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Se senti che il vero Capodanno è in primavera hai ragione: il corpo non dimentica secoli di tradizione

Per secoli, fino a circa 300 anni fa, il Capodanno si è celebrato in corrispondenza della primavera e in alcune aree e culture è ancora così.
Millenni di tradizione legata alla natura non si cancellano dalla memoria.

Se pensi che il vero Capodanno sia in primavera, hai ragione: il tuo corpo sente che nell'antica Roma l'anno cominciava da marzo, che in Iran ancora oggi è l’equinozio la soglia sacra per la ripartenza.

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Il corpo umano sente qualcosa che viene da prima delle agende e dei calendari stampati: chi avverte l'adrenalina del nuovo anno in primavera sta solo avvertendo un'antichissima memoria che è indissolubilmente legata ai cicli della natura. 

tutto attorno a noi ci suggerisce che il nuovo ciclo coincide con la primavera

Se si partisse dall'astrologia sarebbe evidente come questa tradizione conserva l’idea della primavera come vero inizio di un nuovo ciclo: l’anno zodiacale comincia con l’Ariete, il segno associato all’equinozio di primavera. E il Sole entra in Ariete intorno al 20 o 21 marzo, nel momento in cui il giorno e la notte si equivalgono e la luce comincia a prevalere. Lo stesso segno dell'’Ariete, il primo segno dello zodiaco, è legato all’impulso, alla nascita, all’avvio delle cose e alla spinta vitale e che inaugura ogni anno la stagione in cui la natura rinasce e rompe l’immobilità invernale.

Questa visione ha attraversato culture diverse perché mette insieme cielo e terra, l’equinozio si osserva nel movimento apparente del Sole, nei calcoli astronomici, nei riti agricoli, nelle feste di rinascita

Nella Roma arcaica il calendario cominciava a marzo (il mese di Marte, pianeta che domina l'Ariete): era il primo mese dell’anno, cosa che spiega ancora oggi i nomi settembre, ottobre, novembre, dicembre: settimo, ottavo, nono, decimo mese contando da marzo. Solo dopo secoli, nel 153 a.C., si decise che l’anno politico romano iniziava il primo gennaio, perché in quella data entravano in carica i consoli.

il nostro corpo e la nostra mente "sentono" la memoria millenaria

Nella Repubblica di Venezia l’anno secondo il more veneto cominciava il primo marzo. Nei documenti veneziani gennaio e febbraio appartenevano ancora all’anno precedente e questo uso rimase vivo fino alla fine della Repubblica, nel 1797. Ugualmente, a Firenze e in Toscana l’anno iniziava il 25 marzo, festa dell’Annunciazione.

Era il cosiddetto stile fiorentino dell’Incarnazione e rimase in uso fino al Settecento come in Toscana, ma fu abolito con la riforma che portò l’inizio dell’anno al primo gennaio 1750. In Inghilterra l’anno civile cominciava in primavera, per la precisione il 25 marzo, il "Lady Day", cioè giorno dell’Annunciazione fino alla riforma del calendario del 1752.

Nel mondo persiano si celebra ancora il Nowruz ("nuovo giorno") che cade all’equinozio di primavera, con la festa del Fuoco - simile per data e significato alle nostre vampe di San Giuseppe - che si chiama Chaharshanbe Suri e si celebra l'ultima notte del mercoledì prima del 21 marzo. Accade in vaste aree dell’Asia centrale e del Caucaso.

il vero capodanno è un suggerimento che arriva dalla natura, non dalle agende

Perfino nel Medioevo cristiano diversi territori europei usarono il 25 marzo come primo giorno dell’anno identificando in questa data il momento in cui l’angelo annuncia a Maria la nascita di Cristo e non dimentichiamo la Pasqua cristiana, che conserva lo stesso criterio stagionale.

Forse non è cosa nota a tutti ma la Pasqua si celebra la prima domenica dopo la prima luna piena dell'equinozio di primavera: ecco perché cambia ogni anno la  data della resurrezione. Non è altro che simbolicamente legata al momento dell’anno in cui la natura mostra il proprio ritorno alla vita.

E anche nella tradizione ebraica la primavera occupa un posto decisivo: il mese di Nisan, legato a Pesach, è indicato nella Torah come il primo dei mesi. Ovunque guardiamo la primavera è stata o è ancora il tempo in cui la vita riparte. E non serve chiamarla ufficialmente Capodanno per dare a questa fase la dignità dell'apertura verso il nuovo e verso la rinascita, basta sentirlo. E lo sentiamo.