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Il fenomeno Taylor Swift, prima e dopo l'Eras Tour e Travis Kelce: perché siamo così ossessionati?

Questa estate non si è fatto altro che parlare di due persone: Barbie e Taylor Swift, “le due bionde” (così da alcune definite) da miliardi di fatturato. Ma che sono molto più di un’acconciatura.

Parlare di Taylor Swift come fenomeno culturale solo oggi sarebbe riduttivo; la giovane artista, la cui età non le nega una carriera che è comunque quasi ventennale, ha sempre raccolto in sé le migliori capacità e qualità per catalizzare l’attenzione di fan, media, hater, gossip e “celebrity beef”.

Tutti nel vortice con Annalisa

Taylor Swift: dagli esordi country al pop internazionale

La carriera di Taylor Swift ha inizio quando lei ha solamente 14 anni è un’etichetta discografica le propone un contratto, la Big machine Records: è il 2004. Il suo primo album porta il suo nome, e comprende il primo singolo che è riuscito a entrare nella classifica musicale first top 40, Tim McGraw. A questo punto è un’artista country femminile su cui tutti scommettono, e a ben ragione; nel 2008 rilascia Fearless, album che sale sul podio delle classifiche. Da allora si sono susseguite le vittorie ai Grammy e le rincorse dei paparazzi, l’album Speak Now ha prodotto un tour mondiale durato 15 mesi e nel 2012, Red consacra l’evoluzione da cantante country con i boccoli ad artista pop riconosciuta internazionalmente, grazie a singoli che si sono trasformati in immediate hit come All Too Well, We Are Never Ever Getting Back Together e 22. Il percorso musicale culmina con 1989, il primo album completamente pop, che la designa regina di ascolti, e incassi, con 10 milioni di copie vendute.

Il trattamento dei media che le è stato riservato

Una strada in salita, però, condita da diversi momenti oscuri soprattutto per quanto riguarda il modo in cui i media hanno deciso di raccontare l’artista donna (il genere, in questo caso, va specificato e aggiunto: connota significati ulteriori a quanto le è accaduto).

I suoi fan, le Swifties, di lei apprezzano soprattutto i testi relatable, semplici ma in cui ognuno di noi può rivedersi; va da sé, come è normale che sia in un’arte che esprime i sentimenti più polarizzanti di una persona, che molti suoi testi raccontino di amori in fiore, relazioni in procinto di nascere, rapporti fallimentari, pillole di felicità e delusioni. Il tutto ampiamente basato sulla propria esperienza personale, come fanno molti artisti (lei stessa, in un’artista, esclama: “Ed Sheeran lo fa, eppure nessuno lo attacca per questo”).

Questo aspetto dei suoi brani, però, è stato trasformato dai media in un’arma usata contro di lei. Molti l’hanno definita un serpente, a causa di alcuni scandali che hanno coinvolto la coppia Kanye West e Kim Kardashian (dopo l’uscita del singolo di lui, Famous, in cui cita Taylor Swift per alcuni contro la sua volontà, per altri in accordo con il rapper) e per via della sua vita sentimentale, spesso scandagliata dai tabloid e giudicata per i “troppi partner” e per il modo in cui, di tali ex, ha poi parlato all’interno dei suoi brani. Lei, in tutta risposta, è uscita con Reputation, un album in cui usa l’immagine di un serpente come simbolo di empowerment personale.

Che cosa è cambiato da ieri a oggi?

Nel 2009, l’autrice Say Doyle scriveva di lei che i suoi testi e i suoi video musicali erano un trionfo di “girl-on-girl sexism” (oggi, avrebbe forse definito Taylor Swift come una ‘pick me girl’): “Cartoonesca, innocente e pura; bionda, bianca e con gli occhi azzurri in un modo che appare costruito come il personal branding di qualsiasi altra pop star, con un aggiunta di fastidio per il suo essere al limite di una morale anni Cinquanta”. Questo è solo un estratto di un articolo, ma l’approccio a Swift, e l’idea della critica su di lei, hanno seguito spesso questo filone.

Ma quindi, cos’è successo poi? Perché oggi l’Eras Tour di Taylor Swift è richiesta a gran voce i capi di governo degli Stati che hanno bisogno di aumentare il proprio PIL interno attraverso il flusso economico generato dalle tappe dei cocnerti? E soprattutto, perché la storia d’amore tra lei e il giocatore di football Travis Kelce sta catturando così tanta attenzione e, soprattutto, inaspettato affetto? Difatti, le sue relazioni con personaggi famosi sono sempre state viste come il mezzo più facile per poter attaccare lei, aggrappandosi a stereotipi e pregiudizi sessisti su quale dovrebbe essere l’approccio di una donna alla propria vita relazionale. Quando ha frequentato Harry Styles, Taylor Lautner o Tom Hiddlestone, per esempio, il suo ruolo era già stato prestabilito dai media: lei avrebbe impersonificato “la stronza”, che cambia compagno ogni 10 minuti e ne sfrutta le emozioni per ficcarle in una canzone e farci soldi. E ora qual è la differenza?

La battaglia legale per riappropriarsi della propria musica

Diciamo che i motivi principali del suo successo attuale potrebbero stare tutti in un simbolico ideale: quello del self-empowerment. Taylor è infatti stata impegnata per diversi anni in una lunga battaglia legale rispetto ai diritti della propria musica, che si è conclusa con una seconda registrazione dei suoi primi album, ai quali oggi, in vendita, potrà comparire la scritta Taylor’s Version; ciò significa che quell’album è completamente di sua proprietà.

Il tutto è stato causato da una postilla del contratto firmato da Taylor Swift nel 2005 (di cui parlavamo sopra); esso permetteva all’artista di registrarsi come cantautrice e proprietaria dei testi e della musica, ma non delle registrazioni originali. Braun Scoot ha acquistato la casa discografica Big Machine Records nel 2019; tra i due non scorre buon sangue da tempo (lui sarebbe letteralmente un suo hater), e così il desiderio di acquistare le registrazioni originali, già da diverso tempo ostacolato, sembra ancora più lontano. Così ha deciso di riappropriarsi della propria musica registrandola di nuovo: “Mi sono detta: sono io che ho fatto questa musica, e quindi la posso rifare”.

Swift economy: il fatturato dell'Eras Tour

Torniamo ora alla storia con Travis Kelce: innanzitutto, chi è lui? Un campione di football americano, ovviamente, della squadra dei Kansas City Chiefs che è stato paparazzato in fuga (d’amore?) con Taylor Swift.

Da quel momento, non si è parlato che della potenza di fuoco della coppia: la vendita delle maglie del giocatore della National Football League, infatti, ha subito un’impennata del 400%. Come è ovvio che sia: ormai, infatti, “questa è l’economia di Taylor Swift, e noi ci viviamo dentro” (citando il titolo di un articolo del Wall Street Journal).
Il tour dell’artista ha fatturato più di qualsiasi altro tour mondiale, superando anche il record del Farewell Yellow Brick Road Tour di Elton John e arrivando (dicono le stime) alla sua fine con un guadagno dalla cifra astronomica: 1,4 miliardi di dollari. Le città americane in cui l’artista si è esibita nel corso degli ultimi mesi ha visto il proprio fatturato aumentare esponenzialmente tra vitti in cui i fan si sono ritrovati a dormire, guadagni dei ristoranti e spese di viaggio delle Swifties. A loro, inoltre, si deve lo scarso rifornimento, in alcune cittadine americane, di perline e fili per i braccialetti dell’amicizia, citati in un singolo di Taylor Swift. C’è addirittura chi, come il premier canadese Justin Trudeau, ha chiesto esplicitamente che Swift venisse nel Paese per cantare (e far piovere denaro).

Perché siamo ossessionati da Taylor Swift e Travis Kelce?

L’attenzione mediatica che è quindi riservata, attualmente, alla “coppia” Swift-Kelce, si anche a quell’immenso motore economico, culturale e mediatico che è, difatti, Taylor Swift, e in cui si è trasformata grazie all’amore dei fan, ma soprattutto all’odio dei detrattori (Kanye West compreso). Il serpente si sta prendendo la sua rivincita, e lo fa a modo proprio: aprendo le porte a una storia romantica di cui poi parlerà nel prossimo album (come fanno tutti), con il capo della squadra di football “della scuola”, che come in ogni romcom che si rispetti si fidanza con la compagna bionda e popolare (lo aveva predetto la stessa Swift in un suo video musicale particolarmente criticato). Qui, però, non c’è spazio per la rivincita della “mora e secchiona”: Taylor Swift si è presa tutto.