Nel diario segreto di Virginia Giuffre l’inferno da schiava sessuale con Epstein e il principe Andrea
Il libro postumo di Virginia Giuffre, morta suicida ad aprile, racconta gli abusi subiti da minorenne e la lunga fuga dal sistema di sfruttamento sessuale.
Le accuse di Virginia Giuffre contro Epstein e il Principe Andrea: "Non fu solo violenza, è una storia di traffico di esseri umani"
Il diario dall’inferno: esce Nobody’s Girl, il libro postumo di Virginia Giuffre
Il prossimo 21 ottobre uscirà in tutto il mondo Nobody’s Girl: A Memoir of Surviving Abuse and Fighting for Justice, il memoir postumo di Virginia Giuffre, la principale accusatrice del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein e del principe Andrea d’Inghilterra.
La donna, morta suicida lo scorso aprile a 41 anni in Australia, aveva completato il manoscritto poche settimane prima della sua morte, insieme alla giornalista Amy Wallace. Il libro, pubblicato in Italia da Bompiani, racconta in prima persona gli anni di abusi, la manipolazione psicologica, il potere e il silenzio che hanno protetto per decenni uno dei più oscuri network di sfruttamento sessuale della storia recente.
L’inizio dell’incubo: Mar-a-Lago, Ghislaine Maxwell e il “mondo nauseante” di Epstein
Giuffre racconta di aver conosciuto Epstein nell’estate del 2000, quando aveva appena 16 anni e lavorava come addetta alla spa del club Mar-a-Lago di Donald Trump.
A reclutarla fu Ghislaine Maxwell, la compagna del finanziere, già condannata nel 2021 a 20 anni per traffico sessuale. “Volevo diventare una massaggiatrice professionista”, scrive Virginia, “ma Maxwell ed Epstein mi hanno trasformata in una schiava sessuale”.
Il libro descrive un sistema di abusi e coercizioni che si estendeva dalle residenze di Epstein a Palm Beach, New York, le Isole Vergini e il New Mexico, dove le giovani ragazze venivano introdotte a uomini potenti, politici, scienziati e miliardari. Epstein — ossessionato dai germi ma incapace di controllare la propria violenza — “aveva rapporti sempre senza preservativo” e arrivò a chiederle di concepire un figlio con lui: “Come una schiava dei giorni nostri”, scrive Giuffre, “avrebbero avuto ogni diritto legale su mio figlio”.
Il principe Andrea e i tre incontri segreti
Giuffre torna nel libro anche sulle accuse al principe Andrea di York, che nel 2022 evitò il processo pagando un accordo extragiudiziale di diversi milioni di sterline.
Virginia ricorda la prima volta in cui Ghislaine Maxwell le disse: “Incontrerai un bel principe. E dovrai fare per lui quello che fai per Jeffrey”. Aveva 17 anni.
“Il Duca di York indovinò subito la mia età,” scrive, “e mi disse che le sue figlie erano solo un po’ più giovani di me”. Quella sera, a Londra, Epstein e Maxwell la lasciarono sola con Andrea. “Era convinto che fare sesso con me fosse un suo diritto di nascita.”
Dopo quell’incontro, Ghislaine si complimentò con lei: “Sei stata brava. Il principe si è divertito”. Epstein, in cambio, le diede 15mila sterline.
Dalla fuga alla denuncia: “Volevo solo essere lasciata in pace”
Dopo due anni di schiavitù sessuale, Virginia riuscì a fuggire in Thailandia, dove iniziò la sua lunga battaglia per la libertà. Ha ammesso di essere stata convinta a reclutare altre ragazze, un atto che definisce “la cosa peggiore che abbia mai fatto”. “Non potete neanche immaginare quanto ho subito”, scrive. “Inizialmente non volevo neanche denunciare. Volevo solo essere lasciata in pace.”
Negli anni successivi, Giuffre è diventata il volto della lotta contro il traffico sessuale e lo sfruttamento delle minori. Ha ottenuto risarcimenti, fondato associazioni, ma anche ricevuto minacce e intimidazioni fino ai suoi ultimi giorni. Il 1° aprile 2025, in una mail alla sua assistente, scriveva: “Se è arrivata la mia ora, voglio che il mio libro esca comunque”.
Le domande irrisolte
Nelle pagine finali di Nobody’s Girl, Giuffre punta il dito contro i buchi neri dell’inchiesta Epstein: “Dove sono i video che l’FBI ha sequestrato nelle case di Jeffrey? Perché non hanno portato al processo di altri abusatori?” Il libro, che esce a sedici anni dalle prime denunce e sei dopo la morte di Epstein in carcere, riaccende i riflettori su un sistema di complicità e omertà che, nonostante i processi, non ha mai davvero restituito giustizia alle vittime.
Nobody’s Girl, un testamento contro il silenzio
Il diario di Virginia Giuffre non è solo un racconto di orrore, ma anche un testamento civile: la voce di una donna che ha scelto di parlare quando tutto le suggeriva di tacere.
Una voce spezzata che, anche dopo la morte, continua a chiedere verità — e a ricordare che dietro i nomi dei potenti c’erano ragazze senza nome, invisibili, come lei.