Essere "donna": tutta la verità (tra definizione e significato)
Cosa vuol dire "donna" allora, tenendo conto di identità, contraddizioni e luoghi comuni
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Il significato della parola "donna" secondo l'enciclopedia Treccani: dònna s. f. [lat. dŏmĭna «signora, padrona», lat. volg. dŏmna]. – 1. a. Nella specie umana, l’individuo di sesso femminile, soprattutto dal momento in cui abbia raggiunto la maturità anatomica e quindi l’età adulta. Secondo la definizione dell'European Institute for gender equality: Essere umano femminile: una persona assegnata al sesso femminile alla nascita o una persona che definisce sé stessa come "donna".
cosa intendiamo quando diciamo "donna"?
Siamo cresciute nel binarismo di genere. Ovvero quell'ideologia che classifica sesso biologico e genere come la stessa cosa (non lo sono) e a loro volta ne vaglia solo due. All’interno di questo sistema binario tutta la popolazione umana rientra in uno dei due generi: uomo o donna. I sostenitori del sistema considerano il binarismo di genere un sistema di classificazione utile e accurato ma i critici (tra cui la Scienza tradizionale, la medicina, la sociologia, l'antropologia e potremmo continuare) lo vedono come un sistema discriminatorio, sostanzialmente basato su ideologie religiose e relativamente recenti.
Nell'ottica del binarismo di genere naturalmente la definizione di "donna" è quella contraria e opposta alla definizine di "uomo": una donna è colei che nasce con un corpo che ha una determinata forma esterna e determinati organi interni. È il cosiddetto "dato biologico", da cui secondo alcune persone non si può prescindere nella definizione di "donna". I critici però sostengono che dividere gli esseri umani in due categorie blindate esclude le persone transgender - e non solo - ma anche che l'anatomia può al massimo definire l'individuo come biologicamente femminile, perché il significato della parola "donna" è culturale. Tanto è vero che esiste il termine "femmina" per definire esseri umani - ma pure non umani - che presentano alcune caratteristiche biologiche.
Alcuni critici infatti considerano il sistema binario di genere dannoso anche nei confronti degli individui cisgender (coloro che si identificano con il sesso e il genere assegnati loro alla nascita), a causa della tendenza a rafforzare i ruoli e gli stereotipi di genere. E dagli stereotipi lo sappiamo, originano tutte le violenze di genere, il marketing di genere, le discriminazioni sul lavoro e in casa e via dicendo. Genere e sesso quindi vengono sempre più trattati come concetti separati. Per fortuna.
Questa era una premessa dovuta, perché sempre più istituzioni mondiali - occidentali - riconoscono il peso dell'identità di genere nella definizione che ciascun individuo fa di sé. E cosa è l'identità di genere? L'identità di genere è il senso di appartenenza di una persona a un genere (maschile, femminile, non binario), con cui detta persona quindi si identifica. E l'identità di genere può essere diversa dal sesso biologico alla nascita, tanto è vero che non deriva necessariamente dal dato biologico della persona e non riguarda l'orientamento sessuale. E no: con l'orientamento sessuale e con l'identità di genere non c'entrano l'educazione che si riceve né le persone che si frequentano. Si può crescere circondate da donne lesbiche e comunque essere eterosessuali o viceversa, come si può venire educati e cresciuti come "maschi" eppure sviluppare un'identità di genere che ci fa riconoscere come donne. O viceversa.
A insegnarcelo è la storia stessa: quella del giovane David Reimer (nato nel 1965). La famiglia lo ha cresciuto come se fosse una ragazza in seguito a una vaginoplastica effettuata quasi alla nascita. Il pene del piccolo infatti era rimasto gravemente ferito durante una circoncisione mal riuscita durante l'infanzia. Lo psicologo (si chiamava John Money) ha supervisionato il caso e ha creduto che senza dire nulla al bambino, crescendolo come fosse una bambina e ovviamente indotto a prendere estrogeni per lo sviluppo del seno, questi avrebbe imparato la propria identità di genere e si sarebbe riconosciuto come donna. Non è successo, anzi. Nella biografia best-seller del New York Times As Nature Made Him: The Boy Who Was Raised as a Girl (2000), viene raccontato come, quando viveva come "Brenda", Reimer non si identificava affatto come una ragazza. Fu ostracizzato e vittima di bullismo da parte dei coetanei (che lo soprannominarono "donna delle caverne") né volle mai indossare i vestiti femminili.
definizione (e significato) di "donna"
Che cosa significa allora essere una donna?
Secondo la filosofia delle femministe radicali è una donna la persona che ha le mestruazioni. Quindi escludono per esempio le donne trans. Ma come giustamente sottolinea l'attivista Isabella Borrelli, "identificare nel genere femminile solo chi possiede capacità riproduttive, secondo me non è solo potenzialmente transfobico ma anche misogino. Molte donne biologiche — ovvero nate con attributi sessuali femminili — non posseggono capacità riproduttive e, inoltre, legare l'identità alla missione delle procreazione è quantomeno sminuente. Come se la propria dignità di donna consista nella capacità di rimanere incinta".
L’anno 2022 in particolare ha segnato l’inizio di una sorprendente controversia su come rispondere alla domanda “che cos’è una donna?”, perché con il riconoscimento delle donne trans come donne a tutti gli effetti anche da parte della medicina e delle maggiori istituzioni mondiali, tipo le Nazioni Unite, molte persone sembrano avere ancora dei dubbi sulla separazione del sesso biologico e dell'identità di genere. Capita anche a causa delle fake news su presunti criminali e stupratori che trovano "conveniente" spacciarsi per donne per compiere reati soprattutto di natura sessuale.
Ma chiunque si definisca come "donna" e viva come donna, sa che - come scrive pure l'Organizzazione Mondiale della Sanità - a livello mondiale le donne e le ragazze spesso incontrano ostacoli maggiori rispetto agli uomini e ai ragazzi nell’accesso alle informazioni e ai servizi sanitari, incorrono in violenze e discriminazioni, in barriere culturali e sociali che includono restrizioni alla mobilità; mancanza di accesso al potere decisionale; tassi di alfabetizzazione più bassi, livelli inaccettabilmente elevati di violenza radicati nella disuguaglianza di genere. I dati dell’OMS mostrano che circa 1 donna su 3 in tutto il mondo ha subìto violenza fisica e/o sessuale.
Insomma ci vuole una certa dose di coraggio a socializzarsi come donna. Non credete alle fake news.
Ma cosa è successo nel 2022? Che la candidata alla Corte Suprema degli Stati Uniti, Ketanji Brown Jackson, ha rifiutato di dare una definizione del concetto di donna. La sua risposta: "Non sono una biologa" presuppone che solo i biologi conoscano la risposta. Il Cambridge Dictionary ha recentemente modificato la sua definizione di donna: “Un essere umano adulto che vive e si identifica come donna, anche se può avere o avere avuto un sesso diverso dalla nascita”. Infatti è "femmina" a essere un riferimento alla biologia: una persona che ha cromosomi XX e organi riproduttivi precisi. Il Cambridge Dictionary ha ampliato la sua definizione della parola “donna” per includere le donne transgender: oltre alla definizione di lunga data della parola come "essere umano femminile adulto", nella voce del dizionario per donna sono stati aggiunti ulteriori fattori.
è donna chi si comporta (e si sente) donna
Il Cambridge ora definisce una donna come "un essere umano adulto che vive e si identifica come donna, anche se si può dire che abbia un sesso diverso alla nascita". Il dizionario include anche una definizione di "uomo" che include gli uomini transgender: insieme alla definizione tradizionale di "un essere umano maschio adulto", la voce per la parola uomo include anche "un adulto che vive e si identifica come maschio sebbene si possa dire che abbia un sesso diverso alla nascita". E "Transgender" è “un termine generico per persone la cui identità o espressione di genere è diversa dal sesso alla nascita”. Una donna transgender è quindi una persona che vive come donna, ma che si pensava fosse maschio quando è nata, mentre un uomo transgender vive come uomo, ma si pensava fosse femmina quando è nato. Equità.
Concorda l'Organizzazione Mondiale della Sanità che scrive: il genere si riferisce alle caratteristiche di donne, uomini, ragazze e ragazzi che sono socialmente costruite. Ciò include norme, comportamenti e ruoli associati all’essere una donna, un uomo, una ragazza o un ragazzo, nonché le relazioni reciproche. In quanto costrutto sociale, il genere varia da società a società e può cambiare nel tempo. Il genere è gerarchico e produce disuguaglianze che si intersecano con altre disuguaglianze sociali ed economiche. Il genere (uomo/donna/non binario) interagisce ma è diverso dal sesso (maschio/femmina/intersessuale). Nessuna biologia quindi nella definizione di "donna": donna è chi donna si sente, donna è chi la donna la fa.
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