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Popolazione locale e animali selvatici: in Trentino si valuta l'abbattimento degli orsi

Dopo la morte del runner Andrea Papi, animalisti e residenti del Trentino (ma non solo) stanno discutendo animatamente su come gestire la convivenza tra popolazione locale e animali selvatici, valutando anche un possibile abbattimento degli orsi.
di Alice Michielon
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Trentino: la questione dell’abbattimento degli orsi

Il giovane runner Andrea Papi è stato ucciso dall’attacco fatale di un orso bruno, in Trentino: lo ha confermato l’autopsia sul corpo della vittima. Si è quindi aperta una sorta di ufficiosa caccia all’orso; quando le analisi del sangue renderanno possibile risalire al numero identificativo dell’animale che ha aggredito il ragazzo, esso verrà abbattuto. Circa l’85% degli orsi che vivono in Trentino infatti, che stanno tra i 100 e i 110 esemplari, sono schedati tramite codice. In risposta alla decisione della Provincia autonoma, le associazioni animaliste e ambientaliste hanno deciso di presentare degli esposti ufficiali, criticando l'inefficienza del governo nella promozione di una consapevolezza attenta e preparata sulla convivenza con gli animali selvatici che popolano le regioni italiane.

I fondi europei per la gestione del problema

Nonostante la caccia all’orso attivatasi negli ultimi giorni, l’attenzione nei confronti di questo animale, negli ultimi anni, non ha avuto solamente accezione negativa, anzi.
Proprio all’interno della Provincia autonoma di Trento, attraverso lo stanziamento di fondi dell’Unione Europea, era stato avviato il progetto Life Ursus. L’obiettivo era di ripopolare il territorio dei propri orsi, incrementando il numero di esemplari a partire dal piccolo ultimo nucleo sopravvissuto. La reintroduzione degli orsi bruni nell’area, però non è stata accompagnata da un’adeguata ed efficiente campagna di sensibilizzazione e prevenzione delle aggressioni. Il responsabile della Fauna selvatica dell’Oipa, Alessandro Placenza, ha commentato: “Se il risultato di tanto sforzo è questo, tanto valeva che quello stanziamento di denaro pubblico fosse investito altrove. Dieci furono gli orsi rilasciati tra il 1999 e il 2002 e oggi se ne contano circa 100. Ma l’intento iniziale si è ribaltato e dalla protezione si sta passando all’uccisione”.

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Yellowstone: l’esempio virtuoso (che dovremmo imitare)

Il Parco Nazionale di Yellowstone è uno dei più famosi degli Stati Uniti anche per la presenza di orsi grizzly (come raccontava brillantemente il famoso cartone animato ambientato in quel parco). Dal 1872 a al 2022, si sono verificati “solamente” otto attacchi mortali di orsi nei confronti di turisti in visita; il motivo risiede sia nella tendenza di questi animali a evitare il contatto umano, ma non solo. All’ingresso del gigantesco Parco Nazionale, infatti, puoi trovare delle linee guida pratiche e un vero e proprio vademecumdi tutto ciò che bisogna fare sia per evitare lo scontro con un orso e sia su come comportarsi in caso di attacco. Oltre alle regole per la sicurezza alimentare da seguire pedissequamente, viene fornito anche un utile spray contro i grizzly da utilizzare in caso di avvicinamento o aggressione.