Abbiamo sostituito i figli con gli animali? Così fosse, vorrebbe dire che l'amore è una risorsa limitata (non lo è)
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Ci siamo: "Cagnolini al posto dei figli". L'anno scorso Papa Bergoglio insinuava che le persone ormai preferiscono cani e gatti ai bambini, offrendo così il suo punto di vista sul calo demografico in atto. Lo ricordiamo: un calo demografico che interessa le popolazioni bianche e occidentali, non la "razza umana" che cresce invece in modo sproporzionato rispetto alle risorse terrestri a disposizione. Siamo otto miliardi.
la cura verso gli animali è aumentata perché siamo una società migliore
Ci sono delle cose evidenti e negarle sarebbe ridicolo. Per esempio che prima non esisteva il "pet care": quell'industria che tra alimentazione, saponi, giocattoli e prodotti di ogni tipo e fantasia provvede ai bisogni o ai capricci degli animali con cui abitiamo. Ma non esistevano nemmeno veterinari/e, cardiologi/e, psicologi/e per cani o animali. Non c'erano professionalità dedicate alle loro esigenze e al loro benessere. Loro esistevano, mangiavano gli avanzi della tavola umana quando non pane raffermo e se campavano 10 anni andava a tutti di lusso.
Non conoscevamo il funzionamento del loro stomaco, del loro fegato e nemmeno ci importava. Non ipotizzavamo potessero avere paure, depressioni, mal di testa: erano cani cattivi oppure erano cani buoni. Ci si rivolgeva a loro per ordinare qualcosa, per rimproverarli o coccolarli. Rararamente per giocarci e comunicare con rispetto. Le cose sono cambiate da un punto di vista culturale: oggi chi li abbandona o li maltratta è penalmente punibile, finalmente. Ma uscire dalla cultura che legittimava abbastanza lo sfruttamento, l'abbandono, le percosse, le catene e l'educazione "nera" tra bastonate e riduzione alla fame, è dura.
Ecco perché si crea l'equivoco: ora che cani, gatti e pappagalli vengono trattati così bene, le persone non hanno tempo e voglia per fare bambini. La risposta breve è: ovviamente le due cose sono scollegate, nessuno che desidera diventare genitore si sognerebbe mai di accontentarsi di un cane, un gatto, per quanto diano amore. La risposta lunga è: le ragioni dietro la mancata genitorialità sono un groviglio di impedimenti oggettivi che si intrecciano con la sacrosanta libertà di scelta, questioni di cui parliamo spesso e pure volentieri. Dare la colpa ai cani, o ai gatti, o ai falchi reali, significa mettersi il salame sugli occhi.
Cosa ci vuole ad accettare che - finalmente - mettere al mondo un bambino, una bambina, non sia più automatico? Ci sarebbe anche da esserne felici, vuol dire che come società ci stiamo evolvendo da schemi che, evidentemente, erano stringenti (diversamente continueremmo a farne, giusto?).
è al contrario: dove c'è un bambino di solito c'è pure un cane
Secondo l'analisi demografica dei proprietari di animali domestici in Italia a cura dell'Università di Padova, nelle famiglie con bambini/e tra i 0 e i 14 anni, la presenza di cani e gatti è superiore di ben 11 punti percentuali rispetto alle famiglie senza bambini/e.
Allora cosa c'è di vero, quando qualcuno dice che i cani, i gatti - e chissà cos'altro - hanno "sostituito i bambini"? Niente o quasi. Sulla rivista European Psychologist è stata pubblicata un'analisi sul cambiamento del ruolo che diamo ai cani da compagnia, ebbene: è vero che ci sono più cani nelle case, ma non per questo si fanno meno bambini. Trovare una correlazione lì dove non c'è si chiama "complottismo". Ma cosa dice lo studio? Si legge che le case in cui i redditi medi sono più elevati (Europa, Nord America e Asia orientale) il calo demografico è in atto ma in queste case, in media una su tre ha adottato almeno un cane.
No: non è un "compromesso". Non si adottano cani e gatti per sublimare un desiderio di genitorialità che nella sua realtà sarebbe difficile o costoso. Anche perché, la stessa ricerca sostiene che i legami affettivi stabiliti con loro, con cani e gatti (ma anche uccellini, pesci e altri animali da compagnia e da fattoria) sono parimenti difficili e costosi. Le esigenze di cani, gatti e altri animali sono diverse da quelle dei bambini e infatti non vengono trattati come se lo fossero, anzi. Chi condivide un pezzo dell'avventura dell'esistenza con cani e gatti sa che si tratta di avere accanto un essere vivente con i suoi umori, le sue esigenze e i suoi spigoli che non va infantilizzato. Riconoscere ai cani e ai gatti la cura non vuol dire "umanizzarli", vuol dire averne cura. E la cura, per fortuna, non è una risorsa limitata.
Quindi, ricapitolando, cani e gatti hanno sostituito bambini? Assolutamente no: cani e gatti sono solo meno maltrattati di ieri, ma ancora non li trattiamo abbastanza bene da definirci una società pienamente civile.
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