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"Non sessualizzatemi": perché è importante che gli uomini, come Thomas Ceccon, si schierino contro l'oggettificazione

L'appello di Thomas Ceccon: Non sessualizzatemi. Perché è importante che gli uomini chiedano lo stop all'oggettificazione
L'appello di Thomas Ceccon: "Non sessualizzatemi". Perché è importante che gli uomini chiedano lo stop all'oggettificazione  (getty images)
Non sono i commenti che complimentano la sua bellezza, ma quelli che non si risparmiano allusioni sessuali spinte: ecco quando l'apprezzamento scade in sessualizzazione. Thomas Ceccon, vienuto virale dopo l'oro alle Olimpiadi nei 100 metri dorso, si è espresso chiedendo il "cessate fuoco" su di lui. Ma perché è importante che siano anche gli uomini a dire stop all'oggettificazione, ovvero la riduzione degli esseri umani ai loro corpi?
di Maya Artusi Moro

Che il web fosse impazzito per la squadra di nuotatori italiana alle Olimpiadi di Parigi, da Thomas Ceccon a Nicolò Martinenghi, ve lo avevamo raccontato già qui. Le piattaforme social sono state inondate da centinaia di foto dei ragazzi a torso nudo, con milioni di dichiarazioni d’amore e apprezzamenti concentrati non tanto sulle loro qualità sportive, ma sul loro aspetto fisico, e soprattutto commenti inappropriati sull'uso che quegli atleti potrebbero fare dei loro corpi. Oggi, però, Thomas Ceccon ha detto basta. La sua richiesta – “Non sessualizzatemi” – è un segnale importante a cui dovremo prestare ascolto tutti. Quando un uomo fa una simile dichiarazione apre la strada alle richieste di molte donne, che sono continuamente vittime della stessa oggettificazione, un fenomeno pericoloso che coltiva violenza e che si è dimostrato trasversale al genere.

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Quando l'apprezzamento va oltre il consenso

Si può reagire al fascino con un apprezzamento rispettoso o silenzioso, ci si può complimentare per il risultato sportivo – nel caso di Thomas, l’oro nei 100 metri dorso alle Olimpiadi di Parigi – ma spesso si va oltre, come è accaduto con le centinaia di commenti comparsi sotto una fotografia postata su Instagram, dell'atleta a petto nudo, accanto ai colleghi medagliati Nicolò Martinenghi e Gregorio Paltrinieri. Non sono le uscite come "quanta bellezza in una sola foto" ad essere il problema, ma piuttosto quelle che scadono nell'allusione o direttamente nel volgare: "Lo spuntino di una ragazza italiana", scrive qualcuno, "Mi sento incinta",si legge poco sotto, e ancora riferimenti al desiderio espresso da qualcuno di essere coinvolto in un'orgia insieme ai tre atleti. Ciò che è palese è che se l’apprezzamento per la prestanza fisica di qualcuno finisce per annullare la persona, riducendola unicamente al suo corpo e spostando ogni attenzione alla sfera sessuale - senza il consenso dell'interessato - ci troviamo davanti allo stesso fenomeno di cui sono solitamente vittime le donne: la sessualizzazione.

La richiesta di Thomas Ceccon: "Non sessualizzatemi"

È quello che è successo con Thomas Ceccon: dal video della sua vittoria, diventuto virale, il giovane è stato celebrato non per l’incredibile record stabilito, ma unicamente per la sua fisicità. Quando sono spuntati tutti quei pareri non richiesti sotto l'ultimo scatto su Instagram, Thomas ha detto basta, replicando: “Per favore, non sessualizzatemi.”

L’oggettificazione: un fenomeno che colpisce tutti

Deve essere dura: anni di impegno, sudore, fatica, e infine il successo, la vittoria, la soddisfazione, tutto per arrivare a questo. Non la gloria, ma l'annullamento della tua persona di fronte ad una sola qualità: la tua bellezza corporea. Un fenomeno a cui le donne sono purtroppo abituate (basti pensare al doppio standard riservato dai titoli giornalistici ad atlete e atleti, dove le testate giornalistiche esaltano gli uomini come eroi e le campionesse olimpiche attraverso aggettivi che descrivono le loro qualità fisiche, soffermandosi sul loro aspetto anziché sui loro meriti).

Cos'è la sessualizzazione?

La sessualizzazione è un processo attraverso il quale una persona viene ridotta al suo aspetto fisico o alle sue caratteristiche sessuali, trascurando le altre qualità, competenze e aspetti della sua personalità, ovvero la sua natura di persona umana. Ad essere messo al centro non è un corpo nelle sue qualità oggettive o dinamiche, ma un oggetto di cui non si apprezzano le forme, ma che viene usato come base di una proiezione sessuale, appagando l'immaginazione di chi guarda ed imponendola a chi la subisce.

Nicolò Martinenghi e Thomas Ceccon, la sessualizzazione degli atleti che hanno fatto perdere la testa al web
Nicolò Martinenghi e Thomas Ceccon, la sessualizzazione degli atleti che hanno fatto perdere la testa al web  (getty images)

Quando anche gli uomini dicono stop alla sessualizzazione: perché è importante

In passato, anche un cantante italiano, Alessandro De Santis dei Santi Francesi, aveva suscitato scalpore per essersi cancellato da Instagram con la stessa richiesta: essere apprezzato per la sua musica, non per la sua bellezza. È un segnale importante perché porta alla luce una lotta che le donne affrontano da anni, la richiesta di essere visti come esseri umani e non come oggetti. Ridurre un corpo alle sue funzioni sessuali, vedendolo in funzione della propria soddisfazione e delle proprie pulsioni, può infatti sfociare in comportamenti violenti e nella violenza di genere.

Questa invocazione al rispetto, al riconoscimento delle capacità dell'individuo al di là dell'aspetto fisico è un passo fondamentale verso una società più equa e rispettosa. Thomas Ceccon, con la sua dichiarazione, ha aperto un dialogo necessario e potente che, si spera, contribuirà a un cambiamento.