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Manuale di sopravvivenza 1 minuti di lettura

Stop agli smalti con TPO e DMTA dal 2025: cosa significa per le onicotecniche e chi lavora in casa?

Stop agli smalti con TPO e DMTA dal 2025: cosa significa per le onicotecniche e chi lavora in casa?
Dal prossimo 1° settembre il settore della manicure cambierà radicalmente. L’Unione Europea ha infatti deciso di vietare l’uso di due ingredienti molto diffusi nei gel e negli smalti semipermanenti: TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) e DMTA (Dimethyltolylamine).
 
di Alice Michielon

Entrambe le sostanze sono state classificate come tossiche per la riproduzione e, secondo il nuovo regolamento, non sarà più possibile produrre, vendere o utilizzare prodotti che le contengono.

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Perché TPO e DMTA finiscono sotto accusa

Il TPO è un fotoiniziatore che permette agli smalti di indurirsi sotto lampada UV/LED, mentre la DMTA viene impiegata per migliorarne adesione e resistenza.
Seppure molto efficaci dal punto di vista tecnico, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche le ha inserite tra i composti considerati CMR (cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione). Il divieto nasce dunque da una logica di tutela della salute, soprattutto per le professioniste del settore, esposte quotidianamente a inalazione e contatto cutaneo.

L’impatto sul settore beauty

Secondo Angelica Oglobyak, onicotecnica e fondatrice della Nails Secrets Academy, il provvedimento ha già avuto effetti concreti: “Molte professioniste hanno dovuto smaltire scorte di prodotti ormai inutilizzabili e affrontare costi di riapprovvigionamento. Questo ha comportato un danno economico significativo, in particolare per chi gestisce piccoli saloni”.

Ma il problema riguarda anche le lavoratrici non regolamentate, che operano a domicilio: circa il 70% delle onicotecniche in Italia. Non essendo sottoposte a controlli, il rischio è che possano continuare a utilizzare prodotti vietati, aggirando le nuove norme.

Le alternative agli smalti vietati

Fortunatamente, il mercato non si è fatto trovare impreparato. Molte aziende hanno già lanciato linee di smalti TPO-free, utilizzando fotoiniziatori alternativi e sicuri.
Le due principali soluzioni sono:

  • BAPO (Bis-Trimethylbenzoyl Phenylphosphine Oxide): garantisce brillantezza e lunga durata, senza rischi tossici.
  • TPO-L (Ethyl(2,4,6 trimethylbenzoyl)phenylphosphinate): derivato del TPO, ma riformulato in modo da rispettare le normative europee.

Manualità e sicurezza: il ruolo dell’onicotecnica

Secondo Oglobyak, la salute delle unghie non dipende solo dal prodotto, ma soprattutto dalla manualità dell’onicotecnica: “Una corretta preparazione e rimozione evita danni alla lamina ungueale, indipendentemente dal tipo di smalto usato”.
Un richiamo importante alla professionalità, in un settore che dovrà affrontare presto un nuovo equilibrio tra sicurezza, costi e formazione.

Come riconoscere gli smalti sicuri?

Per consumatori e professionisti diventa essenziale controllare l’INCI (lista degli ingredienti) riportato sulla confezione.
Molti brand dichiarano già in etichetta formule “TPO-free” o “7-free”, che escludono diversi ingredienti controversi.
Le regole d’oro:

  • preferire marchi che hanno già riformulato le linee;
  • chiedere in salone quali smalti vengono utilizzati;
  • diffidare di prodotti a basso costo senza etichetta chiara.

Una rivoluzione per la nail art

Il divieto di TPO e DMTA non è solo un cambio di regolamento, ma un passaggio cruciale per la sicurezza nel settore beauty. Un’occasione per professionalizzare ulteriormente il lavoro delle onicotecniche e per spingere le aziende verso formulazioni più sicure e trasparenti, in un mercato sempre più attento alla salute oltre che all’estetica.