Come si diventa un'icona dei bambini e un riferimento per i genitori? L'intervista a Carolina Benvenga
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Chi è Carolina Benvenga?
Una storia che inizia con Ermanno Olmi e Abbas Kiarostami, e che continua sulle televisioni, negli studi di produzione musicale e all’interno di rinomati teatri; è la storia di Carolina Victoria Benvenga, attrice, conduttrice televisiva e cantante italiana. Al suo debutto nel 2005 da attrice in una coproduzione internazionale sono seguiti altri innumerevoli successi, che l’hanno portata a essere una delle figure di riferimento più note del mondo kids in Italia.
Negli ultimi cinque anni, il suo canale Youtube ha raggiunto più di un miliardo di visualizzazioni e un milione di iscritti, grazie anche alle mamme e ai papà che l’hanno eletta “regina del web”, per via dei contenuti educativi e intrattenenti per i loro bambini, con cui si gioca, ride e impara. Ma il progetto di Carolina non si ferma qui e anzi, conquista l’Italia. Dall’11 giugno al 18 agosto, infatti, dopo il successo del tour natalizio, la forza della baby dance arriverà sui palchi estivi del belpaese, per un totale di dieci tappe.
Le tappe del tour estivo 2024 di Carolina Benvenga: "UN'ESTATE FAVOLOSA"
11 giugno - POTENZA, Arena Stadio A. Viviani (ore 20.15)
5 luglio - CASERTA, Belvedere San Leucio (ore 20.15)
8 luglio - PALERMO, Teatro di Verdura (ore 20.15)
9 luglio - ZAFFERANA ETNEA, Anfiteatro Falcone e Borsellino (ore 20.15)
14 luglio - LA SPEZIA, La Spezia Estate Festival, Piazza Europa (ore 20.30)
28 luglio - ALGHERO, Anfiteatro Ivan Graziani (ore 20.30)
8 agosto - SABAUDIA, Arena del Mare (ore 20.15)
10 agosto - PAESTUM, Arena Templi di Paestum (ore 20.15)
12 agosto - DIAMANTE, Teatro dei Ruderi di Cirella (ore 20.15)
18 agosto - LACCO AMENO - ISCHIA, Teatro Negombo (ore 20.30)
Ma come si fa a diventare un punto di riferimento per i genitori e un'icona per i bambini che, si sa, sono il pubblico più complesso da soddisfare? Ce lo racconta direttamente Carolina nella nostra chiacchierata.
L'intervista a Carolina Benvenga
Come e quando hai capito che sarebbe stata questa la tua strada, la tua vocazione?
Diciamo che è stata una concomitanza di situazioni e volontà. Ho iniziato che ero molto piccola, sulle reti generaliste, come attrice, e a 22 anni (dopo già 14 di carriera) ho chiamato la mia agenzia per chiedere se in giro ci fosse qualcosa che richiedesse il ruolo di conduttrice.
Desideravo sperimentare quella che era la conduzione per potermi mettere in prima linea, piuttosto che “nascondermi” dietro a un copione. Mettere me quindi, Carolina, davanti, piuttosto che un personaggio. In quel momento storico stava nascendo il programma che oggi si chiama La Posta di Yoyo, era il 2012 e io lavoravo in ruoli molto lontani da quel mondo, ma mi hanno selezionata.
Dovuta anche a una tua predisposizione, forse?
Ray Yoyo, in questo, mi ha fatto da maestra, ma c’era una forma di vocazione, sì. Lì ho affinato la mia predisposizione nei confronti dell’infanzia, dei bambini; sono sempre stata una ragazza molto materna, ho sempre desiderato avere dei figli, sono sempre stata brava con i miei cugini e fratelli. È una caratteristica personale, e questo lato di me mi ha molto aiutato a entrare in sinergia con le skills che si richiedeva per padroneggiare un ruolo all’interno del settore kids.
Quando è entrata la musica nella tua carriera?
Nel 2018 è arrivata la chiamata di Sony Music che mi ha chiesto di cantare la versione italiana di Veo Veo, famosa canzone di baby dance. Me la cavavo, e la discografica ha proposto di fare un intero disco di cover per bambini: nel 2019 è uscito il primo album, Carolina & Topo Tip: balla con noi!.
Da lì, è storia; dall’intuizione mia e dell’allora vice presidente di Sony, oltre che di Andrea Corelli, abbiamo creato un format baby dance che includesse dei bambini e che avesse a supporto un importante parte grafica. Sony Music lavorava con Studio Bozzetto, e quindi è nata questa triade. Da lì è stata un’esplosione: del canale, del progetto a cui io sto cercando di rendere giustizia a 360 gradi, cercando di portarlo ovunque; nei teatri, con il tour estivo, con i live e agli spettacoli all’aperto.
Dai live ai CD, dai teatri alla televisione
Un progetto, quello di Carolina Benvenga e del suo team di collaboratori, che tutt’ora è, difatti, un successo totale; giugno 2024, per esempio, ha visto il ritorno in scena del nuovo spettacolo, all’insegna della musica e del divertimento per i più piccoli e per le loro famiglie. Per l’occasione, a partire da mercoledì 12 giugno, è disponibile in tutte le edicole il CD UN'ESTATE FAVOLOSA, che contiene tutti i brani dell’omonimo spettacolo estivo. La ciliegina sulla torta di questa stagione sono i tre singoli estivi: Supermamma, il brano perfetto da dedicare a tutte le mamme e da ballare con i propri bambini; La Zanzarita, che con il suo video ufficiale coloratissimo e animato ha già conquistato tutti; infine, Festa dell’Oceano, in uscita a fine giugno.
Come si fa a diventare un punto di riferimento per i bambini e le loro famiglie?
L’importante è rimanere fedeli alla propria linea, soprattutto quando si parla con i bambini; ciò non vuol dire però, non essere sé stessi. Nel mio caso, io sono così; anche quando recitavo, ero sempre molto pudica. Per questo nel settore bambini mi trovo a mio agio; rispetta la mia delicatezza, la mia riservatezza, il mio essere gioiosa, aperta, estroversa ma anche educata, composta; è un mondo in cui mi sento proprio me stessa. Ovviamente, con i bambini ci vuole un certo tipo di vocabolario: se m’arrabbio m’arrabbio e le parolacce le dico anche io! Ma non c’entra nulla con il tipo di ruolo che ho assunto nel momento in cui ho deciso di volermi riferire al mondo dei più piccoli.
Quali sono gli ingredienti di questa popolarità e dell’affidabilità che ti viene riconosciuta?
Sicuramente creare dei contenuti al di là del carattere che esteticamente catturino e mantengano l’attenzione è una grande sfida. L’adulto ha la pazienza di aspettare anche mezz’ora per farsi agganciare, ma quando si parla di bambini hai una media di cinque secondi di pazienza che ti viene dedicata. Dopo cinque secondi, hanno deciso se ti vogliono o se “skippano”, ti giochi tutto sulla partenza e sul mantenimento. Quindi la sfida primaria è tenerli agganciati al contenuto dall’inizio alla fine.
E sul contenuto?
Nel mio caso, cerco di creare dei contenuti che siano sempre un pizzico didattici. Si parte da un tema: Girotondo l’abbiamo scritta perché volevamo scrivere una canzone sui pianeti. Capisci cosa vuoi insegnare e come e, una volta sviluppato il tema, si passa la palla al produttore, che mi propone delle alternative. Da lì in poi c’è la scrittura, e dopo il primo demo che unisce base e testo, si cominciano con le varie ed eventuali modifiche, arricchendola di suoni, strumenti ed emozioni perché diventi funzionale al tema.
Nel mondo kids hai spaziato moltissimo, dalla televisione ai teatri, dalla musica ai live; cosa ami di più e come ti approcci a ognuno di questi microcosmi?
A qualsiasi cosa ci si approccia con metodo, è quello che ti salva. Sono una persona che quando deve iniziare una nuova avventura approfondisco il metodo, e quindi l’impegno e la grandissima professionalità che cerco sempre di mostrare, in tutto e per tutto. Anche in esperienze nuove e sfidanti, come il doppiaggio del personaggio di Lucy in Cattivissimo Me 4 (in anteprima il 7 agosto e dal 21 agosto in tutte le sale, ndr).
Per quanto riguarda quello che mi piace di più, direi la conduzione, come è successo con le prime due puntate dello Zecchino d’Oro. Questo perché lì sono io che me la chiacchiero con le persone, al di là ovviamente dello script, perché esiste una scaletta del programma. Ma quella scaletta la fai tu, e puoi essere te stessa, e ciò mi riporta al motivo per cui sono entrata nel mondo dei bambini; perché mi sento me stessa.
La comunicazione poi deve essere adatta ai bambini, linguaggio in primis. Ma come si parla ai bambini?
Io quel tipo di comunicazione l’ho sempre avuta innata; mi ha aiutato avere una famiglia molto grande, quindi sempre piena di bambini piccoli in mezzo, fratelli e cugini. Ho imparato sul campo come avere a che fare con loro, ed è la scuola migliore; poi, a livello pedagogico, logopedico e motorio si possono affinare una serie di skills utilissime che cerchiamo di mettere all’interno dei video che vengono visti, ma il mio linguaggio personalissimo nei confronti dei bambini è una cosa mia, che si è solamente consolidata.
Come fanno dei contenuti per bambini a intrattenere anche i genitori, o ad aiutarli?
Io mi immagino una baby-sitter virtuale che dà una mano ai genitori; mentre io entro nei loro schermi, loro possono andare a fare la pipì o a prendere il caffè, o fare il biberon.
Cerco di creare dei contenuti che gli vadano a supporto, ma anche che possano essere prodotti per tutta la famiglia. Ai miei spettacoli, sono più i genitori che i piccoli a ballare i passi a memoria!Si possono creare dei prodotti family, che sono poi quelli che alla lunga vincono. Questo perché davanti a un prodotto kids c’è un bambino, ma dietro a quel bambino c’è un genitore costretto a subirsi ore e ore degli stessi video e degli stessi cartoni. Voglio pensare che un genitore, quando vede il mio canale Youtube, possa essere entusiasta e non stufo di vedermi sullo schermo per l’ennesima volta.
Da quando sei diventata mamma, hai percepito un’influenza del tuo lavoro nella tua maternità?
Devo dire che il mondo kids non ha influenzato la mia maternità. L’unica cosa che ho acquisito è una competenza maggiore nel riconoscere determinati prodotti che poi propongo a mia figlia. Da mamma capisco e comprendo il mio mestiere perché quando mi capita di vedere dei prodotti per cui mia figlia va pazza, io stessa scopro la gioia di andare a fare la pipì un attimo sapendo che lei è là a guardare quel contenuto. Se uscendo per strada incontrassi le persone dietro quei contenuti, mi commuoverei: “Tu mi salvi le giornate!”. Questo vale per me ma soprattutto per i neogenitori; è un momento psicologicamente delicato, di grande stanchezza e nuove scoperte (nel bene e nel male). Avere un aiuto così valido h24 che non paghi, devo dire che fa. Questa cosa ora la posso dire!
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