Teresa Mannino a Sanremo 2024: un monologo rivoluzionario sull'umanità e il potere
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Il monologo di Teresa Mannino
Teresa Mannino ha sorpreso il pubblico del Festival con uno degli interventi, per ora, più apprezzati dal pubblico sanremese. Un monologo che inizia con ironia e che si conclude con un taglio di inaspettata saggezza e puntualità. Insomma, uno di quei classici "fa ridere, ma fa anche riflettere" che funziona benissimo anche grazie all'interpretazione di Teresa Mannino.
Mannino ha iniziato il suo intervento sottolineando l'anacronismo del pensiero umano nel 2024, paragonandolo a quello di 2500 anni fa. Citando il filosofo Protagora, ha evidenziato come l'uomo occidentale, bianco e ricco, abbia perso la misura, credendo che gli altri esseri umani siano a sua disposizione. Con il suo umorismo unico, Mannino ha ironizzato sulla presunzione dell'uomo, sottolineando il nostro legame genetico con le banane e gli scimpanzé.
Le strane abitudini degli animali
Con la sua abilità comica, Teresa Mannino ha portato l'attenzione sulle abitudini degli animali, evidenziando quanto poco conosciute siano le similitudini genetiche tra gli uomini e gli scimpanzé. Ha sorpreso il pubblico con dettagli sulla comunicazione dei babbuini, sottolineando come, a differenza degli umani, gli animali utilizzino modi diversi per comunicare, un parallelo divertente con le diverse lingue umane.
Il metaforico elogio delle formiche tagliafoglia
Il monologo ha preso una svolta ecologica quando Mannino ha elogiato le formiche tagliafoglia, maestre nell'agricoltura da milioni di anni. Ha criticato ironicamente l'umanità per aver esaurito il pianeta in soli 10 mila anni di agricoltura, mentre le formiche dimostrano una sostenibilità di gran lunga superiore. Con un tocco di umorismo, ha descritto la regina madre delle formiche tagliafoglia, evidenziando il suo ruolo nella determinazione del sesso dei nascituri.
Il potere di ridere e far ridere
Mannino ha concluso il monologo esplorando il concetto di potere e agganciandosi al tema della sopraffazione e della dominazione maschile, concludendo con un passaggio che ha reso l'intero monologo, sorprendentemente, in una conversazione sul femminismo inaspettata ma potentissima.
Il testo completo del monologo
"Siamo nel 2024, ma ragioniamo come come 2.500 anni fa. Nel V secolo avanti Cristo il filosofo greco Protagora diceva che l’uomo è misura di tutte le cose. Oggi potremmo dire che lo è l’uomo bianco, ricco e occidentale. Solo che questa misura l’ha persa, e pensa che il resto del mondo sia a sua disposizione e quello che non serve viene eliminato. Dobbiamo ricordarci che siamo animali umani. L’origine della vita sul pianeta è comune: il 60% del nostro patrimonio genetico è uguale alle banane. Con le scimmie quello comune è del 98%, ma gli scimpanzè ci tengono a non farlo sapere.
Noi ci sentiamo superiori perché parliamo, ma gli animali o le piante comunicano in altro modo. Come noi siciliani che parliamo in dialetto a un milanese o un torinese, e poi se non capisce diciamo che è cretino. Anche volendo sono espressioni che non si possono tradurre. Abbiamo la stessa presunzione verso gli altri essere viventi. I babbuini per esempio si salutano strizzandosi il pene: riescono così ad acquisire tantissime informazioni, come l’età o la disponibilità a collaborare. Nell’Antico Testamento Giobbe dice “'nterroga gli animali e te lo insegneranno'. Io ho interrogato le formiche tagliafoglie, le più intelligenti. Loro coltivano, hanno grandissimi formicai e in alcune camere coltivano funghi. Sono le uniche al mondo. Fanno agricoltura da 50 milioni di anni e non hanno rovinato niente, noi da 10 milioni e abbiamo sfinito il pianeta. Erano sulla Terra già all’epoca dei dinosauri. Sono intelligentissime, allora ho pensato guardiamo come funziona la loro società e copiamo. C’è una regina madre e le figlie. Lei decide il sesso dei nascituri: i maschi sono una minima parte, solo per la prosecuzione della specie. I maschi hanno il ruolo solo di fornire gli spermatozoi, che vengono conservati nella spermateca della regina. I maschi fanno un volo nuziale una volta l’anno, e dopo l’accoppiamento muoiono perché non servono più. Quanto sono avanti! Non hanno il problema di gestire gli ex. Anche i maschi sono contenti perché la loro vita è stata una unica grande scopata. I maschi umani invece preferiscono il potere: sulle donne, sui bambini, sulla natura. Anche a me piace il potere, ma il potere di…di ridere, di cantare anche se sono stonata, di ballare per strada. Non sono disposta a ignorare le storie che non sono ancora passate. Se non è passato, non è il momento di passare oltre."
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