Il basilico: le varietà, la cura e l'utilizzo
Condividi su
Etimologia e storia
Il nome deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikon ("pianta regale, maestosa") e da basileus "re". Sebbene l’etimologia completa sia abbastanza incerta, alcuni ritengono che si sia così chiamato perché usato per produrre profumi per il re o in riferimento all'utilizzo sacro delle antiche popolazioni Hindu.
Nella storia il basilico non si è distinto tanto come alimento – i primi testi che parlano di un suo utilizzo alimentare risalgono alla fine del XVIII secolo - quanto ha accompagnato molte superstizioni tra le popolazioni dell'Asia, del Medio Oriente e del Mediterraneo.
Ai tempi degli antichi Greci e R, il basilico era considerato un simbolo diabolico, di sfortuna e di odio. Plinio il Vecchio attribuiva alla pianta addirittura capacità di generare stati di torpore e pazzia.
Più avanti, nel medioevo, la pianta venne utilizzata per guarire le ferite, ma non perse del tutto la sua aurea magica: nelle miniature di alcuni manoscritti del tempo lo si trova infatti rappresentato come simbolo dell'odio e di Satana.
Come coltivarlo
Il basilico, da coltivare nell’orto o in un comune vaso sul balcone, cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 °C e 25 °C, come nel clima mediterraneo. Va innaffiato con frequenza e regolarità, ma dovrete prestare attenzione a mantenere il suolo ben drenato, in quanto i ristagni d'acqua sono dannosi per le sue radici.
Il periodo migliore per seminarlo è la primavera, verso marzo-aprile, e la fioritura avviene tra giugno e settembre. Le piante di basilico devono inoltre essere regolarmente cimate, per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi.
Essendo una pianta sensibile alle malattie causate da funghi e parassiti (Fusarium oxysporume e Botrytis cinerea in primis), dovrete tenere sempre sotto controllo le foglie: se queste sono ricoperte da marciume grigio sarà bene correre ai ripari.
In cucina e in medicina
Normalmente coltivato come pianta aromatica, il basilico è utilizzato soprattutto nella cucina italiana e in quelle asiatiche.
Va ricordato che il basilico deve essere usato fresco e aggiunto alle pietanze all'ultimo momento. La cottura ne attenua velocemente il sapore fino a neutralizzarlo, lasciando poco del suo inconfondibile profumo.Quando essiccato, perde completamente il suo sapore, mentre congelato lo conserva inalterato anche per diversi mesi.
Insieme a formaggio, pinoli, aglio e olio di oliva, è l'ingrediente base del pesto genovese, l’ottima salsa tipica della cucina ligure, ma lo si usa comunemente anche per le insalate, i frutti di mare, le uova strapazzate, le carni bianche e per le salse di pomodoro.
Nella cucina asiatica, specialmente a Taiwan, si usa invece frequentemente nelle zuppe e le foglie intere accompagnano spesso il tradizionale pollo fritto.
Il basilico viene inoltre impiegato tradizionalmente in alcune medicine popolari: le foglie e le sommità fiorite vengono infatti utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, diuretica, antimicrobica e antinfiammatoria.
Guarda anche:
Ricette di fine estate
Pomodoro, mozzarella e basilico: i protagonisti
Paese che vai, prelibatezza che trovi
Come curarsi con l'omeopatia? Tutte le risposte dell'esperto
Condividi su