Il conversation pit potrebbe essere la soluzione al problema dei salotti moderni
Quando le case erano gigantesche, il conversation pit era uno spazio dedicato alla conversazione: niente tv, niente smartphone, niente distrazioni.
Ma possiamo ancora ricrearlo
Nei film anni Sessanta, quelli ambientati nelle ville di lusso, si vede spesso: il conversation pit è quello spazio, a volte ribassato sotto al livello del pavimento, in cui venivano allestiti divani su misura e in cui si chiacchierava e basta.
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Un posto che ovviamente - visti i tempi duri e le dimensioni delle case - non esiste più ma che sarebbe bello riavere, oltre che utile a ritagliarsi momenti senza tecnologia.
Nato tra gli anni Cinquanta e Settanta, il conversation pit era senza dubbio una trovata estetica e di design ma anche molto di più perché quei pochi gradini permettevano alle persone e ai loro ospiti di entrare in un salotto dentro al salotto: le sedute erano integrate e appunto su misura, tutti sedevano alla stessa altezza mentre al centro c'era un tavolino da caffè o cocktail, soprattutto non c'era - in quella stanza almeno - nessuna televisione a rovinare l'estetica e a prendersi lo spazio con luci e rumori.
il design metteva le persone al centro, oggi non succede più
L'idea era nata dall'esigenza - parliamo sempre di persone ricche - di avere una dimensione domestica in cui fermarsi e parlare, dopo una cena o nel pomeriggio. i motivi per cui quel tipo di ambiente è del tutto scomparso sono molti e sono, ahinoi, molto chiari.
Al netto di qualche megavilla o attico di fortunati eredi, le case sono cambiate da ogni prospettiva le si guardi, sia in termini di socialità che in termini di grandezza. E le due cose sono evidentemente collegate. Gli appartamenti sono veramente piccoli e ogni metro quadrato viene sfruttato al massimo, visto anche il costo, e pensare di sacrificare spazio per creare una zona dedicata esclusivamente alla conversazione è chiaramente un lusso fuori portata. D'altro canto, con case piccole o in condivisione, a chi viene in mente di dare sofisticati party che prevedono poi il sorseggiare di drink, cosa che renderebbe gradevole avere un conversation pit? Esatto, a nessuno.
Il suo valore però era più nell'idea perchè è stato l'ultimo spazio costruito intorno alle persone e non all'uso degli oggetti, già con la televisione molti salottini sono stati sistemati in funzione sua, per vederla meglio, per vederla bene.
ricreare il conversation pit in un angolino dei nostri micro appartamenti
Oggi che la televisione la guardano pochissime persone, i soggiorni (chi li ha) sono al massimo un divano che guarda verso una parete vuota o attrezzata, con libri e ricordini, piuttosto che a una poltrona o a un cuscinone nel quale far sedere chi viene a trovarci. Eppure questa modalità sarebbe una specie di rievocazione del conversation pit.
infatti volendo chiunque potrebbe recuperare quello spirito e creare degli spazietti dedicati alla conversazione o che almeno la favoriscono e no, non serve scavare il pavimento e spendere 10mila euro dal falegname. Volendo, basterebbe disporre cuscini o le sedie o quello che si ha in casa di modo che le persone presenti siano facilmente orientate l'una verso l'altra e non entrambe verso il vuoto della parete, cosa che le spingerebbe a prendere il telecomando o il telefonino.
Crediamo sia bello, in assenza di ricchezze da celebrity hollywoodiane, ritrovare il tempo e la voglia di sedersi insieme alle persone care senza uno schermo davanti, senza fretta e senza distrazioni. Le case saranno anche più piccole, e lo sono, e i budget più stretti, e lo sono, ma uno spazio dedicato alla conversazione può esistere anche in pochi metri quadrati.