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Barbie, il film che sta facendo detonare il concetto di hype

Una cosa è certa: Barbie non sta arrivando in punta di piedi, ovvero nella posizione standard della sua protagonista, la bambola icona globale, uno dei giocattoli più famosi del mondo, con una storia di oltre sessant'anni alle spalle ed estimatori di ogni età.
L’attesa per il film, infatti, sta decisamente portando il concetto di hype su un altro livello, ovvero verso un’esplosione tutta rosa di previsioni e aspettative. Un’attesa che accompagna il film fin dal suo annuncio e che è cresciuta non appena hanno iniziato a girare, a giugno 2022, le prime immagini di un improbabile Ryan Gosling trasformato in Ken. 

Coltivare le proprie passioni è importantissimo per prendersi cura di sé

Raramente abbiamo assistito a un teasing così preciso, alla colonizzazione di un tempo infinito, ovvero quello che intercorre tra la nascita del progetto e la data della première, che sarà il 20 luglio 2023. 
Puntualmente, in quest’ultimo anno, proprio come accade per gli accessori che accompagnano o vestono Barbie, ci sono stati lanciati ami d’ogni sorta, fino ad arrivare allo svelamento dei diversi trailer, mirabolanti e caleidoscopici mondi di immagini fluo che i più fanatici hanno analizzato frame by frame per cercare di comprendere cosa effettivamente ci finirà per raccontare questo film.

Intanto di certo che non mancherà il “rosa Barbie”, così come non sono mancati i gossip legati alla quantità di vernice utilizzata per le scenografie.
Si dice che la regista, Greta Gerwig, abbia voluto ricreare un mondo di “autentica artificialità”, ovvero il più aderente possibile all’universo plastificato della bambola e che per questo la production designer Sarah Greenwood e la scenografa Katie Spencer abbiano inondato le ambientazioni di ettolitri di rosa fluorescente terminando le scorte dell’azienda produttrice, la Rosco, e mandando sold out il colore in tutto il mondo. Una versione smentita dalla stessa azienda che ha dichiarato di essere effettivamente a corto di riserve, ma che questo problema non sia stato causato dal film quanto dal rallentamento della produzione durante il lockdown.

Ma chissenefrega, a noi basti pensare che tutto il rosa in circolazione è finito - letteralmente -  dove deve stare di diritto, ovvero nel mondo di Barbie.

Ma c’è ben altro che tiene alte le aspettative, ed è il lavoro svolto da Margot Robbie che, ricordiamolo, non è solo la protagonista, ma colei che nel 2019 aveva annunciato di voler produrre il film su Barbie. 
Con la sua LuckyChap ha ottenuto ciò che altri avevano cercato senza successo: un accordo con Mattel. E non solo, è riuscita in qualità di co-produttrice a fare da ago della bilancia tra Greta Gerwig e Noah Baumbach, che volevano libertà d’azione nella sceneggiatura, e i colossi Warner Bros e Mattel che ovviamente dovevano proteggere la sacra immagine di Barbie.
D’altra parte se per scrivere la storia scegli i registi di Lady Bird e di Marriage Story non è per niente facile immaginare cosa salterà fuori alla fine.
Ed è anche per questo che l’hype è alle stelle.

Che sarà qualcosa di completamente diverso ce lo stanno promettendo da tempo. Barbie arriverà nel mondo reale facendosi ridere dietro, con il suo stile fluo e la sua inconsapevole tracotanza? Il suo universo verrà smontato? Assisteremo forse a un’inattesa storia di introspezione e analisi sociale?
Nel mentre il mondo di Barbie è destinato già da questa primavera a prendersi una fetta di quello della moda, e non poteva andare diversamente. Il Barbiecore, un mix tra pop e kitsch, è arrivato sugli scaffali dei negozi.
Margot Robbie, in copertina su Vogue America di giugno, ovviamente di rosa vestita, annuncia che questa sarà l’estate di Barbie. E noi in attesa, per capire se dobbiamo crederle e piegarci lentamente al fucsia.

Nel mentre aspettiamo di scoprire quali saranno le dinamiche della storia, consapevoli che non esiste una sola Barbie, e non c’è un solo Ken, anche se sappiamo chi interpreterà i protagonisti (quelli scelti per giocare, insomma). 
Tra le altre Barbie vedremo Dua Lipa - Barbie Sirena e Emma Mackey - Barbie Premio Nobel per la Fisica. Ci sono anche Will Ferrell come CEO della Mattel e America Ferrera che viene definita semplicemente “umana”, per non parlare della narratrice Helen Mirren. Tutti annunciati con le relative card, che ovviamente sono diventate presto filtri Instagram e Tik Tok.

Ma siccome non è ancora abbastanza, mentre il trailer ci ricorda da mesi che luglio si avvicina, Robbie e Gosling faranno un Global Barbie Tour per promuovere il film, palesandosi come plastiche apparizioni a Los Angeles, New York, Toronto, Sydney, Seul, Mexico City, Londra e Berlino.

Tutto sommato non sorprende che le versioni “inclusive” di Barbie siano uscite proprio adesso, con un timing perfetto per portare quante più persone al cinema ed evitare qualsiasi tipo di polemica su un film che è stato costruito per essere un successo e il cui marketing non poteva sbagliare un colpo.
Chissà se riuscirà nell'intento di diventare cult più della bambola che lo ha ispirato.