuno. Certo, i film come questi possono essere rassicuranti e rilassanti, alzano il livello delle endorfine sotto Natale, anche grazie al lieto fine garantito.

Ma a parte la trama priva di senso, la recitazione atroce e l'assenza di qualunque stile nella fotografia o nella sceneggiatura, questi film presentano una serie di problemi. Per esempio non nasconodono la loro natura stereotipata. 

i film di natale bianchi ed eterosessuali

Negli ultimi anni Hallmark è stato criticato per la sua mancanza di diversità. Nel 2019 ha rilasciato un numero record di 24 film natalizi di cui solo quattro presentavano protagonisti neri. Nel 2020 solo un film, su 40, prevedeva una coppia gay. L'obiettivo di Hallmark, detto il capofila di ogni produzione natalizia stereotipata, pare essere il meno controverso possibile. Ma non è una scusa per la mancanza di diversità. In un'intervista con The Hollywood Reporter  Bill Abbott, il CEO della società madre di Hallmark, Crown Media Family Networks, ha dichiarato che "l'ampliamento della fascia demografica è qualcosa a cui pensiamo sempre, continueremo a realizzare le sceneggiature che riteniamo abbiano il maggior potenziale". Abbott prosegue dicendo che il processo di revisione delle sceneggiature è un processo complesso e, con la rete che rilascia "diverse dozzine" di titoli originali all'anno, non c'è molto tempo da dedicare all'enfasi su cast diversificati e storie diversificate per i team creativi.

Una scusa che sembra abbastanza inconsistente, considerando che nel 2014, Crown Media, ha creato una società di produzione interna. Ciò significa che Crown Media ha effettivamente il pieno controllo creativo sui film prodotti per Hallmark. Inoltre, solo perché una storia non richiede esplicitamente attori o attrici neri non significa che non possano comunque essere presentati come protagonisti. Alla fine, Hallmark sembra accontentarsi della propria posizione di candore inoffensivo (per chi?) ed eteronormatività. Anche se i film di Natale o delle vacanze possono sembrare un punto banale su cui fissarsi, è importante ricordare che i media sono una lente attraverso cui vediamo noi stessi. 

che vuoi dirci, hallmark?

Nel dizionario di Oxford, la definizione di eteronormativo è “che denota o si riferisce a una visione del mondo che promuove l’eterosessualità come orientamento sessuale normale”. E chiunque abbia mai visto un film di Hallmark, sa che è esattamente quello che fanno: incoraggiano il pubblico a rimanere “nella scatola” creando il proprio nucleo familiare di bianchi eterosessuali e lasciando intendere che questa sia la famiglia perfetta o peggio, l'unica famiglia possibile. La storiella pacifica che ci viene propinata ogni anno - sebbene con attori e attrici differenti ma che interpretano gli stessi ruoli -.

Ciò solleva la domanda: in che modo la promozione dell’eteronormatività e della bianchezza avvantaggia Hallmark? E non chiamiamola "tradizione": capolavori di Natale come Mamma ho perso l'aereo, Una poltrona per due, Miracolo sulla 73eima strada, il Grinch sono stati prodotti vent'anni fa,