Stop agli smalti con TPO e DMTA dal 2025: cosa significa per le onicotecniche e chi lavora in casa?
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Entrambe le sostanze sono state classificate come tossiche per la riproduzione e, secondo il nuovo regolamento, non sarà più possibile produrre, vendere o utilizzare prodotti che le contengono.
Perché TPO e DMTA finiscono sotto accusa
Il TPO è un fotoiniziatore che permette agli smalti di indurirsi sotto lampada UV/LED, mentre la DMTA viene impiegata per migliorarne adesione e resistenza.
Seppure molto efficaci dal punto di vista tecnico, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche le ha inserite tra i composti considerati CMR (cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione). Il divieto nasce dunque da una logica di tutela della salute, soprattutto per le professioniste del settore, esposte quotidianamente a inalazione e contatto cutaneo.
L’impatto sul settore beauty
Secondo Angelica Oglobyak, onicotecnica e fondatrice della Nails Secrets Academy, il provvedimento ha già avuto effetti concreti: “Molte professioniste hanno dovuto smaltire scorte di prodotti ormai inutilizzabili e affrontare costi di riapprovvigionamento. Questo ha comportato un danno economico significativo, in particolare per chi gestisce piccoli saloni”.
Ma il problema riguarda anche le lavoratrici non regolamentate, che operano a domicilio: circa il 70% delle onicotecniche in Italia. Non essendo sottoposte a controlli, il rischio è che possano continuare a utilizzare prodotti vietati, aggirando le nuove norme.
Le alternative agli smalti vietati
Fortunatamente, il mercato non si è fatto trovare impreparato. Molte aziende hanno già lanciato linee di smalti TPO-free, utilizzando fotoiniziatori alternativi e sicuri.
Le due principali soluzioni sono:
- BAPO (Bis-Trimethylbenzoyl Phenylphosphine Oxide): garantisce brillantezza e lunga durata, senza rischi tossici.
- TPO-L (Ethyl(2,4,6 trimethylbenzoyl)phenylphosphinate): derivato del TPO, ma riformulato in modo da rispettare le normative europee.
Manualità e sicurezza: il ruolo dell’onicotecnica
Secondo Oglobyak, la salute delle unghie non dipende solo dal prodotto, ma soprattutto dalla manualità dell’onicotecnica: “Una corretta preparazione e rimozione evita danni alla lamina ungueale, indipendentemente dal tipo di smalto usato”.
Un richiamo importante alla professionalità, in un settore che dovrà affrontare presto un nuovo equilibrio tra sicurezza, costi e formazione.
Come riconoscere gli smalti sicuri?
Per consumatori e professionisti diventa essenziale controllare l’INCI (lista degli ingredienti) riportato sulla confezione.
Molti brand dichiarano già in etichetta formule “TPO-free” o “7-free”, che escludono diversi ingredienti controversi.
Le regole d’oro:
- preferire marchi che hanno già riformulato le linee;
- chiedere in salone quali smalti vengono utilizzati;
- diffidare di prodotti a basso costo senza etichetta chiara.
Una rivoluzione per la nail art
Il divieto di TPO e DMTA non è solo un cambio di regolamento, ma un passaggio cruciale per la sicurezza nel settore beauty. Un’occasione per professionalizzare ulteriormente il lavoro delle onicotecniche e per spingere le aziende verso formulazioni più sicure e trasparenti, in un mercato sempre più attento alla salute oltre che all’estetica.
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